Economia solida, mercato del lavoro sano, impennata degli investimenti e forte crescita degli utili sono stati gli ingredienti principali che hanno spinto il mercato statunitense quest’anno. Se a questo si aggiungono anche il rally post-elettorale e la decisione della Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse, la prospettiva di crescita sembra continuare anche per il 2025.
Per la prima metà dell’anno, l’attenzione era stata tutta rubata dall’intelligenza artificiale, il rally si è però allargato anche ai settori industriali, alle utility e all’assistenza sanitaria. In generale, guardando verso il Paese a stelle e strisce, la sfida per gli investitori è quella di trovare un equilibrio: esponendosi alle aziende leader del mercato, anche se hanno valutazioni piuttosto elevate, cercando allo stesso tempo opportunità in aree meno conosciute.
Intelligenza artificiale: una mega tendenza senza fine (forse)
È da inizio anno che si parla di intelligenza artificiale come una bolla pronta a esplodere, eppure dopo il rally dei primi mesi del 2024, la corsa del mercato delle nuove tecnologie non sembra ancora pronta a fermarsi. L’AI rimane nell’Olimpo degli investimenti, secondo Mark Casey, equity portfolio manager di Capital Group, non si tratta di un trend pronto a finire a breve, infatti “i giganti tecnologici Amazon, Alphabet, Meta e Microsoft spenderanno collettivamente 500miliardi di dollari nei prossimi tre anni in una corsa al dominio del settore”.
Accanto all’entusiasmo però non mancano le preoccupazioni. Sono molti gli esperti che iniziano a paragonare la crescita e gli enormi investimenti in intelligenza artificiale a quelli che hanno attraversato il mercato alla fine degli anni Novanta, quando l’entusiasmo era tutto rivolto alla venuta di internet. La storia sarà pronta a ripetersi? Quindi dopo un enorme entusiasmo iniziale, il mercato sarà attraversato da una nuova bolla?
In realtà, secondo l’esperto, il potenziale dell’AI è molto più ampio di quello di internet, poiché potrebbe assumere una moltitudine di compiti che solitamente sono nelle mani degli umani. Ma non solo, i settori in cui potrebbe essere implementato e le imprese necessarie per la sua messa in opera sono moltissime: dai semiconduttori alle infrastrutture cloud, passando per modelli linguistici di grandi dimensioni come Chat GPT e applicazioni per gli utenti finali. Poi ci sono i produttori di chip come Nvidia e Asml che operano in un primo momento di sviluppo, mentre i titani della tecnologia come Alphabet, Microsoft e Amazon cercano di dominare poi il commercio dell’AI.
AI: un settore in continua crescita
Il segreto della continua crescita dell’intelligenza artificiale sta proprio nella capacità di unire vari livelli dello stack, basandosi sia sulle risorse della vecchia economia, come rame, attrezzature ed energia, che sulle industrie più nuove che producono semiconduttori, passando anche per i ridistributori. “I quattro cosiddetti hyperscaler – Alphabet, Amazon, Meta e Microsoft – stanno spendendo circa la metà del loro budget capex per la tecnologia e l’altra metà per l’acquisto di terreni, la costruzione del maggior numero possibile di data center in prossimità di energia affidabile e la stipula di contratti a lungo termine con i fornitori di energia”, spiega l’esperto.
Urgenza e rapidità sembrano le due parole chiave oggi, con la domanda per le tecnologie legate all’intelligenza artificiale in continua crescita. Ad oggi, infatti manca ancora la capacità di alimentazione sufficiente e anche le materie prime iniziano a scarseggiare. È necessario rivedere completamente la catena di produzione, ma allo stesso tempo, sarà fondamentale fare attenzione ai numeri. I vincoli di capacità e l’urgenza spesso creano doppi ordini e falsi segnali di domanda, spiega Frank.
Investire nelle nuove tecnologie rappresenta una scommessa sul futuro, dove i benefici reali emergeranno solo col tempo. Tuttavia, i segnali attuali indicano un mercato in trasformazione, con l’AI pronta a ridefinire le regole del gioco.

