Bitcoin sotto i 90.000 dollari: per qualcuno è un Black Friday

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Un Bitcoin dorato brilla in cima a una pila di monete, sullo sfondo di luci colorate e sfocate che evocano un'atmosfera festosa.

Il ribasso del Bitcoin coincide con un cambio di mano storico: early adopter in presa di profitto e istituzioni che assorbono l’offerta. Ecco cosa significa per il prezzo

Indice

, Il Bitcoin è sceso sotto quota 90.000 dollari brevemente il 18 novembre e, nonostante un piccolo rimbalzo, resta sotto del 25% circa rispetto al picco raggiunto a inizio ottobre. Per gli entusiasti è come un Black Friday anticipato per la criptovaluta più nota al mondo, anche se la correlazione fra Bitcoin e i titoli tecnologici sotto pressione sembra aver orientato un sentimento negativo che potrebbe accompagnare i mercati ancora a lungo. Al momento, con il Bitcoin attorno a quota 93.000 dollari, si sono azzerati i guadagni messi a segno dall’inizio dell’anno, contraddistinto da alti e bassi pronunciati. Solo nell’ultimo mese, Bitcoin ha perso il 16,8%.

La redistribuzione dalle “balene” alle istituzioni

Uno degli aspetti interessanti di questo ribasso è che dal lato dei venditori ci sono vecchi portafogli di cosiddette balene che, in questa fase, sono passati alle prese di beneficio in un momento in cui lo slancio della tecnologia — che negli ultimi anni ha spesso mostrato una correlazione elevata con le cripto — si è indebolito. Secondo un’analisi di Ark Invest, gli investitori storici in Bitcoin (early adopter) “hanno distribuito liquidità”, mentre “la domanda istituzionale sembra averla assorbita”. Ad aver limitato il calo del Bitcoin, dunque, sarebbero stati i flussi d’acquisto da parte di soggetti come asset manager e fondi, sempre più rilevanti nel mercato da quando esistono strumenti quotati in Borsa per ottenere esposizione diretta.
In termini quantitativi, il riequilibrio tra le due tipologie di detentore è evidente. Tra l’inizio del 2024 e metà novembre 2025, l’offerta “vaulted” — cioè i Bitcoin rimasti inattivi per lunghi periodi, tipicamente detenuti dagli early adopter — si è ridotta complessivamente di 650 mila unità, segno che una parte consistente dei portafogli storici ha rimesso in circolazione monete ferme da anni, verosimilmente per cristallizzare una plusvalenza significativa. Questa liquidità è stata però assorbita quasi specularmente dall’ingresso delle istituzioni: gli ETF spot statunitensi, inesistenti fino a gennaio 2024, hanno accumulato oltre 1,1 milioni di Bitcoin già all’inizio del 2025, superando quota 1,3 milioni a metà novembre. Se si sommano anche i Bitcoin detenuti nei bilanci societari, l’impennata della domanda istituzionale arriva a oltre 2,3 milioni di monete in venti mesi. Il risultato netto è un mercato in cui la vendita dei veterani non ha incontrato un vuoto di controparte, ma un acquirente strutturale disposto ad assorbire volumi rilevanti anche in una fase di ribasso.

Un mercato più pesante, meno esposto alle oscillazioni estreme

“Dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2025, i flussi combinati provenienti dagli ETF e dalle società quotate in borsa, insieme alla riduzione delle riserve vaulted, hanno totalizzato 1.466.102 BTC, suggerendo che la domanda istituzionale ha compensato la pressione di vendita degli early-adopter. I dati dall’inizio dell’anno suggeriscono lo stesso, con un delta netto di 428.721 BTC”, scrive Ark. Tutto questo non impedisce che il prezzo del Bitcoin possa scendere; tuttavia, una composizione della domanda e dei detentori che diventa più orientata al lungo periodo può significare meno oscillazioni estreme rispetto ai cicli precedenti. Se i possessori di Bitcoin diventano più stabili e meno entusiasti della prima ora — ormai sazi, forse — sarà meno frequente assistere a correzioni violente. Al tempo stesso, la domanda istituzionale appare meno volatile e tende a costituire un sostegno più costante al prezzo. “Da qui alla fine dell’anno e nel 2026, data la sensibilità delle istituzioni alle variazioni della liquidità in dollari, la fine del restringimento quantitativo e il calo dei tassi di interesse potrebbero essere di buon auspicio per Bitcoin”, conclude Ark.

Domande frequenti su Bitcoin sotto i 90.000 dollari: per qualcuno è un Black Friday

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Bitcoin sotto i 90.000 dollari: per qualcuno è un Black Friday?

Quando si investe in Bitcoin sotto i 90.000 dollari: per qualcuno è un Black Friday, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Bitcoin sotto i 90.000 dollari: per qualcuno è un Black Friday con un capitale limitato?

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Quali sono i rischi principali associati a Bitcoin sotto i 90.000 dollari: per qualcuno è un Black Friday?

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FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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