Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton

3 MIN
Un uomo in giacca e cravatta è in piedi su un podio con un microfono, gesticolando con una mano alzata mentre parla al pubblico. Sullo sfondo è visualizzata una diapositiva di una presentazione. L'immagine è in bianco e nero.

Il Nobel per l’economia, intervenuto al forum Longevity di Unicredit indica nuove strade per affrontare la sfida della pianificazione

Indice

L’aumento della vita media, combinato con il calo della natalità e la flessione della produttività tipica delle società più anziane, è un trend che toglie il sonno ai decisori politici. Ma dovrebbe stimolare una riflessione urgente anche tra chi risparmia e investe, perché le soluzioni realistiche per contrastare il declino economico e l’erosione delle reti sociali sono, tutte, medicine amare. Lavorare più a lungo, accettare pensioni pubbliche meno generose, affrontare le conseguenze sociali di flussi migratori legali, promuovere una maggiore partecipazione femminile al lavoro e, allo stesso tempo, sostenere le condizioni per un aumento della natalità.

Sono alcuni dei nodi affrontati durante il primo Longevity Economic Forum promosso da Unicredit a Palazzo Mezzanotte, con la partecipazione, per il dibattito macro, di Tito Boeri (Bocconi, già presidente Inps), Stefano Scarpetta (Director for Employment, Labour and Social Affairs, Ocse) e Axel Börsch-Supan (Max Planck Institute).

Gli ambienti accademici, da tempo, suggeriscono un rafforzamento della previdenza personale come via per sostenere il tenore di vita dopo l’uscita dal lavoro. Alcune soluzioni discusse durante il forum sono ancora poco esplorate dall’industria finanziaria, ma potenzialmente dirompenti: tra queste, l’adozione di un retirement security bond, già sperimentato in Paesi come il Brasile, e l’ampliamento del ricorso al reverse mortgage (prestito ipotecario vitalizio), strumenti che consentono di mobilitare parte del patrimonio mobiliare o immobiliare in chiave previdenziale.

Bond previdenziali: oltre il fondo pensione

A illustrare queste soluzioni è stato il premio Nobel per l’Economia Robert C. Merton. Il retirement security bond, ha spiegato, è un titolo di Stato con caratteristiche profondamente diverse da quelle tradizionali. Non prevede il pagamento di cedole periodiche né il rimborso del capitale alla scadenza. Chi lo acquista non riceve nulla fino a una data futura prefissata – ad esempio il 2040 o il 2058, in base all’età pensionabile dell’investitore – e da quel momento in poi percepisce un flusso costante di reddito mensile per 20 o 25 anni. È, in sostanza, una pensione integrativa confezionata in un solo strumento, con un’unica operazione iniziale.

Alla prima obiezione – cioè che non sia poi così diverso da un Btp a lunga scadenza – Merton ha risposto che la differenza è sostanziale. “I titoli tradizionali pagano cedole ogni sei mesi e richiedono quindi di compiere numerose scelte su come reinvestirle. Un Btp trentennale implica oltre 60 decisioni operative, oltre a un grande rischio alla scadenza: nessuno può sapere oggi quali saranno i tassi d’interesse tra trent’anni. Questo si chiama rischio di reinvestimento. “Se i tassi saranno molto bassi, come accaduto per anni dopo la crisi finanziaria, si rischia di ritrovarsi con un capitale insufficiente. Il bond pensionistico, invece, elimina questo rischio fornendo un flusso certo e stabile proprio nel momento in cui serve”.

Seconda obiezione: non si rischia di togliere spazio ai prodotti previdenziali di banche e assicurazioni? Merton ha ammesso che l’idea piace ai ministeri del Tesoro, mentre le banche hanno meno incentivo a promuoverla. Tuttavia, ha spiegato, questo tipo di obbligazione dovrebbe essere considerata come una componente a basso rischio del portafoglio e affiancata ad asset più esposti ai mercati. Ha poi aggiunto: “Non è vero che il rischio scompare se l’orizzonte temporale è molto lungo: questo non regge né dal punto di vista empirico, né teorico, né osservazionale. Mi dispiace dirlo, vorrei che fosse così”. Per questo, ha concluso, è giusto puntare sul mercato nel lungo periodo, ma “serve sempre un piano B“.

Il prestito ipotecario vitalizio, una soluzione poco praticata

Tra le alternative da considerare per integrare la pensione, Merton ha indicato anche il reverse mortgage, suggerendo che le banche italiane potrebbero valutarne un’espansione. Questo strumento rappresenta un’alternativa più flessibile rispetto alla vendita della nuda proprietà, che è una scelta definitiva e potenzialmente penalizzante in caso di decesso precoce.

“In molti Paesi, Italia inclusa, circa il 76% della popolazione è proprietaria dell’abitazione in cui vive. Non sempre si tratta di immobili di pregio, ma rappresentano spesso il principale deposito di risparmio. Il reverse mortgage permette di trasformare parte di questo valore immobiliare in liquidità, senza vendere la casa e senza doverla lasciare”.

“La caratteristica fondamentale è che non sono previsti pagamenti mensili di interessi o capitale: nessuna rata, nessuna pressione da parte del finanziatore. Finché il proprietario vive nell’immobile, non ha obblighi di rimborso. Quando lascia la casa o viene a mancare, il finanziatore ha diritto al rimborso del prestito e degli interessi maturati. “Ma – ed è un aspetto chiave – la decisione su come procedere spetta agli eredi: possono scegliere se saldare il debito e tenere l’immobile, oppure cederlo. La scelta è loro, non della banca”, ha sottolineato l’economista.

In Italia, ha ammesso Merton, il mercato del reverse mortgage è ancora acerbo, poco efficiente e spesso mal compreso. Ma, ha avvertito, “non bisogna confondere una cattiva esecuzione con una cattiva idea“.

Unicredit: la visione sulla longevity

Anche dal punto di vista della consulenza patrimoniale, la longevità solleva nuove esigenze. “Sappiamo che per i nostri clienti la longevità comporta delle sfide”, ha spiegato Manuela Soncini, Head of Wealth Advisory di Unicredit. “La prima riguarda la famiglia: oggi ci troviamo a servire nuove strutture familiari – famiglie monopersonali, monogenitoriali, fratelli con genitori diversi, matrimoni tardivi. Questo rende centrale la pianificazione successoria e la governance familiare”.

La seconda sfida, ha proseguito Soncini, riguarda la capacità mentale. “Il nostro certificato di nascita non ci garantisce che, fino all’ultimo giorno della nostra vita, saremo in grado di redigere un testamento, firmare un contratto o una donazione. È quindi fondamentale includere nella pianificazione anche strumenti di protezione patrimoniale, cura e qualità della vita”.

Infine, il terzo punto riguarda la sostenibilità del reddito nel tempo. Più anni in pensione significano più spese sanitarie e assistenziali, maggiore esposizione all’inflazione e più tempo soggetto alle oscillazioni di mercato. Pianificare significa anche garantire flussi adeguati e resilienti in un futuro sempre più lungo e incerto.

Domande frequenti su Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton?

Quando si investe in Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton con un capitale limitato?

Iniziare a investire in Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton?

I rischi associati a Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton?

Le prospettive future per Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton?

La valutazione della performance degli investimenti in Btp pensionistici e prestito vitalizio: la previdenza secondo Merton richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come pianificare una pensione tale da conservare il tuo tenore di vita?