Giovani e finanza: l’88% si informa, il 70% risparmia

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Un uomo inclina un salvadanaio rosa a testa in giù, guardandolo intensamente mentre le monete sono sparse sul tavolo di fronte a lui, catturando le sfide che i giovani devono affrontare tra risparmio e investimenti.

Tra risparmio, investimenti e sostenibilità, i giovani italiani riscrivono il loro rapporto con la finanza. Ma chiedono più chiarezza e formazione. Un’indagine del Forum per la Finanza Sostenibile fotografa la nuova generazione di risparmiatori

Indice

I giovani italiani hanno le idee chiare sul denaro e un approccio sempre più maturo alla finanza. L’88% si informa su temi economici e la maggioranza degli intervistati ha una chiara propensione al risparmio: il 70% evita di indebitarsi per spese importanti e il 63% preferisce accantonare denaro piuttosto che consumare nell’immediato Quasi otto giovani su 10 riescono a risparmiare con regolarità, anche se spesso si tratta di piccole somme.

Nonostante la prudenza, la voglia di investire cresce: se avessero 1.000 euro a disposizione da investire, l’87% sceglierebbe un prodotto di risparmio o investimento, uno su cinque punterebbe su rendimenti elevati, mentre il 12% si orienterebbe verso investimenti a basso rischio per conservare il capitale.

Per Massimo Giusti, presidente del Forum per la Finanza Sostenibile, “questa ricerca conferma come sui temi della sostenibilità i giovani abbiano una marcia in più”.
Le nuove generazioni, sottolinea, “hanno la sensibilità giusta e sono pronte per fare scelte di investimento nel segno della sostenibilità”.

Per Giusti, però, serve uno sforzo ulteriore sul fronte della conoscenza: “Occorre valorizzare questa propensione affinché le idee e gli orientamenti dei giovani possano portare molti frutti. Si ripropone il tema fondamentale della formazione: l’educazione finanziaria e in particolare i temi legati alla finanza sostenibile devono entrare nelle scuole, così come l’educazione previdenziale”.

Giovani consapevoli, ma in cerca di strumenti affidabili

Secondo la ricerca “A prova di futuro: giovani, sostenibilità e investimenti. Tendenze e prospettive”, condotta dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con Doxa, il 78% dei giovani ha sentito parlare di investimenti sostenibili, ma solo il 15% afferma di conoscerli davvero bene.
Tra chi li conosce, uno su quattro (28%) ha già investito in prodotti di questo tipo, mentre il 43% si dice pronto a farlo in futuro.

L’interesse degli under 35 per la finanza sostenibile è in evoluzione. Nel complesso, il 78% ne ha almeno sentito parlare, solo il 15% la conosce a fondo. Chi possiede prodotti Sri ne apprezza rendimenti stabili e impatti positivi sull’ambiente e la società”, spiega Simone Pizzoglio, responsabile BU Finance & Utilities di Doxa.

Tuttavia, aggiunge, non mancano le criticità: “Restano determinanti barriere informative e diffidenza verso il greenwashing”.

Per Pizzoglio, la chiave sta nella chiarezza: “Serve una comunicazione della sostenibilità finanziaria autentica, chiara e accessibile, chiavi per trasformare un approccio valoriale in una pratica diffusa e consapevole”.

Il contesto, però, è favorevole: “Il 69% degli under 35 si considera capace di gestire il proprio denaro e oltre la metà si informa regolarmente su economia e finanza. Infine, l’atteggiamento verso il denaro è prudente: il 70% evita i debiti e il 63% preferisce risparmiare piuttosto che spendere subito; otto su dieci riescono a mettere qualcosa da parte, anche se spesso si tratta di piccole somme”.

Il risparmio come valore generazionale

Come conferma la ricerca, 8 giovani su 10 riescono a risparmiare con regolarità, anche se in piccola misura. Il 70% preferisce evitare debiti e il 63% mette da parte qualcosa invece di spendere subito. Davanti all’ipotesi di avere 1.000 euro da investire, l’87% sceglierebbe un prodotto di risparmio o investimento, spesso legato a obiettivi specifici o a spese impreviste.

Per Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Cariplo, questi dati sono incoraggianti: “Abbiamo dato vita recentemente all’area Finanza e Sostenibilità che ha proprio il compito di fare cultura e rilanciare sull’importanza dei temi Esg, in parte un po’ accantonati da qualcuno”.

Un impegno che, secondo Azzone, va di pari passo con l’educazione finanziaria: “Quanto emerge da questo studio conferma che dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione. I giovani ce lo chiedono a gran voce: avere un approccio alla sostenibilità significa innanzitutto dare un futuro al nostro pianeta e a chi ci vivrà in futuro”. E aggiunge: “Sapere che i giovani hanno una propensione al risparmio è segno di una maturità delle nuove generazioni che spesso noi adulti sottovalutiamo”.

Finanza sostenibile: tra fiducia e diffidenza

La maggioranza dei giovani riconosce che la finanza può contribuire ad affrontare le sfide ambientali e sociali, ma solo il 28% crede che l’impatto sia realmente positivo. Il 39% ritiene che servano regole più trasparenti, e il 13% teme che dietro ci sia ancora troppo marketing verde.

