Balbo (Mef): con il nuovo TUF svolta sui private market

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Vista del Duomo di Milano con lo skyline finanziario di Porta Nuova sullo sfondo, simbolo della modernizzazione della città e dell’attrattività dell’Italia per gli investitori internazionali.

Per la prima volta il Testo Unico della Finanza introduce definizioni di private equity e venture capital e riconosce il ruolo dei mercati privati. Dal regime semplificato per i FIA sottosoglia alla Limited Partnership, la riforma punta a rafforzare il canale tra risparmio e imprese, mentre resta aperta la sfida di coinvolgere maggiormente le assicurazioni.

Indice

La prima riforma del Testo Unico della Finanza (TUF) in 27 anni non riguarda solo nuove regole per i mercati pubblici: per la prima volta compaiono definizioni chiare di private equity e venture capital. Canali finanziari alternativi alla Borsa, che convogliano capitali verso le imprese e sui quali il ministero dell’Economia ha iniziato a scommettere con maggiore decisione.

“Il vero cambio di passo introdotto dalla riforma è l’adozione di un punto di vista più ampio: il mercato non viene più considerato solo come mercato regolamentato, ma come un ecosistema complesso, composto da una pluralità di attori. In questa prospettiva, diventa fondamentale avere a cuore l’intera filiera del risparmio e dell’investimento”, ha dichiarato al Salone del Risparmio Alessandra Balbo, direttrice generale della Cabina di regia per il mercato dei capitali del Mef.

Tra le novità introdotte dal nuovo TUF, pubblicato in Gazzetta il 14 aprile, alcune riguardano direttamente lo sviluppo dei private market: il regime semplificato per i fondi alternativi (FIA) sottosoglia, il riconoscimento esplicito del ruolo dei mercati privati e l’introduzione della Limited Partnership nel mercato italiano.

Anche per il futuro, la volontà del governo — attraverso la cabina di regia — è «offrire uno spazio in cui operatori, associazioni di categoria, autorità di vigilanza e tutti coloro che operano quotidianamente nei mercati possano contribuire a individuare le aree in cui le regole possono essere migliorate o ripensate». Un approccio che nasce anche dalla consapevolezza, ammessa dalla stessa Balbo, che il legislatore spesso non ha un’esperienza diretta dei mercati e tende a muoversi con cautela su materie tecniche, per evitare errori ed esposizione a critiche.

Il nodo assicurazioni: ancora bassa l’esposizione ai mercati privati

Uno dei prossimi passaggi chiave per costruire un ponte più solido tra risparmio delle famiglie e imprese sarà aumentare il coinvolgimento delle compagnie assicurative nei mercati privati, in particolare nel private debt e nel private equity. Oggi, tuttavia, l’esposizione resta limitata, soprattutto nelle gestioni separate, che per loro natura mantengono un profilo conservativo.

Secondo i dati di ANIA, il portafoglio indiretto delle compagnie italiane presenta una quota di fondi alternativi pari al 18%, “una crescita lenta”, ha osservato il direttore generale Dario Focarelli. In particolare, private equity e private debt restano marginali, con un peso complessivo inferiore ai 14 miliardi di euro a giugno 2025, mentre circa un terzo degli investimenti alternativi è rappresentato da asset immobiliari.

Escludendo le unit linked, i private market risultano ancora sottorappresentati nei portafogli assicurativi italiani: secondo una stima di BlackRock, la quota si attesta intorno all’8%, contro una media europea del 12%.

Unit linked, limiti operativi e sfida regolatoria

Le polizze di ramo III, quelle con maggiore esposizione ai rischi finanziari, restano di fatto ancora poco esposte agli investimenti alternativi. “La quota di investimenti illiquidi ammessa nelle polizze unit linked è stata recentemente innalzata, ma riguarda esclusivamente la clientela affluent, cioè al di sopra di determinate soglie patrimoniali (indicativamente oltre i 500 mila euro)”, ha spiegato Focarelli a margine dell’evento.

Il nodo principale resta operativo. Per le compagnie assicurative, inserire strumenti non mark-to-market — cioè privi di una valorizzazione continua e aggiornati solo periodicamente — rende più complessa la gestione di rimborsi e riscatti. «Al momento non esiste un approccio uniforme nel calcolo del NAV, e una delle direttrici su cui si sta lavorando», anche da parte di IVASS, “è proprio quella di armonizzare i criteri di valutazione, per evitare distorsioni e creare un terreno di gioco più omogeneo”.

A questo si aggiunge un ulteriore vincolo strutturale: “Il principale problema operativo è che la gestione di questi investimenti è attualmente consentita solo tramite fondi interni. Si tratta di una limitazione significativa, perché non tutte le compagnie dispongono delle strutture necessarie per gestirli internamente”, conclude Focarelli.

Domande frequenti su Balbo (Mef): con il nuovo TUF svolta sui private market

Qual è la principale novità introdotta dalla riforma del Testo Unico della Finanza (TUF) menzionata nell'articolo?

La principale novità è l'introduzione di definizioni chiare di private equity e venture capital all'interno del TUF, per la prima volta in 27 anni. Questo segna un riconoscimento formale e una maggiore attenzione verso i mercati privati come canali di finanziamento alternativi.

Qual è l'obiettivo del Ministero dell'Economia (MEF) riguardo ai mercati privati?

Il Ministero dell'Economia ha iniziato a scommettere con maggiore decisione sui mercati privati, riconoscendoli come canali finanziari alternativi alla Borsa per convogliare capitali verso le imprese.

Qual è il nodo principale riguardante le assicurazioni nel contesto dei mercati privati?

Il nodo principale è la bassa esposizione delle assicurazioni ai mercati privati. L'articolo suggerisce che c'è spazio per una maggiore partecipazione delle compagnie assicurative in questi investimenti.

Quali sono le sfide regolatorie menzionate in relazione alle unit linked?

L'articolo menziona 'limiti operativi e sfida regolatoria' in relazione alle unit linked, suggerendo che ci sono questioni normative che devono essere affrontate per ottimizzare il loro funzionamento.

In che modo la riforma del TUF cambia la prospettiva sui mercati finanziari?

La riforma introduce un punto di vista più ampio sul mercato, suggerendo un approccio più inclusivo e diversificato rispetto alla sola Borsa, considerando anche i mercati privati come parte integrante del sistema finanziario.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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