Esordisce Alberto Nagel, ceo di Mediobanca: «Il contributo delle istituzioni finanziarie a un mondo più sostenibile v a in realtà oltre la filantropia e l’adozione di comportamenti di consumo responsabile: la vera sfida, ma anche opportunità, è integrare i criteri esg nei modelli di business. Nel piano strategico di Gruppo al 2023 abbiamo condiviso div ersi obiettivi di sostenibilità con l’intento di contribuire al raggiungimento di sei dei diciassette macro obiettivi di sviluppo della sostenibilità promossi dalle Nazioni Unite».
L’azione di Mediobanca va oltre la filantropia. «La vera sfida (ma anche opportunità) è integrare i criteri esg nei modelli di business», prosegue Alberto Nagel. In che modo? «Per noi le tematiche esg non devono essere percepite come un obbligo, bensì come un’opportunità in grado di generare valore per tutti i nostri stakeholders. Siamo stati la prima Banca in Italia a creare già nel 2019 un comitato di corporate social responsibility all’interno del board». Più di recente inoltre la banca ha «deciso di aderire ai Principles for Responsibile Banking delle Nazioni Unite».
Il gruppo sente forte «il dovere sociale di sostenere la transizione verso un modello economico più sostenibile». Allo stesso tempo, è presente nel management la consapevolezza che le tematiche esg sono essenziali per la performance di lungo periodo dei clienti. «Sostenendo il loro impegno nella gestione dei rischi esg, investiamo al contempo nella resilienza del nostro portafoglio clienti». A tal proposito, è interessante notare che al 30 giugno 2021, nella divisione wealth management i prodotti esg rappresentano rispettivamente il 20% e circa il 34% all’interno dei portafogli dei clienti di Mediobanca Private Banking e di CheBanca!».
Infine, «nonostante la pandemia, abbiamo comunque continuato a sostenere le comunità locali, in particolare per il raggiungimento della parità di genere e nella promozione di iniziative volte a favorire l’educazione finanziaria per clienti e aziende».


