Sostegni alle imprese? Francia e Italia sul podio

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In un’analisi della Banca centrale europea la mappa dei sostegni di bilancio pubblico percepiti dalle piccole e medie imprese europee. Ecco chi ne ha maggiormente beneficiato

La survey è stata condotta tra l’8 marzo e il 22 aprile 2021 coinvolgendo oltre 11mila aziende europee di cui più di 10mila pmi (pari al 91%)

Il 55% circa delle grandi imprese e il 48% delle pmi hanno puntato a ridurre la spesa per retribuzioni, mentre il 28 e il 25% hanno goduto di sgravi e moratorie fiscali

La quota di pmi che ha beneficiato degli aiuti in Spagna e Germania è stata inferiore, in termini relativi, rispetto a Francia e Italia

I governi europei hanno risposto alla crisi pandemica con ingenti pacchetti di bilancio, tra sostegni ai salari, sgravi e moratorie fiscali, e altre forme di sostegno (come gli aiuti finanziari diretti e i fondi per la ricapitalizzazione e la ristrutturazione). Ma quali sono le imprese che ne hanno maggiormente beneficiato, a circa un anno dalla loro introduzione?
A rivelarlo è la Survey on the access to finance of enterprises pubblicata nel bollettino economico n° 4 della Banca centrale europea, condotta tra l’8 marzo e il 22 aprile 2021 coinvolgendo oltre 11mila aziende europee di cui più di 10mila pmi (pari al 91%). Quello che è merso è che due terzi delle intervistate hanno fatto ricorso ad almeno una misura di sostegno pubblico. In particolare, il 55% circa delle grandi imprese e il 48% delle pmi hanno puntato a ridurre la spesa per retribuzioni, il 28 e il 25% rispettivamente hanno beneficiato di sgravi e moratorie fiscali, e il 24 e il 32% hanno fatto leva su altri programmi di sostegno pubblico. La fotografia per settori rivela come quelli maggiormente colpiti dalle misure di contenimento dei contagi (come quello ricettivo, dei viaggi, dell’intrattenimento e dei servizi culturali) hanno ricevuto una quota maggiore di aiuti. Nel dettaglio, nuovamente, circa la metà delle pmi attive nell’industria, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e negli altri servizi alle imprese e il 37% di quelle attive nelle costruzioni hanno ottenuto sostegni pubblici per finanziare la spesa per retribuzioni, mentre si parla rispettivamente del 25 e del 18% per gli sgravi e le moratorie fiscali.
Riguardo ai paesi, a guadagnare il “podio” della percentuale di imprese che hanno fatto ricorso al sostegno di bilancio pubblico in risposta all’emergenza epidemiologica sono Francia e Italia, rispettivamente con quasi l’80 e oltre il 70% delle aziende indipendentemente dalla tipologia di aiuto. Germania e Spagna, invece, si fermano a poco più del 55 e a meno del 50%. “Circa due terzi delle imprese francesi hanno utilizzato sostegni pubblici alla liquidità per ridurre la spesa per retribuzioni, mentre solo un terzo delle imprese spagnole ha dichiarato di aver fruito di tale misura”, si legge nello studio. “Quanto al sostegno fornito sotto forma di sgravi e moratorie fiscali, un terzo delle imprese italiane ha dichiarato di averne beneficiato, mentre in Spagna tale quota scende al 14%. Il 44% delle imprese francesi intervistate ha fatto ricorso anche ad altri programmi di sostegno pubblico, mentre il corrispondente dato relativo alle imprese spagnole è pari a circa il 21%”.

Considerando la situazione finanziaria delle intervistate, i ricercatori hanno distinto poi le imprese “vulnerabili” (che nell’ultima edizione dell’indagine risalente al periodo tra ottobre 2020 e marzo 2021 hanno riportato un crollo di fatturato e utili e un’impennata della spesa per interessi e della leva finanziaria) e quelle “redditizie” (che nello stesso periodo hanno segnato un incremento di fatturato e utili e una contrazione della spesa per interessi e della leva finanziaria). E, sulla base dei due campioni, l’80% delle imprese europee più vulnerabili e il 40% di quelle redditizie hanno fatto ricorso al sostegno di bilancio. Ma in che modo queste misure le hanno realmente aiutate a ridurre il fabbisogno di liquidità necessario a fronteggiare obblighi immediati e a breve termine? Nel caso delle aziende che hanno ottenuto sostegni per la riduzione della spesa per retribuzioni, circa il 90% delle pmi ha considerato queste misure un aiuto “importante” nell’adempimento di tali obblighi. Gli sgravi e le moratorie fiscali, invece, sono stati ritenuti altrettanto rilevanti per l’87% delle intervistate di piccole e medie dimensioni. In generale, il 74% delle pmi e il 65% delle grandi imprese afferma che tramite questi sostegni riusciranno anche a contenere le loro esigenze di liquidità nel medio termine.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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