Santander sceglie doValue per gli NPL: il nuovo ruolo dell’Italia

3 MIN
Facciata del quartier generale di Banco Santander al tramonto, con il logo rosso ben visibile sulla sommità dell’edificio in vetro.

Il nuovo mandato con cui Banco Santander — banca da €1,3 trilioni di attivi — affiderà a doValue la gestione dei nuovi flussi di NPL e UTP dal 2026, senza pagamento upfront, segna un cambio di paradigma nel credito europeo. Con oltre €12 miliardi di nuovi mandati firmati nel 2025 e un GBV di €138 miliardi, doValue rappresenta oggi una piattaforma paneuropea in grado di offrire stabilità, efficienza e decorrelazione. Per il wealth management italiano, l’operazione apre nuove riflessioni su asset alternativi, diversificazione e resilienza dei portafogli nel 2026

Indice

La decisione che ridisegna il mercato europeo del credito

«È stato un anno record che ci posiziona al meglio per il 2026», ha affermato Manuela Franchi, CEO di doValue, commentando l’accordo annunciato il 3 dicembre 2025. Il dato che cattura l’attenzione, però, è un altro: Banco Santander, gruppo con 1.300 miliardi di attivi, ha deciso di affidare a un servicer italiano la gestione di tutti i nuovi flussi di NPL e UTP dal 2026, con un contratto biennale e senza alcun pagamento upfront.

La mossa mostra un cambio di prospettiva: la gestione del credito deteriorato diventa parte integrante delle strategie di efficienza delle grandi banche europee, e l’Italia si colloca al centro di questa evoluzione.

Perché Santander guarda all’Italia: efficienza e competitività

La scelta del gruppo spagnolo riflette il riconoscimento di un modello industriale ormai consolidato. Il servicing italiano è percepito come performante, capace di integrare tecnologia, specializzazione operativa e contenimento dei costi. Come spiega Franchi, «l’accordo nel mercato spagnolo, altamente competitivo, ci permette di concentrarci su asset class a margine più elevato».

Non si tratta solo di delegare attività, ma di adottare un’infrastruttura esterna in grado di migliorare la redditività della banca in mercati maturi, dove la pressione sugli spread impone soluzioni più efficienti.

La maturità operativa che convince un grande player europeo

Il mandato arriva all’apice di un anno in cui doValue ha raggiunto una dimensione operativa rara nel panorama europeo del credito. Nel 2025 la società ha firmato oltre 12 miliardi di nuovi mandati, superando le previsioni, mentre il portafoglio gestito ha toccato 138 miliardi di GBV.

«Abbiamo superato le attese iniziali», ha ricordato Franchi.L’acquisizione della tedesca Coeo per €350 milioni ha ulteriormente ampliato il raggio d’azione del gruppo, consolidandone il profilo internazionale. In questo contesto, la decisione di Santander non premia solo i risultati del 2025: riconosce la trasformazione di doValue in un operatore paneuropeo capace di gestire processi complessi su vasta scala.

Il credito europeo cambia: stabilità invece di cicli

L’operazione si inserisce in un contesto in cui il mercato del credito deteriorato ha abbandonato la sua natura ciclica. Le stime più recenti indicano che in Italia i volumi NPE si manterranno attorno ai 22 miliardi annui nel triennio 2025–2027, segno di una struttura stabile che non dipende più da shock improvvisi.

Questo passaggio da un mercato emergenziale a un ecosistema industriale favorisce modelli di gestione esternalizzati e sofisticati. Per Santander, scegliere un partner specializzato significa beneficiare di processi collaudati in un contesto europeo che richiede efficienza, qualità dei dati e tempi certi di lavorazione.

Il messaggio strategico per il wealth management italiano

L’accordo offre indicazioni essenziali per la costruzione dei portafogli nel 2026. In primo luogo, conferma la capacità del credito alternativo di generare rendimenti stabili, grazie a ricavi basati su commissioni ricorrenti e meno influenzati dalla volatilità dei mercati finanziari. In secondo luogo, mostra che l’accesso a piattaforme operative in più giurisdizioni riduce l’esposizione ai cicli nazionali, ampliando la gamma delle opportunità disponibili.

Infine, la decisione di Santander legittima ulteriormente il know-how italiano nella gestione dei crediti, aumentando l’interesse istituzionale verso fondi, veicoli e strategie legate al servicing, oggi parte integrante delle architetture multi-asset più evolute.

Foto di Elisabetta Fabris, autrice We Wealth esperta di wealth managemen

di Elisabetta Fabris

Scrive di Wealth Management per We Wealth. Con esperienze nei mercati finanziari e un background in Finance presso Bocconi, si occupa di finanza raccontando mercati e private capital con uno sguardo ai trend che stanno ridisegnando la gestione patrimoniale.

Il wealth management europeo sta cambiando: Vuoi scoprire se la tua strategia è al passo?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth