Borsa: Italia, Grecia, Spagna battono Francia e Germania. Durerà?

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Una linea grafica bianca con tendenza al ribasso è sovrapposta a una bandiera dell'Unione Europea con numeri finanziari sullo sfondo, a simboleggiare un declino del mercato azionario o dell'economia dell'UE, che potrebbe interessare paesi come l'Italia.

I mercati azionari di Italia, Grecia e Spagna hanno superato quest’anno non soltanto quelli di Germania e Francia ma anche lo Stoxx Europe 600. Secondo Gabriel Debach di eToro, il filo conduttore è il settore bancario. Ma durerà?

Indice

  • Italia, Grecia e Spagna corrono in Borsa, sovraperformando l’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 dall’inizio dell’anno
  • Debach: “Le banche italiane oggi sono forti, liquide e offensive, nonostante margini d’interesse meno gonfi rispetto a un anno fa”

Il Sud d’Europa corre in Borsa. Italia, Grecia e Spagna – i paesi che oltre 10 anni fa furono l’epicentro della crisi del debito sovrano – stanno battendo quest’anno non soltanto Germania e Francia ma anche il più ampio Stoxx Europe 600. Stando a un’analisi del Financial Times, il “whatever it takes” tedesco, l’aumento della spesa europea per la difesa e i timori sull’impatto della guerra dei dazi di Donald Trump su Wall Street, hanno alimentato in generale un clima di rinnovato entusiasmo degli investitori per il continente. Ma a favorire la corsa del Sud, secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, è stato in realtà un unico filo conduttore: il settore bancario, non solo dominante all’interno degli indici, ma al centro di un “vero re-rating strutturale”.

Il settore bancario traina il Sud d’Europa

Guardiamo innanzitutto ai numeri. In Grecia il comparto vale il 43,7% dell’Athex Composite, che arriva al 45,4% se si include real estate e leasing. Le prime quattro società per peso sono banche (38,7% dell’indice) e i migliori rialzi da inizio anno arrivano proprio da lì: Alpha Bank +114%, Optima +90%, Piraeus +81%. “A questo si è aggiunto un risiko cross-border”, racconta a We Wealth Debach. “Unicredit ha alzato la quota in Alpha Bank e il governo greco ha salutato l’operazione come voto di fiducia sulla solidità del sistema, mentre Alpha ha rafforzato la crescita con acquisizioni come Axia Ventures e FlexFin”.

Anche in Spagna il settore finanziario rappresenta il primo comparto, con un’incidenza del 36,3% dell’Ibex 35, davanti all’energia (20%). “Se Indra (+94% year to date) ha cavalcato il tema difesa, i veri protagonisti restano i big del credito: Santander +88%, Unicaja +85% e Banco Sabadell +77%. Anche qui il risiko bancario ha fatto da catalizzatore”, ricorda l’analista. In Italia la situazione è similare: il settore bancario incide infatti per il 38,4% sul Ftse Mib. Solo Unicredit (16,5%) e Intesa Sanpaolo (13,9%) valgono quasi un terzo dell’indice e hanno spiegato circa il 50% del rialzo di Piazza Affari da inizio anno.

Il focus sulle banche italiane, da Mps a Bpm

“Le trimestrali hanno confermato la resilienza: i sei maggiori istituti hanno generato oltre 9 miliardi di fatturato, con redditività record e livelli di capitale tra i più solidi d’Europa”, dichiara Debach. “Unicredit ha alzato la guidance a 10,5 miliardi di utile netto e annunciato 9,5 miliardi di distribuzioni. Intesa ha firmato il miglior semestre della sua storia con un cost/income al 38%, tra i più competitivi del continente. Mps sorprende con un Cet1 fully loaded al 19,6%, mentre Banco Bpm e Bper hanno messo a segno incrementi record dell’utile netto. Il messaggio è chiaro: le banche italiane oggi sono forti, liquide e offensive, nonostante margini d’interesse meno gonfi rispetto a un anno fa”, osserva l’esperto.

