Comprare appena la Borsa cala: in tanti lo fanno, ma funziona?

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Illustrazione di una persona in giacca e cravatta che spinge un carrello della spesa con all'interno una grande freccia verde rivolta verso l'alto, simbolo di crescita o aumento, su uno sfondo beige con nuvole.

Comprare quando la Borsa scende sembra la scorciatoia perfetta. Ma il buy the dip funziona meglio di un Pac? Dipende dalla definizione di “meglio”

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Comprare “quando il sangue scorre per le strade”, recita uno degli adagi più noti del mondo degli investimenti. Ma per molti piccoli risparmiatori sembra basti un semplice piovasco. La diffusione del buy the dip – la strategia che consiste nell’acquistare titoli in concomitanza con i ribassi di mercato – avrebbe favorito, secondo diversi osservatori, il pronto recupero dell’azionario in molte delle sue recenti (e brevissime) defaillance. L’ultima, in ordine di tempo, è stata quella seguita al Liberation Day di inizio aprile, inizialmente interpretata come un possibile disastro per il commercio globale. Eppure è bastato un mese all’S&P 500 per recuperare interamente l’impatto dei dazi annunciati il 2 aprile e, al 14 agosto 2025, l’indice risulta in rialzo del 14,6% rispetto ai livelli pre-Liberation Day.

Di Buy the dip come nuovo modo di operare dei giovani investitori si parla sempre di più dalla pandemia in avanti. L’affermazione delle app di trading a zero commissioni come Robinhood negli Stati Uniti e l’ingresso sul mercato di una generazione che non ha mai vissuto un ribasso di lungo periodo come quello dei primi anni Duemila hanno consolidato la convinzione che ogni calo sia destinato a trasformarsi in un’occasione. Non stupisce che lo scorso aprile, secondo i dati di Google Trends, la locuzione Buy the dip abbia toccato il record storico di ricerche, proprio in coincidenza con il rimbalzo di Wall Street.

L’aspettativa rialzista si autoalimenta: più investitori la condividono, minori sono le probabilità che un calo, anche severo, duri a lungo. Non a caso, il crollo del 2020 – il più rapido e profondo mai registrato in epoca moderna – venne assorbito in meno di sei mesi. Per rimarginare la ferita della bolla dot-com, invece, ci vollero circa sette anni.

Ma la domanda cruciale, per chi risparmia mese dopo mese, è se il Buy the dip funziona davvero. E, soprattutto, come si confronta con un normale piano di accumulo (PAC), dove i risparmi vengono investiti regolarmente senza guardare ai movimenti del mercato. Per mettere in pratica il Buy the dip, infatti, l’investitore deve conservare liquidità ed entrare solo al verificarsi di un ribasso: un’attesa che espone al rischio di perdere guadagni se il calo tarda ad arrivare.

Uno studio pubblicato su European Financial Management nel 2023 – firmato da Stefano Bonini, Thomas Shohfi e Majeed Simaan – ha messo alla prova la strategia sui dati compresi fra il 1994 e il 2020 e prendendo come riferimento un Etf che replicava l’S&P 500. Risultato: in media, il buy the dip non ha reso più di un investimento puramente passivo, come un PAC. Sulla carta, spiegano gli autori, l’idea che il mercato reagisca in modo eccessivo alle cattive notizie potrebbe rendere ottimale comprare durante i ribassi. Alla prova dei fatti, invece, un approccio sistematico e immediato (stile PAC) ha prodotto più ricchezza finale. Ma non è tutta la storia.

Buy the dip riduce la volatilità ma non batte il mercato

Ciò non significa che il Buy the dip ne esca male. Al contrario: investire in questo modo, soprattutto dopo ribassi ampi (–20%), ha ridotto la volatilità e i drawdown, rendendo il percorso d’investimento più tollerabile per un risparmiatore medio. È dunque una forma di market timing che, se confrontata con un portafoglio bilanciato ottimale, fornisce risultati solo “debolmente inferiori” ma molto più accessibili. A differenza dei modelli sofisticati, che richiedono dati e competenze tecniche, applicare il Buy the dip non richiede una scienza.

L’analisi mostra anche differenze geografiche: negli Stati Uniti, adottare questo approccio può costare fino al 20% di ricchezza in meno rispetto a un approccio passivo; in Paesi come Francia, Germania o Italia, invece, la strategia non presenta lo stesso costo opportunità e risulta meno penalizzante.

Infine, c’è un aspetto psicologico da non trascurare: la possibilità di “comprare lo sconto” riduce l’ansia da volatilità e incentiva i piccoli risparmiatori a rimanere investiti, evitando il classico errore di vendere nel panico. “Gli investitori retail che cercano di emulare la gestione attiva finiscono penalizzati, con implicazioni in termini di disuguaglianza”, osservano gli autori. “Al contrario, una semplice strategia Buy the dip, soprattutto con gli acquisti frazionati e i broker a zero commissioni, consente ai piccoli risparmiatori di ottenere rendimenti simili a basso costo e senza grandi competenze. Fondamentale, però, è la continuità: allocare capitale con regolarità, con o senza l’attesa del ribasso”.

Domande frequenti su Comprare appena la Borsa cala: in tanti lo fanno, ma funziona?

Cos'è la strategia 'buy the dip' menzionata nell'articolo?

La strategia 'buy the dip' consiste nell'acquistare titoli azionari nel momento in cui il loro prezzo subisce un ribasso di mercato. Questa pratica è adottata da molti piccoli risparmiatori.

Qual è l'effetto del 'buy the dip' sul recupero del mercato azionario secondo gli osservatori?

Secondo diversi osservatori, la diffusione del 'buy the dip' avrebbe favorito il pronto recupero dell'azionario in molte delle sue recenti e brevi defaillance. Questo suggerisce un impatto positivo sulla ripresa dei prezzi.

La strategia 'buy the dip' aiuta a battere il mercato secondo il titolo dell'articolo?

No, il titolo dell'articolo indica che la strategia 'buy the dip' riduce la volatilità ma non batte il mercato. Questo implica che, sebbene possa offrire benefici, non garantisce rendimenti superiori alla media del mercato.

Quale adagio del mondo degli investimenti viene citato in relazione al 'buy the dip'?

Viene citato l'adagio 'comprare quando il sangue scorre per le strade', che è una metafora per indicare l'acquisto di asset durante periodi di forte panico e ribasso del mercato. L'articolo suggerisce che per molti piccoli risparmiatori basta un semplice 'piovasco'.

Quali sono i benefici principali del 'buy the dip' secondo le informazioni fornite?

Il principale beneficio del 'buy the dip' menzionato è la riduzione della volatilità del mercato azionario. Questo può rendere gli investimenti meno turbolenti per i piccoli risparmiatori.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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