L’obiettivo della Capital Market Union consiste nel canalizzare i risparmi e gli investimenti in tutta l’Eurozona a beneficio di consumatori e imprese. Ma, nonostante tutto, i mercati dei capitali UE rimangono frazionati e la normativa vigente in materia di tutela di chi investe si è rivelata non idonea a combattere la ritrosia degli investitori europei a investire nelle aziende.
Dal 2019 la Commissione UE ha fatto progressi per far progredire l’Unione. Tra le cause della scarsa partecipazione degli investitori ai mercati dei capitali ci sono le difficoltà nel confrontare i prodotti finanziari, gli elevati costi, la scarsa educazione finanziaria e la perdita di fiducia causata dalla volatilità dei mercati.
Sicuramente un quadro normativo più favorevole garantirebbe rendimenti equi per gli investitori retail, rafforzando la fiducia nei mercati e incentivando l’uso del risparmio per finanziare l’economia UE.
Alla luce di queste evidenze, la Commissione sta valutando diverse modalità per migliorare gli attuali test di adeguatezza e appropriatezza della MiFID II/IDD, sostituendo all’attuale approccio per prodotto una strategia di asset allocation personalizzata. L’ESMA, però, ritiene essenziale che il nuovo regime rispetti la diversità dei profili degli investitori.
Attualmente le imprese che valutano l’adeguatezza devono prendere in considerazione il costo e la complessità dei prodotti per valutare se strumenti finanziari simili possono soddisfare il profilo del cliente e intraprendere un’analisi dei costi e benefici di qualsiasi cambiamento raccomandato al cliente, per poter dimostrare che i benefici sono maggiori dei costi.
Sono state poi emanate norme sugli incentivi che mirano a ridurre al minimo i conflitti di interesse dei consulenti affinché la consulenza sia sempre nel migliore interesse del cliente. Purtroppo, però, le regole della MiFID II non hanno ancora portato a un mercato in cui i consumatori ottengono un miglior rapporto qualità-prezzo grazie a minori incentivi.
In termini di consulenza, invece, vi sono lacune in tutte le aree (rischi, performance…). Molti consulenti hanno trattato solo alcune delle caratteristiche principali dei prodotti.
In data 23.5.2023 la Commissione Europea ha emanato un pacchetto completo per l’attuazione della Retail Investment Strategy, volto ad aumentare la tutela riservata alla clientela al dettaglio, da inquadrarsi nell’ambito dell’azione n. 8 dell’Action Plan del 2020. Lo scopo è quello di definire un quadro normativo che agevoli un accesso più consapevole e vantaggioso da parte della clientela retail alle opportunità di investimento, creando così le condizioni per una maggiore partecipazione degli investitori al dettaglio al mercato dei capitali, garantendo un trattamento equo e la dovuta tutela.
Le nuove misure mirano a un miglioramento della trasparenza, garantendo che i prodotti offrano un reale valore, affrontando i conflitti di interesse legati agli incentivi e contrastando il marketing ingannevole.

