Da 4,5 milioni a zero: l'Andy Warhol di Alice Cooper

Sharon Hecker
Sharon Hecker
29.10.2021
Tempo di lettura: 5'
Ha fatto notizia la mancata vendita in asta di un'opera che sulla carta avrebbe potuto polverizzare qualche record: un pezzo del padre della pop art fatto per la rockstar, quando erano entrambi al massimo della loro f...
Numerosi giornali questa settimana (25-28 ottobre 2021) hanno riportato la notizia del flop d'asta di un'opera appartenente al cantante rock Alice Cooper. Si tratta di una serigrafia del 1964 di Andy Warhol, “Little Electric Chair” dalla serie Death and Disaster. L'opera era rimasta per quasi 40 anni nel garage di Cooper, che se ne era dimenticato e non l'aveva mai esposta nelle sue varie abitazioni. Con l'auspicio di incassare (almeno) fra i 2,5 e i 4,5 milioni di dollari, a bandire la vendita è stata una piccola galleria dell'Arizona, tal Larsen Gallery. Ma l'esito, come noto, non è stato quello sperato.Quali possono essere stati i problemi che ha...
In alcuni casi, come Rembrandt, la firma può essere fuorviante. Gli artisti della bottega di Rembrandt non erano autorizzati a firmare le proprie opere fino a quando non fossero diventati ufficialmente riconosciuti come maestri e quindi Rembrandt avrebbe firmato opere eseguite da loro.

Polsky sostiene sul suo sito web che “crediamo che l'autenticazione sia il fondamento di qualsiasi transazione sul mercato dell'arte. Il nostro approccio alla valutazione delle opere d'arte si basa sulla trasparenza, la competenza e l'equità. Se il vostro pezzo viene trovato autentico o no, la relazione scritta che riceverete spiegherà chiaramente come siamo arrivati alla nostra decisione, fornendovi un documento sostanziale”. Mentre questo sembrerebbe essere un approccio all'autenticazione basato sulle prove, nessuno dei documenti o delle spiegazioni per la conclusione di Polksy così come la sua relazione sono stati resi disponibili agli studiosi o al pubblico. È impossibile quindi conoscere il ragionamento che ha portato Polsky all'autenticazione dell'opera, e quindi non è possibile giudicare l'affidabilità del suo ragionamento.

Polsky potrebbe avere una buona intuizione, ma ha bisogno di rendere pubblicamente trasparenti i suoi passi e sostenere le sue opinioni e conclusioni con prove concrete per vedere se gli esperti di Warhol sono d'accordo. Una relazione completa dovrebbe includere una catena di provenienza chiara e verificabile, un'analisi scientifica materiale dell'oggetto, e un attento esame visivo comparativo tra quest'opera e le serigrafie conosciute come eseguite in vita e i falsi conosciuti.

In questo caso, il fatto che l'opera non sia stata venduta può suggerire che gli acquirenti stanno diventando più sofisticati ed esigenti. Potrebbero aver considerato troppo grande il rischio di una tale acquisizione. In assenza di una relazione completa e ben documentata, i collezionisti potrebbero essere stati giustificati nel rifuggire l'opera. Purtroppo, fino a quando uno studio completo non verrà eseguito e valutato, la serigrafia di Cooper probabilmente rimarrà nel limbo – oppure nel suo garage.
Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo. WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Sharon Hecker, nata a Los Angeles e cresciuta a Tel Aviv, è storica dell’arte, curatrice, e autrice, specializzata in arte italiana moderna e contemporanea. Dopo collaborazioni con istituzioni museali come la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e la Galleria Christian Stein, oggi fornisce consulenze sulla due diligence per l’arte a collezionisti privati, art lawyers, wealth managers, family offices, case d’aste e fiere.

Caro lettore,
per continuare ad informarti con i nostri contenuti esclusivi accedi o registrati GRATUITAMENTE!

Solo così potrai:

  • Continuare ad informarti grazie ai nostri contenuti come articoli, guide e white papers, podcast, dirette
  • Richiedere di essere contattato da un esperto
  • Fare una domanda sulla gestione del tuo patrimonio ed entrare in contatto con i migliori e esperti del settore GRATUITAMENTE
  • E tanto altro ancora

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti