Mercati, la Cina sarà il cigno nero del 2023?

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La Cina riapre e compare una nuova variante. E se il covid tornasse ad essere la variabile critica per economia e mercati?

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Si chiama Gryphon ed è l’ultima variante del Covid. Con l’aggravante che, a differenza delle precedenti, sembra essere, per alcuni, più aggressiva. Il tutto proprio quando la Cina ha messo fine alla politica zero covid, riaprendo le frontiere. E il covid, adombrato da guerra, inflazione e recessione, potrebbe ritornare ad essere il vero spauracchio non solo per l’economia ma anche per i mercati. È proprio così?

Il covid non fa paura 

Per Gabriel Debach, market analyst di eToro, no. Fronte economico è difficile ipotizzare che il covid possa rappresentare un nuovo freno. “Con la Cina che si è decisa ad aprire i suoi confini e ritornare nuovamente alla normalità, un passo indietro sarebbe visto come un grave errore politico: un biglietto da visita difficile da usare per Xi Jinping” spiega Debach. In altre parole è improbabile che si vedranno nuovi lockdown come quelli degli scorsi anni. Il che è certamente una buona notizia anche per le Borse. “È difficile immaginare che la nuova preoccupazione dei mercati possa ritornare ad essere il Covid-19, soprattutto alla luce delle recenti paure per una prossima recessione. L’apertura cinese ha certamente creato timori su nuovi contagi, ma il rovescio della medaglia è senza dubbio più rilevante, con il venir meno delle apprensioni, che hanno spesso accompagnato di recente gli investitori, sui vari blocchi alla produzione: ne sanno bene qualcosa Apple e Tesla, per citare i nomi maggiormente conosciuti” continua Debach.

Quale impatto sui mercati?

Ad ogni modo è un rischio, quello pandemico, che sebbene poco probabile, è pur sempre verificabile. Quali impatti avrebbe sui mercati? “Nel caso in cui dovessimo assistere ad un ritorno del Covid – non in stile delle ultime varianti, ma come da prima ondata – con ritorni a lockdown globali, la direzione da parte delle banche centrali potrebbe dover essere rivista, perfino con nuovi supporti monetari. Tutto questo potrebbe tradursi in un iniziale calo dei listini, i quali dovrebbero digerire il nuovo scenario, per poi perfino divenire positivo, soprattutto per i comparti growth” conclude Debach.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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