Quarantena, il conforto del buon vino italiano

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La quarantena sta facendo impennare non solo le vendite di generi alimentari, ma anche quelle di vino italiano. Dati sorprendenti, di cui parla a We Wealth Alessandro Mutinelli, amministratore delegato del gruppo Italian Wine Brands

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L’immortalità di un vino al bacio

“Siamo tutti mortali fino al primo bacio e al secondo bicchiere di vino”, scriveva Eduardo Hughes Galeano. E qualcosa del genere devono aver pensato gli italiani in queste settimane epocali di isolamento.

Il vino sta partecipando all’aumento della domanda del food in atto, è un fatto. “Per quanto ci riguarda, il mese di marzo ha visto un’impennata degli ordini online, in qualsiasi paese d’Europa (praticamente tutti gli Stati dell’Europa occidentale) dove garantiamo le consegne”. A parlare è Alessandro Mutinelli, fondatore e amministratore delegato di Italian Wine Brands, da gennaio 2015 la prima società vinicola italiana quotata in Borsa.

Non solo. “La componente di servizio (assortimento, prezzo e – soprattutto – consegna a domicilio) hanno spinto nuovi clienti ad approcciarsi con entusiasmo ai canali on line. Diciamo che l’emergenza sanitaria ha accelerato un trend che comunque era in atto. In queste settimane di crisi gli acquisti online di vino sono cresciuti di oltre il 100%”.

Un buon bicchiere di vino, conforto nella quarantena

Dato che non è un caso, data la situazione attuale. “Il vino in generale, indipendentemente dalla sua origine, ha la sua funzione di conforto e convivialità, direi di piacere. All’interno delle categorie, poi, è evidente che ci sono delle origini ritenute più attraenti rispetto ad altre. L’Italia, per l’immaginario collettivo, è legata al buon cibo e al buon vino e questo aiuta moltissimo”.

Ora, sarebbe interessante capire se ci sono già delle previsioni per il “dopo” emergenza, magari anche grazie alla ripresa dei paesi per primi colpiti dal virus. “Una volta si diceva che un buon bicchiere di vino serve per dimenticare o per festeggiare. Mi auguro che a breve si possa festeggiare e che il vino rimanga una buona abitudine sulle tavole di molti. Ogni mercato è importante, Cina compresa, tuttavia ritengo che un nuovo trend di consumo ragionevole e consapevole nella vecchia Europa sia la cosa migliore che possiamo augurare al tutto il settore. È azzardato ancorarsi alla speranza di collocare tutte le nostre produzioni su mercati distanti per compensare un continuo calo dei mercati domestici”.

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Alessandro Mutinelli, fondatore e ad di Italian Wine Brands Spa
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di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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