I gestori virano dall’Europa alle azioni dei mercati emergenti

3 MIN
Un uomo con gli occhiali, in una camicia azzurra, è seduto a una scrivania in un ufficio moderno. È concentrato su un portatile, tiene una penna e un quaderno accanto a sé. Un monitor mostra un grafico a linee con dati finanziari. Grandi finestre sono sullo sfondo.

Fiducia ai massimi da febbraio 2025 tra i gestori globali: liquidità al 3,9%, ma le azioni Usa giudicate sopravvalutate dal 91% dei fund manager

Indice

Continua a crescere la fiducia tra i gestori di fondi globali, la cui propensione all’aggressività nell’allocazione di portafoglio è tornata ai massimi dal febbraio 2025. L’esposizione media alla liquidità si ferma appena al 3,9%, mentre solo il 5% degli operatori teme un atterraggio duro dell’economia globale. E’ quanto si legge nel sondaggio realizzato a inizio agosto da Bank of America.

Tra i trade più popolari perdono terreno la scommessa ribassista sul dollaro e l’investimento in oro, mentre torna in testa il pacchetto azionario delle “Magnifiche 7” del settore tecnologico. Ad agosto, tra le modifiche più significative di portafoglio, spicca l’incremento delle esposizioni ai mercati emergenti e, più in generale, all’asset class azionaria.

In termini assoluti, i mercati emergenti diventano ora la principale scommessa dei fund manager globali, scalzando l’Eurozona dal vertice. Guardando al confronto con la media degli ultimi vent’anni, la convinzione dei gestori è particolarmente marcata su utility, obbligazioni ed euro.

Nonostante il generale recupero di ottimismo, il 41% netto dei gestori continua a considerare deboli le prospettive di crescita globale. Parallelamente, le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed sono tornate ai massimi dal dicembre 2024. Inoltre, un record del 91% netto ritiene che le azioni statunitensi siano sopravvalutate.

Sul fronte dei rischi estremi (“tail risk”), la probabilità di una guerra commerciale o di una recessione globale è percepita in calo (29%), mentre guadagnano peso i timori di inflazione o di mancati tagli dei tassi da parte della Fed (27%), seguiti da un rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari (20%) e dal rischio di una bolla legata all’intelligenza artificiale (14%).

Dai nuovi rilievi di Bank of America emerge che solo una minoranza ha destinato parte del portafoglio alle criptovalute: il 9% del campione, con un peso medio del 3,2% tra chi le detiene. Considerando anche chi non possiede cripto, l’esposizione media si riduce allo 0,3%. Ben più diffuso l’oro, presente nei portafogli di quasi la metà dei gestori, con un peso medio del 4,1% tra i detentori e un’incidenza del 2,2% sul campione complessivo.

I gestori europei: meno pro-Europa

Dal punto di vista dei gestori europei, si attenua l’ottimismo sull’azionario domestico: il 35% netto degli intervistati prevede una crescita più sostenuta in Europa nei prossimi dodici mesi, in calo dal 44% del mese precedente, sebbene il divario rispetto alle attese globali resti vicino ai massimi storici.

Per il 69% del campione, il principale motore della crescita in Europa sarà lo stimolo fiscale in Germania (in calo dall’85%), mentre per la prima volta emerge l’allentamento monetario della BCE come secondo fattore (citato dal 12%). Pur attendendosi rischi al rialzo per l’inflazione globale, il 23% netto prevede un calo dell’inflazione europea nel prossimo anno.

A conferma di un peggioramento delle attese, il 69% dei gestori europei ritiene che l’economia e i mercati azionari del continente non possano sganciarsi dalla crescita globale e dai venti contrari derivanti dalla politica statunitense, quota in forte aumento rispetto al 33% del mese scorso. La percentuale di chi si aspetta un contesto macro e mercati europei immuni grazie alla spesa fiscale è invece scesa dal 63% al 27%.

Utility, banche e servizi finanziari sono i settori più favoriti in rapporto alle allocazioni storiche, mentre in termini assoluti spiccano banche, assicurazioni e utility. Guardando alle prospettive fino a fine anno, i gestori indicano nell’ordine banche, tecnologia e titoli industriali come i settori destinati a registrare le performance migliori.

Domande frequenti su I gestori virano dall’Europa alle azioni dei mercati emergenti

Qual è la principale tendenza rilevata nel sondaggio di Bank of America?

Il sondaggio di Bank of America di inizio agosto evidenzia una crescente fiducia tra i gestori di fondi globali, con una propensione all'aggressività nell'allocazione di portafoglio ai massimi dal febbraio 2025.

Come si posizionano i gestori di fondi globali rispetto alla liquidità?

L'esposizione media alla liquidità si attesta a un livello basso, fermandosi appena al 3,9%, indicando una maggiore propensione all'investimento rispetto alla detenzione di liquidità.

Qual è la percezione dei gestori di fondi riguardo a un possibile rallentamento economico globale?

Solo una piccola percentuale, il 5%, dei gestori di fondi teme un 'atterraggio duro' dell'economia globale, suggerendo un ottimismo prevalente sulla crescita economica.

Qual è il cambiamento di allocazione geografica più significativo evidenziato nell'articolo?

I gestori stanno riducendo l'esposizione all'Europa e aumentando l'allocazione verso le azioni dei mercati emergenti, indicando un cambiamento nelle preferenze di investimento geografiche.

Quali trade stanno perdendo popolarità tra i gestori di fondi?

La 'scommessa ribassista' sul dollaro sta perdendo terreno tra i trade più popolari, suggerendo un cambiamento nelle aspettative relative alla valuta statunitense.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come costruire un portafoglio bilanciato?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth