Proroga regime degli impatriati: cosa fare?

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Il decreto Crescita ha introdotto la possibilità di prolungare di cinque periodi il regime degli impatriati. Per ottenerlo bisogna seguire una procedura

Indice

Per avere altri cinque anni di agevolazione bisogna versare, in un’unica soluzione, l’importo pari al 10 o al 5% del reddito da lavoro dipende o autonomo realizzato in Italia

Per questo sono stati istituiti i codi tributo necessari per il modello da compilare

Per prorogare di cinque anni il regime degli impatriati si deve fare un versamento, in un’unica soluzione, di un importo pari al 10 o al 5% del reddito da lavoro dipendente o autonomo realizzato in Italia. Questa opzione, ricordiamo, è stata introdotta nel decreto Crescita del governo Conte. E prevede, il prolungamento del periodo di agevolazione con un abbattimento del 50% del reddito fatto in Italia (percentuale per chi ha un figlio a carico o una casa). Mossa fatta per continuare ad attirare capitali qualificati in Italia.
L’importo dovuto, per prolungare il regime degli impatriati, deve essere versato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del primo periodo di fruizione dell’agevolazione. Per chi invece si è visto scadere il periodo il 31 dicembre 2020, il provvedimento dell’Agenzia delle entrate, precisa come il versamento dovrà essere fatto entro 180 giorni dalla pubblicazione del documento da parte dell’Amministrazione fiscale.

Come fare i versamenti

I versamenti devono essere fatti tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE). E sono stati istituiti i seguenti codici tributo:

  • “1860” denominato “Importo dovuto (10 per cento) per l’adesione al regime agevolato di cui all’art. 5, co. 2-bis, lett. a), del Dl n. 34 del 2019”;
  • “1861” denominato “Importo dovuto (5 %) per l’adesione al regime agevolato di cui all’art. 5, co. 2-bis, lett. b), del Dl n. 34 del 2019”.

In sede di compilazione del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” si troverà indicato nella sezione contribuente i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore che sceglie di aderire lal regime agevolato, mentre nella parte “erario ed altro”:

  • nel campo “tipo”, la lettera “R”;
  • nel campo “elementi identificativi”, se applicabile, il codice fiscale del datore di lavoro cui il lavoratore dipendente presenterà la richiesta di applicazione del regime agevolato;
  • nel campo “codice”, il codice tributo sopra indicato;
  • nel campo “anno di riferimento”, l’anno corrispondente al primo periodo d’imposta di fruizione dell’agevolazione di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, nel formato “AAAA”;
  • nel campo “importi a debito versati”, l’importo dovuto.

 

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