Btp, le nuove emissioni di febbraio 2025

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Una lente di ingrandimento si concentra su una pila di banconote da 50 euro, evidenziando le lettere "BTP". Le banconote sono parzialmente sfocate e sul bordo sinistro è visibile la bandiera dell'Unione Europea.

Il Mef ha annunciato nuove emissioni di tre Btp con scadenze comprese fra i 3 e i 6 anni: ecco le caratteristiche.

Indice

Il ministero dell’Economia ha annunciato la riapertura in asta di tre Btp, uno con scadenza al 2027 e altri due a scadenza 2031, per un controvalore massimo in asta di 4,75 miliardi di euro, escluse le aste supplementari.

Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino al 12 febbraio; è possibile fare riferimento agli sportelli bancari e postali, oppure attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading. Di seguito le caratteristiche dei titoli:

Tipologia titoloVita residuaCodice ISINTrancheEmissioneScadenzaCedola annualeData pagamento cedolaImporto Min. offerto (mln. €)Importo Max. offerto (mln. €)
BTP 3 Anniin corso di emIT000562212815/11/202415/10/20272,70%15/04/2025 (*)27503250
BTP 7 Anniin corso di emIT000561954629/10/202415/11/20313,15%15/05/202510001250
BTP 7 Anni6 anniIT000559580311ª15/05/202415/07/20313,45%15/07/202510001250

Perché inserire i Btp in portafoglio

I Btp rappresentano una scelta consolidata per i risparmiatori italiani, grazie al trattamento fiscale agevolato. Con un’aliquota del 12,5% sui rendimenti, nettamente inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari, questi titoli di Stato partono da una posizione competitiva rispetto ad altre forme di investimento.

Tuttavia, il loro acquisto richiede una pianificazione attenta, soprattutto in relazione alle scadenze. È fondamentale scegliere titoli con una durata coerente con i propri obiettivi finanziari, in modo da recuperare il capitale in momenti strategici, come spese familiari o investimenti futuri.

Chi decide di vendere un Btp prima della scadenza deve considerare l’impatto delle variazioni di prezzo sul mercato: il valore potrebbe essere superiore o inferiore rispetto all’investimento iniziale, esponendo l’investitore al rischio di mercato. Al contrario, mantenere il titolo fino alla scadenza assicura il rimborso del capitale nominale, eliminando questa incertezza.

Rimane comunque il rischio di credito, ossia l’eventualità che lo Stato italiano non sia in grado di onorare i propri debiti. Sebbene lo scenario di un default sovrano sia considerato poco probabile, gli investitori dovrebbero sempre diversificare il portafoglio, valutando il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario per una strategia bilanciata.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come bilanciare un portafoglio fra titoli di Stato e azioni in modo da avere rendimento e volatilità sotto controllo?