Azioni di qualità: Europa vs Usa, dove investire oggi?

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Un laptop che mostra uno schermo digitale con barre verticali blu, grafici e una sovrapposizione luminosa di una mappa del mondo. Ci sono matite colorate in un portapenne e una pianta in vaso lì vicino, il tutto posizionato su una scrivania di legno.

Investire nel lungo termine significa puntare su aziende di qualità, ma quali sono i settori a cui guardare? Secondo gli esperti di Comgest, indipendentemente dall’area geografica, i settori chiave restano lusso, digitalizzazione e sanità

Indice

Nel mercato gli equilibri cambiano ogni giorno ed è facile farsi tentare da investimenti a breve termine, sperando di riuscire a vincere sul tempismo e ottenere rendimenti incredibili in pochi giorni.  Si tratta però di uno stile di investimento molto rischioso, dove anche il cambiamento più piccolo potrebbe creare un profondo disequilibrio nel portafoglio. Al contrario, guardare al lungo termine, permette di selezionare aziende in crescita, che hanno vantaggi competitivi duraturi, indipendentemente dal settore di riferimento o da un trend solo momentaneo.

Cercare la qualità in Europa: tra lusso e sanità

Per guardare verso il lungo termine e superare le turbolenze di mercato è necessario concentrarsi su ciò che conta davvero, ovvero la crescita degli utili. Ma come selezionare le imprese di qualità? Il flusso di cassa disponibile per le aziende è un dato cruciale e, secondo James Hanford, analista e gestore azionario Europa di Comgest, questo deve essere intorno al 12%. Ma non solo, secondo Hanford, le imprese con una crescita a doppia cifra, che negli ultimi 25 anni hanno mantenuto un ritmo superiore agli indici tradizionali, sono quelle con un’espansione organica e sostenibile.

I risultati sono chiari, il portafoglio di Comgest dedicato al panorama europeo è infatti cresciuto con costanza, anche nel 2009 quando tutti gli indici sono crollati, ha portato a casa un risultato positivo del 3%.

Il Vecchio Continente è ricco di imprese con una storia molto lunga che, con il tempo, sono continuate a crescere, rispondendo alle necessità dei loro clienti, necessità idiosincratiche, che non dipendono solo da trend momentanei. In quest’ottica, secondo l’esperto, sono 4 i trend che continueranno ad accompagnarci ancora per molto tempo:

  • Transizione sostenibile, che nonostante i recenti annunci di Trump dovrà continuare. Infatti, anche se il tema dell’Esg sembra essere stato messo in pausa, la richiesta di elettrificazione è destinata a crescere, anche grazie alla domanda di intelligenza artificiale;
  • Consumi, soprattutto legati al settore del lusso. Infatti, nonostante la domanda cinese per beni di lusso sia diminuita, i brand con una storia forte continuano a crescere, come Hermes o Ferrari;
  • Digitalizzazione, legata alla rivoluzione portata dall’intelligenza artificiale. In tal senso non si intendono solo le grandi aziende di analisi dei dati o di produzione dei chip, ma anche nomi come Accenture che esplorano le potenzialità del cloud computing;
  • Invecchiamento della popolazione, infatti l’età media continua ad alzarsi e anche in situazioni complesse per il mercato, la domanda di sanità e case di cura per le persone anziane è destinata a crescere.

Avere in portafoglio titoli legati a questi quattro trend significa riuscire a crescere anche mentre il mercato scende. Al contrario, in un portafoglio growth, si preferisce escludere i titoli bancari infatti, nonostante questi abbiamo performato molto bene nell’ultimo anno, sono fortemente dipendenti dai tassi di interesse.

Insomma, è sempre bene preferire titoli di cui si può immaginare il rendimento nei prossimi anni, una crescita stabile e una resistenza ai movimenti del mercato.

Il portafoglio ideato da Comgest non è fermo, ma continua a cambiare, ad esempio a causa dei consumi ridotti in Cina, abbiamo cambiato il peso sul lusso, Hermes e Ferrari continuano a crescere perché hanno un forte potere di prezzo, lo stesso non si può dire per Lmvh, quindi abbiamo cambiato la formazione del portafoglio”.

Aziende statunitensi di qualità: non bastano le Magnifiche 7

Sono anni che si parla dell’eccezionalismo degli Stati Uniti, al punto che gli investitori iniziano a chiedersi se, nonostante un livello valutativo molto alto, sia ancora un buon momento per investirci. Francesco Manfredi, analista azionario Usa di Comgest, è convinto che la sovraperformance non è solo frutto di una speculazione, ma dipende da vari fattori: accesso privilegiato all’energia, dollaro forte, produttività fuori dal comune e forte spirito imprenditoriale. Tutto questo ha portato ad una crescita degli utili più sostenuti rispetto al resto del mondo. Ma quanto è sostenibile questo livello valutativo? “La risposta in realtà dipende dalla sostenibilità degli utili, finché la crescita degli utili rimane sostenibile, allora non c’è motivo di preoccuparsi” secondo l’esperto.

Grandi opportunità, nascono però anche dei rischi che non possono essere ignorati, come la concentrazione su un numero sempre più limitato di titoli, spesso legati a trend del momento che, nonostante le grandi possibilità di crescita nel lungo termine, sono soggetti ad una forte volatilità nel breve termine, come ha reso chiaro il fenomeno DeepSeek. Anche in questo caso, un approccio quality potrebbe fare la differenza in un portafoglio, optando per un approccio difensivo. L’obiettivo è selezionare aziende in grado di crescere a prescindere dai movimenti del mercato, solo così è possibile ottenere sovra-performance, che si amplia durante le fasi di mercato ribassista. “In quest’ottica, il peso dei Magnifici 7 sulla performance del nostro fondo è inferiore rispetto all’indice. Questo perché nel fondo ci sono altre aziende come Costco, Oracle e Eli Lilly che hanno performato molto bene con costanza, rispetto ad esempio a Nvidia, che presenta elementi di ciclicità in contrasto con il nostro approccio”.

In conclusione

Non importa che si guardi verso gli Stati Uniti o l’Europa, ovunque si decida di investire, le aziende di qualità hanno caratteristiche molto simili. È fondamentale selezionare titoli che hanno avuto il tempo di costruire vantaggi competitivi solidi, ma ancora nel mezzo del loro ciclo di vita, che operano su mercati ancora vasti e in espansione. Aziende che hanno spazio per crescere in modo superiore alla media. Aziende capaci di offrire prodotti eccezionali, in grado di crescere a prescindere dalla congiuntura, garantendo una specie di ‘certezza’ sui rendimenti futuri.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Come selezionare le aziende di qualità più adatte al mio portafoglio?

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