Le nuove quotazioni in Borsa stanno riprendendo vigore dopo anni di letargo, seguiti al picco del 2021, antecedente alla fiammata dei tassi d’interesse. L’ultimo dato è stato fornito giovedì da Euronext, gruppo che gestisce, tra le altre, le borse di Milano, Parigi, Dublino e Amsterdam: a dicembre si è registrata una crescita del controvalore delle nuove quotazioni del 144% rispetto al mese precedente, raggiungendo 116 milioni di euro, con un aumento del 236% rispetto ai 35 milioni di dicembre 2023. L’anno passato si è chiuso con una crescita complessiva delle IPO del 55%, per un totale di 3.840 milioni di euro. Questo dato diventa ancora più significativo per le piccole e medie imprese con capitalizzazione inferiore al miliardo di euro, che hanno registrato un incremento del 236% a dicembre, nonostante un calo del 32% sui 12 mesi.
I dati di Euronext trovano conferma nelle statistiche raccolte da Dealogic per il mercato statunitense, che nel 2024 ha registrato un aumento delle nuove quotazioni, raggiungendo 32 miliardi di dollari, con un incremento del 60%. Tuttavia, la strada per tornare al picco del 2021, quando il mercato ha toccato quota 150 miliardi di dollari, appare ancora molto lunga. Alcuni osservatori ritengono comunque che ci siano i presupposti per un’ulteriore accelerazione delle IPO nel corso di quest’anno.
Pressione per liquidare: private equity aumenterà Ipo
Una parte della ripresa, come ricostruito dal Financial Times, è legata alla ripartenza delle exit da parte dei fondi di private equity, ossia il momento in cui queste società vendono le proprie partecipazioni, in alcuni casi proprio attraverso una quotazione in Borsa. Il calo dei mercati nel 2022 ha congelato molte operazioni di realizzo, poiché le condizioni di mercato non consentivano di proporre al pubblico asset a valutazioni sufficientemente elevate da garantire performance soddisfacenti. Nel 2025 si prevede una ripresa delle grandi Ipo sponsorizzate dal private equity, guidata dalla pressione di restituire liquidità ai soci dopo anni di stasi.
Secondo un focus realizzato dalla società di consulenza EY, “i partecipanti al mercato stanno osservando attentamente il mercato delle Ipo per segnali di un’apertura più ampia”. Nei primi nove mesi del 2024, 26 società sostenute da private equity sono state quotate in Borsa, rispetto alle 30 dello stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante questa lieve diminuzione, EY evidenzia che “la pipeline di operazioni in cerca di una valutazione è robusta, e l’ottimismo è alimentato dall’allentamento dei tassi di interesse globali e dalla diminuzione delle pressioni inflazionistiche, cambiamenti che stanno creando condizioni sempre più favorevoli per nuove quotazioni”. Per gli analisti, “i rendimenti delle Ipo, che hanno costantemente soddisfatto o superato gli indici di riferimento, aggiungono ulteriore positività alle prospettive, mentre mercati dei capitali solidi in regioni chiave come gli Stati Uniti e l’Europa rafforzano ulteriormente il sentiment positivo”.
Un sondaggio condotto dalla stessa EY e pubblicato nel terzo trimestre del 2024 conferma che oltre la metà dei general partner (53%) si aspetta un aumento delle exit nel 2025, in netto miglioramento rispetto al 34% registrato all’inizio dell’anno. Questa rinnovata fiducia riflette il consolidarsi di un contesto più stabile, che potrebbe liberare nuove opportunità di disinvestimento per il settore.

