Rolex Daytona, il cronografo sportivo di Paul Newman

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
28.5.2021
Tempo di lettura: 3'
"Every Rolex tells a story". Il Rolex Daytona, di storie e referenze, ne ha più di una da raccontare. Nato sulle curve di una delle più famose corse automobilistiche al mondo è diventato nel tempo il cronografo per eccellenza. Indossato da Paul Newman, invece, è diventato l'orologio più costoso della storia
Un orologio che fermasse il tempo, consegnando istantanee di trionfi a più di 300 km/h: il Rolex Daytona nasce con quest'ambizione. Il nome già di per sé è rivelatore. Il rimando è alla 24 ore che allora – era il 1963 – come ora, si corre a Daytona Beach, Florida, palcoscenico di alcuni tra i più memorabili record di velocità. Inizialmente amato dai piloti, non capito dal pubblico, Paul Newman ne fece un cimelio da polso bramato da tutti. Al punto da renderlo l'orologio più costoso della storia mezzo secolo dopo.
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Il Rolex Daytona ref. 6240 con il quadrante “Paul Newman” nero e la scritta Daytona in rosso

I Pre-Daytona


Mezzo secolo prima invece a Daytona beach non c'era ancora l'asfalto. Le corse si correvano e i record si scolpivano nella sabbia (dura) e con cronografi di poco conto. Tra i campioni del tempo c'era il britannico Sir Malcolm Campbell. Detentore del record mondiale di velocità su terra negli anni '30 – a bordo della propria Blue Bird toccò i 445 km/h - indossava orologi Rolex sia dentro che fuori la pista negli anni '30. Un vero e proprio amore quello di Campbell, tanto da tessere le lodi del proprio Oyster in una lettera con mittente Ginevra. Non si trattava ancora però di orologi che potevano essere definiti cronografi. Per vedere il primo a marchio Rolex bisogna aspettare il 1955. Né "Cosmograph" né "Daytona" comparivano sul quadrante. La referenza 6234 aveva una scala tachimetrica sull'anello esterno e una scala telemetrica per le distanze sull'anello interno. Ne furono prodotti 2300 pezzi e venduti fino agli inizi degli anni sessanta al prezzo di 200 dollari. Gli successe la referenza 6238, l'ultimo cronografo Rolex ad avere una lunetta liscia e la scala tachimetrica sul quadrante. Intanto nel 1959 a Daytona la sabbia diventava asfalto e la NASCAR inaugurava la Daytona International Speedway.

Un orologio per correre


Rolex fu per la prima volta cronometrista ufficiale del nuovo campionato nel 1962, un anno prima del debutto del Cosmograph Referenza 6239. Rolex soprannominò questo modello "Daytona", per sottolineare l'affiliazione dell'orologio alla prestigiosa gara automobilistica. Con fondello e corona serrati a vite e pulsanti a pompa, era disponibile sia nelle versioni acciaio che in oro a 14 e 18 carati. Movimento Valjoux 722, carica manuale (il primo Daytona a carica automatica è del 1988). Questa referenza ebbe relativamente più successo delle precedenti, che spesso rimanevano invendute sugli scaffali degli orologiai. La loro “colpa” per via delle dimensioni della cassa era quella di rovinare i polsini delle camicie. Il nuovo cronografo della Casa ginevrina tuttavia attirò a metà anni 60 diverse celebrità. Tra queste Paul Newman, star di Hollywood e pilota dilettante di grande successo. In pista l'attore - che negli anni d'oro arrivò ad avere una propria scuderia - scendeva solo con al polso il suo Daytona.
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Paul Newman e la ref. 6239

Il Sacro Graal degli orologi


Cercato da collezionisti e appassionati come il Sacro Graal, gli fu regalato da sua moglie Joanne Woodward sul set del film “Indiannapolis pista infernale”. Sul fondello era stata incisa una dedica: “Drive carefully me”, un monito che rifletteva le paure di Joanne ogni qual volta Paul scendeva in pista. L'orologio rimase al polso di Newman fino al 1984, anno in cui l'attore regalò il suo segnatempo a James Cox, l'allora fidanzato della figlia Nell. Come lei stessa riporta in una lettera autografa, il passaggio di polso avvenne in una giornata in cui la famiglia era a Westport, in Connecticut. Alla domanda di Paul circa che ore fossero, James gli rispose che non lo sapeva perché non possedeva un orologio. Allora, l'attore diede al genero il suo, dicendogli: “Se ti ricordi di caricarlo ogni giorno, tiene il tempo piuttosto bene”. A distanza di quasi quarant'anni l'orologio è riapparso in pubblico nel 2017 a un'asta di Phillips, scrivendo un pezzo di storia. Il cronografo infatti fu battuto alla straordinaria cifra di 18 milioni di dollari, rendendolo il segnatempo più costoso di sempre.
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Rolex Cosmograph Paul Newman ref. 6264, più comunemente noto come il Rolex Daytona "John Player Special"

Il Rolex Daytona all'asta


La Ref.6239 non è l'unico Rolex Daytona, né l'unico Daytona di Paul Newman a far segnare cifre da capogiro. Il dicembre scorso è stato battuto sempre ad un'asta di Phillips un Daytona Ref.6263, sempre regalato a Newman dalla moglie, sempre recante la scritta “Guida piano” e sempre regalato dall'attore a una figlia (questa volta la più piccola, Clea). L'orologio, denominato Big Red, con quadrante nero e cassa Oyster, è stato aggiudicato per 5,4 milioni di dollari. Ma cifre oltre il milione sono state raggiunte anche da referenze non direttamente indossate da Newman. La ref. 6264, più comunemente nota come Rolex Daytona "John Player Special" - oro giallo 18 carati - lo scorso anno è stato venduto ad un asta online organizzata da Sotheby's per la cifra di 1.545.723 dollari diventando l'orologio più costoso venduto nel Regno Unito e da Sotheby's. L'ultimo Daytona prodotto dalla casa di Ginevra è invece donna. Si tratta del Rainbow, Daytona in oro rosa dalla lunetta tappezzata di zaffiri colorati che assumono tutti i colori dell'arcobaleno, il cui prezzo arriva fino a mezzo milione di euro.
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Rolex Daytona Rainbow
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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