Il futuro non attende: la paura frena gli investimenti

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Un uomo inclina un salvadanaio rosa a testa in giù, guardandolo intensamente mentre le monete sono sparse sul tavolo di fronte a lui, catturando le sfide che i giovani devono affrontare tra risparmio e investimenti.

Cresce l’interesse per la finanza e il risparmio, ma anche l’ansia finanziaria: secondo il nuovo Osservatorio Edufin di Pictet Asset Management, il 73% degli italiani vive con preoccupazione il rapporto con il denaro

Articolo tratto dal numero di dicembre 2025 di We Wealth


L’Italia si scopre sempre più attenta alla finanza, ma anche più impaurita. È questo il ritratto che emerge dalla quinta edizione dell’Osservatorio Edufin di Pictet Asset Management, realizzato con FINER Finance Explorer e presentato nel mese dedicato all’educazione finanziaria.

Il titolo scelto quest’anno, “Il futuro non attende”, suona come un invito a non rimandare più scelte consapevoli di risparmio e investimento.

Oggi oltre il 90% degli italiani dichiara interesse per i temi economico-finanziari – erano il 76% nel 2021 – e la Gen Z guida questa nuova attenzione, con più della metà dei giovani che desidera migliorare la propria cultura finanziaria. Tuttavia, la curiosità non sempre diventa azione: il risparmio cresce (52% del campione), ma resta spesso fermo sui conti correnti o concentrato su strumenti ritenuti “sicuri” come obbligazioni e BTP.

«Viviamo un periodo carico di sfide che ci impone di convivere con mercati più volatili e complessi» osserva Nicola Ronchetti, CEO di FINER. «La consapevolezza e la difficoltà nel colmare le lacune mostrano quanto la finanza sia percepita come un terreno complesso. Eppure riguarda tutti, anche i più giovani. È per questo che l’educazione economica è entrata ufficialmente nelle scuole: secondo la maggioranza degli italiani, spetta ai docenti e alle istituzioni formare le nuove generazioni».

Intanto cambia la dieta mediatica. I social network si confermano il canale di informazione principale (42% del campione, +15% dal 2021). Instagram domina tra Millennial e Gen Z, mentre WhatsApp resta il preferito dai Boomer. Cresce anche la fiducia in queste piattaforme: oggi il 31% degli italiani le considera una fonte affidabile di consigli finanziari, contro il 2% di quattro anni fa.

Accanto ai social emerge l’intelligenza artificiale: il 62% la usa quotidianamente, ma solo il 23% si fiderebbe di un’IA per investire. «Nel campo della consulenza il fattore umano resta decisivo» spiega Daniele Cammilli, Head of Marketing di Pictet Asset Management. «Inflazione e tassi elevati alimentano ansia finanziaria, la difficoltà di far fronte alle spese e, sul fronte degli investimenti, la paura di perdere. È un sentimento che spinge verso soluzioni conservative, ma che alla lunga può compromettere la costruzione di una vera serenità economica».

Secondo lo studio, infatti, la paura domina il sentiment finanziario: il 68% degli intervistati prova emozioni negative pensando ai propri investimenti e il 73% vive con ansia la gestione del denaro. Un’ansia che aumenta quando le competenze sono scarse: solo chi possiede un buon livello di alfabetizzazione finanziaria riesce a mantenere un equilibrio emotivo.

Trovare contenuti e referenti affidabili resta un ostacolo per il 43% degli italiani, più della complessità stessa della materia. È il segnale di un disorientamento condiviso tra generazioni. «Serve un’educazione agli investimenti che aiuti a comprendere il rischio e a costruire portafogli equilibrati» aggiunge Cammilli. «In Italia, rispetto al Nord Europa, la partecipazione ai mercati azionari è ancora limitata».

I portafogli italiani restano orientati al breve termine: in media il 49% è investito in obbligazioni, il 19% in liquidità e solo l’8% in azioni. I più giovani, pur avendo orizzonti lunghi, mantengono portafogli prudenti, con il 25% della ricchezza ferma sui conti correnti. L’82% degli italiani non aderisce alla previdenza complementare, confidando su pensione pubblica o eredità: un atteggiamento che lo studio definisce “eteronomia economica”.

Di fronte a questo scenario, Pictet Asset Management continua a investire in un’educazione finanziaria inclusiva, capace di connettere linguaggi e generazioni. Tra le iniziative: il blog “Pictet per Te”, le serie podcast sulla finanza comportamentale e una presenza attiva sui social per raccontare i mercati “in parole semplici”.

«L’educazione finanziaria è una responsabilità sociale oltre che economica» conclude Cammilli. «Il futuro non aspetta: bisogna costruirlo, un investimento alla volta».

Domande frequenti su Il futuro non attende: la paura frena gli investimenti

Qual è il principale sentimento che caratterizza gli italiani riguardo alla finanza, secondo l'Osservatorio Edufin?

L'Italia si dimostra sempre più attenta alla finanza, ma questo interesse è accompagnato da una crescente paura. Questo duplice sentimento emerge dalla quinta edizione dell'Osservatorio Edufin di Pictet Asset Management.

Qual è il messaggio chiave veicolato dal titolo dell'Osservatorio Edufin di quest'anno?

Il titolo 'Il futuro non attende' funge da esortazione a non procrastinare le decisioni importanti relative al risparmio e agli investimenti. L'obiettivo è spingere verso scelte finanziarie più consapevoli e tempestive.

Chi ha realizzato l'Osservatorio Edufin e quando sono stati presentati i risultati?

L'Osservatorio Edufin è stato realizzato da Pictet Asset Management in collaborazione con FINER Finance Explorer. I risultati sono stati presentati nel mese dedicato all'educazione finanziaria, presumibilmente nel dicembre 2025, data di pubblicazione dell'articolo.

Quale tendenza emerge riguardo all'atteggiamento degli italiani verso la finanza?

Gli italiani mostrano una maggiore attenzione verso la finanza, indicando un interesse crescente per la gestione del proprio patrimonio. Tuttavia, questa attenzione è mitigata da un sentimento di timore.

Qual è l'implicazione della paura nel contesto degli investimenti, secondo l'articolo?

La paura sembra rappresentare un freno significativo per gli investimenti in Italia. Questo sentimento potrebbe portare a un rinvio delle decisioni di investimento, contrastando l'invito a scelte finanziarie consapevoli.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Laura Magna

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Fino al 2025 si è occupata del coordinamento del Magazine We Wealth. Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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