“Otto giovani su 10 conoscono la finanza sostenibile e quasi un terzo ha già fatto investimenti di questo tipo”, dichiara Francesco Bicciato, direttore generale del Forum per la Finanza Sostenibile.
Secondo Bicciato, la finanza sostenibile (caratterizzata dall’orientamento al medio-lungo periodo e dall’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo rispettoso del pianeta e delle generazioni future) guarda per vocazione ai giovani. Tuttavia, avverte: “È fondamentale migliorare la comunicazione sulle opportunità che questa offre e incrementare l’educazione finanziaria”.

Dal lato degli operatori, conclude, “è importante ideare prodotti che vadano maggiormente incontro alle aspettative e alla domanda della popolazione più giovane, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

L’educazione finanziaria è la chiave

Tutti gli esperti convergono su un punto: serve più formazione. “La ricerca conferma come i giovani stiano sviluppando una crescente consapevolezza finanziaria e un’attenzione concreta alla sostenibilità”, afferma Nicola Ardente, presidente di Efpa Italia.

Per Ardente, “è un segnale incoraggiante che evidenzia l’importanza della consulenza qualificata”. Efpa Italia, aggiunge, si impegna “a promuovere una cultura della competenza che sostenga una consulenza finanziaria consapevole e informata, capace di guidare gli investitori nel tradurre i propri obiettivi e valori in scelte di investimento sostenibili e durature”.

Anche il mondo bancario si muove nella stessa direzione. “I risultati della ricerca riflettono un contesto composito e in evoluzione che rappresenta le nuove esigenze di una generazione consapevole e desiderosa di essere informata e di essere attore partecipe del cambiamento”, sottolinea Barbara Ietto, advisory & model portfolios, referente Esg di Banca Aletti (Gruppo Banco Bpm). Secondo Barbara Ietto, “la collaborazione di soggetti privati e pubblici è fondamentale per informare ed educare”. E ricorda che “il sistema bancario, da anni regolamentato anche in tal senso, è in prima linea” nel promuovere un approccio alla consulenza che consideri anche l’impatto sociale e ambientale delle scelte di investimento.

Tra IA e nuove tecnologie: finanza 4.0

La tecnologia è ormai parte integrante della quotidianità dei giovani: il 77% usa regolarmente strumenti di intelligenza artificiale, anche in ambito economico. Tuttavia, il 65% teme rischi legati alla privacy, all’affidabilità delle informazioni e all’impatto sul lavoro.

“La ricerca del Forum mostra una generazione attenta ai temi ambientali e sociali, ma ancora poco informata sulla finanza sostenibile”, spiega Valerio Podda, direzione Finanza Enpacl.
Secondo Podda, solo una minoranza collega la sostenibilità alla sfera finanziaria. “Pur risparmiando con costanza, nei limiti delle loro possibilità, i giovani manifestano cautela negli investimenti e chiedono chiarezza e trasparenza”.

Per questo, aggiunge, l’Enpacl lavora “per promuovere tra i giovani consulenti del lavoro una maggiore consapevolezza finanziaria e l’accesso ai prodotti necessari per costruire una base solida — come l’avvio dell’attività o l’acquisto di un immobile — per poi dedicare risorse agli investimenti sostenibili”.

Una generazione che vuole investire nel futuro

Sostenibilità, risparmio, tecnologia e consapevolezza finanziaria: sono i quattro pilastri su cui i giovani stanno costruendo il proprio rapporto con il denaro.

“Le nuove generazioni hanno la marcia giusta — conclude Massimo Giusti — ma serve dare loro gli strumenti per trasformare la sensibilità in azione. L’educazione finanziaria è la chiave per rendere sostenibile anche il futuro della finanza”.

Domande frequenti su Giovani e finanza: l’88% si informa, il 70% risparmia

Qual è il livello di interesse dei giovani italiani verso i temi finanziari e quale percentuale di essi risparmia regolarmente?

L'88% dei giovani italiani si informa attivamente su temi economici, dimostrando un elevato interesse. La maggioranza, il 70%, ha una chiara propensione al risparmio, evitando debiti per spese importanti e preferendo accantonare denaro.

Come si manifesta la prudenza finanziaria tra i giovani intervistati?

La prudenza si traduce nel fatto che il 70% dei giovani evita di indebitarsi per spese significative. Inoltre, il 63% preferisce mettere da parte denaro piuttosto che cedere alla tentazione del consumo immediato.

Nonostante la propensione al risparmio, quale atteggiamento hanno i giovani verso gli investimenti?

Nonostante la loro prudenza nel risparmiare, i giovani italiani mostrano una forte voglia di investire. Questo indica un desiderio di far crescere il proprio patrimonio e guardare al futuro finanziario.

Quali sono le principali sfide o aree di miglioramento per i giovani in ambito finanziario, secondo l'articolo?

I giovani sono consapevoli ma cercano strumenti affidabili per gestire le proprie finanze. L'articolo suggerisce che l'educazione finanziaria è la chiave per navigare nel mondo della finanza 4.0, tra IA e nuove tecnologie.

Qual è la percezione dei giovani riguardo alla finanza sostenibile?

La finanza sostenibile rappresenta un'area di interesse per i giovani, ma è caratterizzata da un mix di fiducia e diffidenza. Questo suggerisce la necessità di maggiore chiarezza e trasparenza in questo settore.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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