Ddl conti correnti, sì alla Camera: le novità per banche e cittadini

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Un edificio governativo storico con mattoni beige, finestre ad arco e una torre dell'orologio centrale si erge sotto un cielo blu con nuvole sparse. Bandiere italiane e insegne relative al ddl conti correnti sono visibili vicino all'ingresso.

Via libera della Camera al Ddl conti correnti, che prevede l’obbligo per le banche di stipulare un contratto “con chiunque lo richieda”. Previste eccezioni in caso di antiriciclaggio e terrorismo. Ecco cosa cambia in pratica e quali sono i prossimi passaggi

Indice

  • La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità il Ddl conti correnti. Introdotto l’obbligo per le banche di stipulare un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda
  • Codacons: “Ora massima attenzione ai costi applicati dalle banche. Le spese di gestione di un conto corrente si attestano a una media di 100,70 euro a cliente”

Il conto corrente diventa un “diritto”. Si è illuminata la luce verde della Camera dei deputati al Ddl conti correnti, il provvedimento che prevede l’obbligo per le banche di stipulare un contratto di conto corrente “con chiunque lo richieda”, salvo specifiche eccezioni relative all’antiriciclaggio e al terrorismo. Approvato all’unanimità – con 254 sì e nessun voto contrario – passa ora all’esame del Senato.

Ddl sui conti correnti: cosa cambia

Il testo unificato delle proposte di legge AC 1091 e AC 1240 introduce una nuova norma nel Codice civile che prevede che, fermo restando “l’obbligo di osservare le disposizioni nazionali ed europee in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, la banca non può in alcun caso esimersi dalla stipula di un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda”. L’eventuale rifiuto, connesso al rispetto dei sopracitati motivi di antiriciclaggio e terrorismo, deve essere comunicato dall’istituto all’utente con motivazione scritta entro 10 giorni dalla richiesta di apertura del conto.

Le novità sul recesso della banca

Ma c’è di più. Salvo i casi di impedimento di legge già richiamati, la banca “non può recedere dal contratto di conto corrente a tempo determinato o indeterminato quando i saldi siano in attivo”. Una novità che arriva a valle delle rimostranze di numerosi cittadini e cittadine che avrebbero subito un’inspiegabile chiusura dei conti correnti, anche con saldo attivo, su decisione unilaterale dell’istituto di credito; una limitazione che non avrebbe consentito loro di proseguire con le operazioni economiche essenziali, come l’accredito dello stipendio o della pensione.

La reazione di Codacons e Abi

Il via libera è stato accolto positivamente dal Codacons, che accende tuttavia il faro sui costi applicati dagli istituti di credito in Italia. “Massima attenzione”, avverte il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori. “Oggi le spese di gestione di un conto corrente si attestano a una media di 100,70 euro a cliente, ma i nuovi obblighi in capo agli istituti di credito potrebbero portare a rincari e balzelli a danno dei cittadini”. Critica invece l’Associazione bancaria italiana che sostiene come la chiusura dei conti correnti non sia un fenomeno sistemico. Per l’Abi, la modifica del Codice civile lederebbe il principio della libertà contrattuale, introducendo tra l’altro un disallineamento con la regolamentazione europea.

Milano al top per conti correnti

Secondo la Federazione autonoma bancari italiani, in Italia si calcolano oltre 48,11 milioni di conti correnti intestati a famiglie e imprese al 2024, un dato in crescita del 13,2% rispetto al 2019. A favorire l’aumento strutturale nell’utilizzo di tali strumenti sono stati diversi fattori, dalla digitalizzazione dei servizi bancari alla diffusione dei pagamenti elettronici fino alla disponibilità di conti correnti online a costi più contenuti. Per non dimenticare l’aumento delle partite Iva e delle microimprese, che ha incentivato l’apertura di conti separati per la gestione fiscale e operativa.

Come evidenziato nella tabella sottostante, Milano si colloca al top della classifica delle prime 30 città italiane, con più di 8,17 milioni di conti correnti, pari al 17% del totale nazionale. Al secondo posto Roma con oltre 4,38 milioni di conti, corrispondenti al 9,1% del totale, seguita da Torino con 1,80 milioni di conti (e una quota del 3,8%). Chiudono la top 10 Napoli con 1,35 milioni di conti, Brescia (1,05 milioni), Firenze (855mila), Bergamo (853mila), Bologna (902mila), Palermo (546mila) e Bari (702mila).

Domande frequenti su Ddl conti correnti, sì alla Camera: le novità per banche e cittadini

Cosa prevede il Ddl conti correnti approvato dalla Camera dei deputati riguardo all'accesso ai conti correnti?

Il Ddl conti correnti introduce l'obbligo per le banche di stipulare un contratto di conto corrente con chiunque lo richieda. Questo rende il conto corrente un vero e proprio 'diritto' per i cittadini.

Qual è la reazione del Codacons riguardo alle novità sui conti correnti?

Il Codacons chiede massima attenzione ai costi applicati dalle banche. Sottolineano che le spese di gestione medie di un conto corrente si attestano a circa 100,70 euro per cliente.

Quali sono le implicazioni finanziarie per i cittadini derivanti dall'approvazione del Ddl conti correnti?

L'approvazione del Ddl rende il conto corrente un diritto, potenzialmente facilitando l'accesso a servizi bancari essenziali. Tuttavia, il Codacons richiama l'attenzione sui costi medi di gestione che rimangono significativi.

Quali novità sono state introdotte per le banche con il Ddl conti correnti?

Le banche sono ora obbligate a stipulare un contratto di conto corrente con chiunque ne faccia richiesta. Questo implica un ampliamento della platea di potenziali clienti e una maggiore responsabilità nell'offerta di servizi.

Qual è il significato dell'approvazione del Ddl conti correnti per il concetto di 'diritto'?

Il Ddl conti correnti trasforma il conto corrente da un servizio accessibile su discrezione bancaria a un vero e proprio 'diritto' per i cittadini. Questo cambiamento è stato sancito dall'approvazione all'unanimità alla Camera.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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