Bond, finalmente rally: miglior anno dal 2020

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Un uomo con gli occhiali, in una camicia azzurra, è seduto a una scrivania in un ufficio moderno. È concentrato su un portatile, tiene una penna e un quaderno accanto a sé. Un monitor mostra un grafico a linee con dati finanziari. Grandi finestre sono sullo sfondo.

Il 2025 si sta rivelando un anno molto positivo per i bond globali – ma fare meglio del recente passato non era difficile

Il ritorno dei bond è stato annunciato più volte, senza però concretizzarsi davvero. Il 2025 ha finalmente mantenuto quella promessa: fin qui è l’anno migliore per le obbligazioni dal 2020. L’indice S&P Global Developed Aggregate da inizio anno al 14 novembre segna una performance del 7,95%, mentre l’S&P 500 Bond Index avanza del 6,59%. Numeri di rilievo, soprattutto se confrontati con i rendimenti annualizzati degli ultimi cinque anni: –1,86% per il primo e +0,35% per il secondo.

Per gli investitori che osservano il nuovo impulso della Federal Reserve verso un ciclo di tagli, i rendimenti obbligazionari tornano a essere un richiamo potente: sia sulle scadenze brevi sia su quelle più lunghe, la possibilità di bloccare livelli di reddito superiori rispetto all’era post-2008 esercita un’attrattiva che sostiene la domanda.

La curva dei Treasury americani, nel giro di dodici mesi, si è trasformata. Mentre i rendimenti a 30 anni sono rimasti elevati, le scadenze brevi, medie e lunghe hanno registrato un calo deciso — traducendosi in performance positive sul prezzo delle obbligazioni. Un anno fa un Treasury a 3 anni rendeva il 4,2%; oggi, al 17 novembre, siamo scesi al 3,6%.

Per i titoli di Stato italiani il movimento è stato meno marcato, ma analogo nella direzione: le differenze più significative si osservano nella parte breve e media della curva, con effetti evidenti fino alle scadenze triennali.

È comunque una buona notizia, considerando la quantità di BTP che gli italiani hanno accumulato dal 2021. Una ricerca Fabi mostra che a fine agosto i titoli di Stato italiani in mano alle famiglie rappresentavano il 14,4% del debito pubblico, pari a 442,4 miliardi, contro il 7,9% del 2021. Solo il BTP Valore, nelle sue diverse emissioni, ha portato al retail 93 miliardi di euro.

La BCE, a differenza della Fed, non mostra segnali di urgenza su nuovi tagli — un fattore chiave per i rendimenti delle scadenze medio-brevi europee. Tuttavia, a livello globale, il momento favorevole delle obbligazioni potrebbe proseguire grazie alla Federal Reserve, con il mercato che prezza fino a tre ulteriori tagli da qui alla fine del 2026, secondo il CME FedWatch Tool.

I dubbi di lungo periodo continuano però a frenare gli acquisti sulla parte molto lunga della curva. L’aumento della spesa pubblica e del debito federale USA ha sostenuto la domanda di coperture in oro e penalizzato i Treasury trentennali, su cui pesano lo scetticismo sugli equilibri geopolitici futuri e sul ruolo internazionale del dollaro.

Si tratta, comunque, di rischi più di lungo respiro. La cosiddetta de-dollarizzazione, spesso citata come minaccia sistemica, mostra una concretezza limitata. Secondo i dati FMI, la quota del dollaro nelle riserve valutarie globali è scesa dal 58,9% al 56,3% dal 2020 a oggi, un calo più contenuto rispetto al periodo 2015–2020, quando la quota scese da 65,7% al 58,9%.

Domande frequenti su Bond, finalmente rally: miglior anno dal 2020

Qual è la performance degli indici obbligazionari nel 2025 fino al 14 novembre?

L'indice S&P Global Developed Aggregate ha registrato una performance del 7,95% da inizio anno al 14 novembre. L'S&P 500 Bond Index, invece, ha avanzato del 6,59% nello stesso periodo.

Come si confrontano i rendimenti del 2025 con quelli degli ultimi cinque anni per l'indice S&P Global Developed Aggregate?

Nel 2025, l'indice S&P Global Developed Aggregate ha ottenuto una performance del 7,95%, superando significativamente il rendimento annualizzato di -1,86% registrato negli ultimi cinque anni.

Il 2025 rappresenta un anno positivo per le obbligazioni rispetto agli anni precedenti?

Sì, il 2025 è considerato l'anno migliore per le obbligazioni dal 2020, con performance positive che hanno finalmente mantenuto le promesse di un ritorno del mercato obbligazionario.

Qual è la performance dell'S&P 500 Bond Index nel 2025 e come si confronta con il suo rendimento annualizzato degli ultimi cinque anni?

L'S&P 500 Bond Index avanza del 6,59% nel 2025 fino al 14 novembre. Questo dato è notevolmente superiore al suo rendimento annualizzato di +0,35% registrato negli ultimi cinque anni.

Quali sono i principali indici obbligazionari menzionati nell'articolo e quali performance hanno registrato nel 2025?

I principali indici obbligazionari citati sono l'S&P Global Developed Aggregate, con una performance del 7,95% da inizio anno al 14 novembre, e l'S&P 500 Bond Index, che ha avanzato del 6,59% nello stesso periodo.

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di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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