
Fulvia Beltrami
Il suo percorso professionale inizia in Mps come formatrice e poi nel private, per poi svilupparsi in alcune delle più note realtà bancarie nazionali e internazionali. Il suo must? Scegliere insieme ai clienti le migliori soluzioni per loro, personalizzandole. È project leader di Valu(H)er, il progetto di empowerment femminile di Fideuram.
“Reggio Emilia è più semplice della nobile Parma e meno glamour della vicina Modena, anche se è la culla del parmigiano reggiano e produce aceto balsamico di qualità. Nella Sala del Tricolore è nata la bandiera italiana. Da ricordare il gelato ‘Giovanna’: il migliore? Al Capolinea”.
A business breakfast | Caffé dell’Hotel Posta – Piazza del Monte, 2
Situato all’interno dell’antico Palazzo del Capitano del Popolo, è noto per la sua eleganza e per l’atmosfera di altri tempi. È storico nella zona centrale e pedonale della città, a un passo da Piazza Del Monte e da Piazza del Duomo. Qui si può essere certi di essere protetti – sul fronte della privacy – da affreschi e stemmi araldici che rivelano le origini duecentesche del salone: è infatti poco frequentato dai reggiani e gode quindi della giusta riservatezza per una business breakfast. Arredi d’epoca e ricercati.

Un’ora da solo in un bel posto | Sala Sol Lewitt – via Farini, 3
A due passi dal mio ufficio, nel cuore della città, la sala della storica biblioteca comunale Panizzi con la volta settecentesca affrescata da Sol Lewitt è il luogo in cui mi rifugio, come da studentessa, per far fluire i pensieri, lavorare al computer, concentrarmi su qualche nuovo progetto e perdermi nel grande intreccio labirintico di vortici e spirali di colore. L’unica cosa che qui non si può fare è ricevere telefonate. Se proprio devo, a pochi passi c’è Piazza dei Teatri: meglio se di fronte al Teatro Valli.

Un lunch formale con un cliente | Caffè Arti e Mestieri – via Emilia San Pietro, 16
Il primo ristorante elegante e innovativo della città. Nato nel 1988, all’epoca ricordava “Milano”. Nel tempo si sono succedute diverse gestioni, ma la sua eleganza è rimasta intatta. Gode del fascino delle “grandi città”, con piatti innovativi, fiori sempre freschi, le sale invase dalla luce e gli affacci sul giardino. Sempre bello in estate con il sole, ma anche con la neve. Linee essenziali – senza tempo – tavoli apparecchiati in modo classico e distanziati in modo da mantenere riservate le conversazioni.

Un pranzo in pieno relax | Casa delle Sementi – Via Arcipretura, 4/A (Piazza Casotti)
Amo questo piccolo ristorante con tavoli anche all’aperto, in una piazzetta nascosta ma centrale della città, Piazza Casotti, che oggi è un gioiellino. Un tempo ospitava proprio un negozio di fiori e sementi, di ogni genere e tipo. Oggi è un locale sfizioso, caldo e originale. Un mix di sapore “d’antan” e di contemporaneità, di reggianità e di internazionalità: è a Reggio Emilia ma potrebbe essere a Lisbona o in altre città europee. La lista dei vini è eccellente, impreziosita da selezioni di etichette francesi.

Un aperitivo trendy | The Riff, Hi-Fi Cocktail Bar – Piazza San Prospero, 4
In una delle piazze più carine della città, Piazza San Prospero, è un locale dall’atmosfera newyorkese. Puoi sorseggiare cocktail sublimi, ascoltando un vinile. Non a caso, a pensarlo e crearlo sono stati Benny Benassi e Fabio Volo insieme a due soci reggiani. Quando lasci la piazza dominata da sei leoni in marmo rosa, portici neoclassici e facciate barocche per entrare nel The Riff, l’atmosfera è davvero unica: vinili alle pareti, luci colorate e un po’ fluo, bartender al bancone. Menù semplice e gradevole.

Un luogo ideale per incontri informali | Casa Frida – via Panciroli, 1
Altra chicca vicino al mio ufficio. È un posto tranquillo e originale dove curiosare, tra specialità gastronomiche, vini, oggetti di recupero e qualche oggetto di design, piatti e tazzine inusuali. Ma anche un luogo in cui accomodarsi a un tavolino e ordinare qualche sfizio, dal Patanegra alle alici del Cantabrico, accompagnati da un buon vino o un panettone gourmet, se la stagione è giusta. C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Difficilmente affollato, si può restare comodamente seduti per un tempo indefinito.

Una cena per incuriosire | Clinica Gastronomica Arnaldo – Piazza XXIV Maggio
Qualcuno dice che “non è più quello di una volta”, quando a pranzo o a cena trovavi il grande Enzo Ferrari o Michael Schumacher. Per me ha invece il sapore dell’infanzia, dei parenti, dei ritrovi per le grandi occasioni familiari e tra amici. Per chi viene da fuori, ha il fascino indiscusso dei carrelli, dall’antipasto al dolce, passando per i bolliti. Si respira la grande storia della vera genuina cucina emiliana. Chiunque ho accompagnato in questo ristorante è rimasto piacevolmente stupito e ne parla come di un’esperienza unica.

Una cena gourmet | D’Amatosteria – via Pagliani, 2 (Arceto)
Un castello storico, quello di Arceto, sapientemente restaurato, arredato in modo moderno ed essenziale. La cucina di D’amato – chef con stella del Rigoletto di Reggiolo – che mantiene la sua originalità accogliendo le innovazioni portate in dote dal figlio. In sala la signora Fulvia, presidente dell’Associazione del cappelletto reggiano con le sue “sfogline”, che con discrezione sa consigliare e guidare i commensali in un viaggio d’alto livello tra tradizione e innovazione di piatti e bicchieri.

L’ultimo locale alla moda | Divino – via del Guazzatoio, 12/B
Nel contesto della vivace via del Guazzatoio che conduce alla piazza della “movida” reggiana – Piazza Fontanesi, ricca di ristoranti e locali per aperitivi – è il posto dove oggi tutti si incontrano. E con “tutti” intendo persone di diverse età, professionisti e non, per godersi un buon bicchiere, un pranzetto, una cena o un dopocena. È il luogo dove, usciti dall’ufficio piuttosto che andando verso casa, puoi incontrare gli amici di sempre, anche senza organizzarsi tramite smartphone e messaggistica.

The place to be and be seen | Osteria del Viandante – Piazza XXIV Maggio, 15 (Rubiera)
È il posto glamour in assoluto. Grande raffinatezza e una selezione di vini – soprattutto gli champagne – molto interessante. Da quando è stato rilevato dall’ex amministratore delegato di Gucci, Marco Bizzarri, è stato restaurato e curato in ogni dettaglio: dagli ambienti, alla tavola, alla luce che dona al locale un’allure tutta nuova. Lo chef si è guadagnato anche una stella Michelin. Un tempo le stanze erano decorate da una storica e rassicurante carta da parati, oggi invece dagli affreschi protetti da quella carta.

Articolo tratto dal n° di ottobre 2025 di We Wealth.
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