Il contesto macroeconomico

Da considerare che anche la forte crescita economica dell’Europa meridionale ha contribuito a sostenerne la sovraperformance. Basti pensare che il Pil della Grecia è cresciuto dell’1,7% su base annua nel secondo trimestre del 2025, a fronte di una contrazione dello 0,3% nello stesso periodo in Germania. “Quest’anno la Spagna vedrà crescere il suo Pil di circa il 2,6%. È uno dei pochi paesi tra i grandi europei che non risente delle tariffe di Trump”, aggiunge Angelo Ciavarella, professore all’Università di Greenwich intervenuto in occasione dell’ultima puntata di Weekly Bell, la trasmissione di We Wealth che ogni lunedì mattina fa il punto sui mercati finanziari e gli appuntamenti macroeconomici della settimana. “Si è infatti opposta all’aumento della spesa per la difesa, continuando a viaggiare forte, spinta non solo dal settore bancario ma anche dall’energia e dal turismo”.

La corsa del Sud d’Europa durerà?

Il punto è: durerà? Per Debach, il settore bancario ha ancora benzina, anche se il serbatoio non è più pieno dopo anni di corsa. Le valutazioni sono salite, ma su un orizzonte ventennale restano ancora sotto la media storica. “Unicredit è l’esempio più chiaro: quasi +95% in un anno, trainata non tanto dalla sola crescita degli utili, migliorati ma non sufficienti a giustificare da soli il rally, quanto da un vero re-rating di percezione. Payout generosi, bilanci solidi e la narrativa di consolidamento hanno spinto gli investitori a pagare multipli più alti. La differenza rispetto al passato è netta: oggi le banche non sono più l’anello debole, ma asset che generano capitale e distribuzioni. A questo si aggiunge la revisione al rialzo delle stime di crescita del Pil e la prospettiva di una minore contagiosità degli spread, che rafforza ulteriormente i bilanci”, afferma l’analista.

A questo punto, la sfida per chi investe è “cavalcare il trend senza dimenticare il rischio”, sostiene Debach. “L’area resta un fattore di diversificazione naturale, soprattutto rispetto alla tecnologia americana, ma dopo un rally così intenso qualche presa di profitto è fisiologica”, dichiara l’analista. Poi conclude: “La partita si gioca ora su tre fronti: difendere payout generosi senza intaccare il capitale, preservare la qualità dell’attivo in economie ancora fragili e diversificare i ricavi verso commissioni e wealth management. I motori girano meno forte, ma restano accesi: non è più in quinta marcia, ma il settore non si ferma”.

Domande frequenti su Borsa: Italia, Grecia, Spagna battono Francia e Germania. Durerà?

Quali paesi del Sud Europa stanno sovraperformando in Borsa rispetto all'indice Stoxx Europe 600?

Italia, Grecia e Spagna stanno sovraperformando l'indice paneuropeo Stoxx Europe 600 dall'inizio dell'anno, dimostrando una performance borsistica superiore rispetto alla media europea.

Qual è il principale settore che sta trainando la crescita delle Borse nel Sud Europa?

Il settore bancario è il principale motore della crescita delle Borse di Italia, Grecia e Spagna, contribuendo significativamente alla loro sovraperformance.

Come vengono descritte le banche italiane nell'articolo?

Le banche italiane vengono descritte come 'forti, liquide e offensive', nonostante i margini d'interesse siano meno elevati rispetto all'anno precedente.

Quali paesi europei sono stati superati in termini di performance borsistica dai paesi del Sud Europa menzionati?

Italia, Grecia e Spagna hanno superato in performance borsistica non solo l'indice Stoxx Europe 600, ma anche Germania e Francia.

Quale evento storico viene menzionato in relazione ai paesi del Sud Europa?

Viene menzionata la crisi del debito sovrano di oltre 10 anni fa, durante la quale Italia, Grecia e Spagna furono l'epicentro.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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