Gucci inaugura il secolo della sostenibilità

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Uno dei marchi simbolo del lusso italiano si vota al green, nel segno dello stile

Gucci spegne le sue prime cento candeline nel segno della sostenibilità. La casa fiorentina simbolo di status e modus vivendi ha adottato una nuova strategia per il clima, il Natural Climate Solutions Portfolio. «Azioni precise per proteggere e rigenerare gli ecosistemi che mitigano il cambiamento climatico, garantendo al contempo la conservazione della biodiversità e benefici climatici per il futuro. Vogliamo essere parte della soluzione trasformando la Natura da vittima a protagonista dei cambiamenti climatici per determinare il futuro del nostro pianeta», afferma il ceo Marco Bizzarri.
L’impegno della casa di moda risale al 2018. È stato infatti allora che Gucci ha assunto un impegno decennale, dedicando il portale Equilibrium, al racconto della sua strategia. Nel 2019 l’azienda è diventata carbon neutral compensando non solo tutte le emissioni di gas serra generate dalle sue attività, ma anche quelle dell’intera catena dell’offerta (1,3 miliardi di tonnellate di Co2). Ha poi supportato azioni a tutela di oltre un milione di ettari di foreste in Kenya e Zimbabwe, proteggendo dalla deforestazione 285.000 ettari in Honduras e circa 5.000 ettari di mangrovie. Queste ultime immagazzinano Co2 fino a dieci volte in più rispetto alle foreste terrestri.

Ora, nell’anno post pandemia, il gruppo potenzia la sua strategia investendo in progetti agricoli che “sequestrano” il carbonio atmosferico nel suolo e nelle radici delle colture, nel legno e nelle foglie (è il cd. carbon farming) e nell’agricoltura rigenerativa. Nel solco di questi progetti si inserisce il finanziamento dei produttori di lana in Patagonia per la conversione rigenerativa di oltre 1.800 ettari di praterie dedicate al pascolo. Oppure la promozione della transizione dalle attuali pratiche agricole intensive a sistemi agricoli in grado di nutrire e rafforzare il terreno piuttosto che sfruttarlo ed impoverirlo. Non è raro infatti che le materie prime di cui si serve la moda arrivino da colture basate sull’uso di prodotti chimici e dalle dannose monocolture.

Il progetto energetico verde è rivoluzionario. La società mira a raggiungere il 100% di consumo di energia pulita entro fine 2022. Si avvale per i pellami della concia metal free e intende arrivare a un approvvigionamento sostenibile al 100% entro il 2025.

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di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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