Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita

Un gruppo di persone si trova all'aperto con le mani sui fianchi. L'attenzione è rivolta a una donna con una maglietta bianca con la scritta "L'Albero della Vita" stampata sul retro, che guida gli altri in attività che promuovono la rinascita sociale e il legame con la comunità.

Da oltre dieci anni Fondazione l’Albero della Vita si impegna a contrastare la povertà, portando avanti un progetto a sostegno delle famiglie in situazioni di marginalità sociale ed economica in Italia. Ne parliamo con Marco De Pietro, responsabile del programma

In Italia, più di 2 milioni di famiglie vivono in condizioni di povertà assoluta, con oltre 1,3 milioni di minori coinvolti, come riportano le stime più recenti dell’Istat. Una sfida, quella della “carenza dei mezzi indispensabili alla mera sussistenza dell’individuo”, come la definisce l’Enciclopedia Treccani, che non coinvolge solo la sfera economica, ma alimenta un vortice di delicate conseguenze sul piano sociale, politico e culturale.

Ne ha precisa contezza Marco De Pietro, responsabile del programma di contrasto alla povertà di Fondazione l’Albero della Vita, che dal 2014 è in prima linea per lottare contro gli effetti della povertà in Italia, operando con bambini e ragazzi in contesti di grave marginalità economica e sociale. Un progetto decennale, ma sempre attuale perché “affronta sfide strutturali ancora presenti nel nostro Paese: disuguaglianza educativa, isolamento, precarietà lavorativa, mancanza di accesso ai servizi, oltre che perdita di fiducia in sé stessi”.

Come opera la Fondazione con questo progetto?

Sembra invisibile, la povertà in Italia, ma rappresenta uno dei problemi più importanti cui trovare soluzione, specie quando coinvolge vite nuove, piene di energia potenziale come quelle di bambini e adolescenti. Un fenomeno multidimensionale, appunto, “che coinvolge aspetti educativi, relazionali, culturali e psicologici e che va affrontata con l’intera famiglia in un percorso di crescita e consapevolezza delle proprie capacità” spiega De Pietro.

“Dopo una fase pilota a Milano e Palermo, il programma si è esteso ad altre città italiane (Genova, Napoli, Roma, Catanzaro e Perugia), dimostrando la sua efficacia nel promuovere resilienza familiare, benessere educativo e inclusione sociale. Ogni famiglia riceve sì una fornitura di prodotti di prima necessità, ma non solo: può beneficiare di terapia individuale, di colloqui socio-educativi e di supporto alla genitorialità, orientamento al lavoro e alla formazione, percorsi di empowerment come l’educazione finanziaria per la gestione delle spese o incontri con professionisti, laboratori ludico-educativi, di potenziamento didattico e delle proprie competenze rivolti a bambini e ragazzi.

Una donna e un ragazzo che si tengono per mano camminano lungo una strada urbana deserta, fiancheggiata da condomini, inondata dalla luce del sole. Le loro camicie bianche spiccano, quella della donna è caratterizzata da una scritta sul retro, simbolo silenzioso di rinascita sociale.

Ma soprattutto, di una rete di aiuto di famiglie per le famiglie. I risultati generati sono significativi, per i bambini oltre che per gli adulti. I primi potenziano le loro competenze scolastiche, lo sviluppo emotivo e sociale, migliorano il benessere educativo riducendo le condotte devianti e aumentando la fiducia in sé stessi e nelle istituzioni. I secondi approfondiscono le competenze genitoriali, riducono lo stress, sperimentano maggiore fiducia nel futuro, diventano più autonomi nell’uso dei servizi. E aumentano le proprie competenze lavorative”.

Quali sono i benefici di sostenere un progetto come questo?

I benefici escono allora dal nucleo familiare, riversandosi sul tessuto sociale locale: “a livello territoriale, i nostri centri hanno permesso un rafforzamento delle reti di prossimità grazie alla collaborazione con servizi sociali e altre associazioni e realtà prossime, istituendo nuove comunità educanti o migliorando
quelle esistenti”. Ogni donazione ha quindi il potenziale di un investimento nel futuro di bambini e famiglie che, con la giusta guida, “possono uscire da situazioni di fragilità e diventare protagonisti della società”, conclude De Pietro. “È un esempio concreto di filantropia trasformativa: la relazione innesca consapevolezza, che alimenta a sua volta la rinascita delle persone coinvolte”.

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Per ricevere maggiori informazioni sui progetti della Fondazione e sulle modalità di sostegno scrivi ad Alberto Abbà – Responsabile Grandi Donazioni e Lasciti

[email protected]

Courtesy foto: Fondazione l’Albero della Vita, ph Albegiani

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita?

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Come posso iniziare a investire in Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita con un capitale limitato?

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Quali sono i rischi principali associati a Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita?

I rischi associati a Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita?

Le prospettive future per Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita?

La valutazione della performance degli investimenti in Rinascita sociale: il progetto di Fondazione l’Albero della Vita richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

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