Aggiudicazioni in asta, crescono gli insoluti in Cina

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Le principali case d'asta cinesi hanno registrato ottimi risultati per le vendite di arte nel 2021. Tuttavia, sono cresciuti anche i ritardi nei pagamenti e gli insoluti sui lotti aggiudicati. La flessibilità nei pagamenti per le opere più importanti e le dinamiche commerciali delle case d'asta più giovani tra le cause del fenomeno
La Cina nel 2021 è stata il mercato in asta più grande a livello globale per l'arte. Con una quota del 33% è davanti agli Stati Uniti (32%) nonostante un numero molto inferiore di transazioni. Poly Auction, la più importante casa d'aste locale, ha riportato vendite per 1,8 miliardi di dollari, in aumento di oltre il 70% rispetto al 2020, superando l'1,4 miliardi di dollari riportati nel 2019. China Guardian, il secondo operatore del settore, ha registrato un fatturato di un miliardo di dollari, in aumento del 34% rispetto al 2020 e del 46% rispetto al 2019.
La casa d'asta Yongle Auction Company ha visto le sue vendite aumentare del 42% su base annua per raggiungere 511 milioni di dollari nel 2021. Le vendite di altre importanti case, come Holly International e Sungari, sono cresciute rispettivamente di un terzo (543 milioni di dollari), per la prima, e del doppio (386 milioni di dollari), per la seconda.

Tuttavia, nell'ultimo anno sono cresciuti anche i ritardi nei pagamenti e gli insoluti dei lotti aggiudicati. Secondo i dati della Chinese Auctioneers Association (CAA), diffusi dal report The Art Market di Ubs e Art Basel nel 2021, il numero di lotti non pagati è aumentato da 64 a 181, su un campione di case d'asta con lotti venduti per oltre 10 milioni di RMB (pari a circa 1,5 milioni di dollari), quasi il doppio rispetto all'anno precedente (dal 31% al 59%). Questo andamento riguarda in particolare le case d'asta più giovani. Ad esempio, su un campione di 41 lotti venduti per oltre 10 milioni di RMB dalla Yongle Auction Company, 33 (ovvero l'80%) non sono stati completamente pagati nel 2021.

Inevitabilmente questo aspetto si ripercuote sulle vendite dichiarate dalle case d'asta locali che includono quindi una parte significativa e variabile di opere con pagamenti rimasti in sospeso o non andati a buon fine. Se si guardano le condizioni generali di vendita previste dalle principali case d'asta cinesi citate ed in particolare quelle di Poly Auction, China Guardian, Yongle Auction Company e Sungari International, si scopre che gli interessati a partecipare alle aste devono versare un deposito cauzionale al momento della registrazione per poter partecipare all'asta.

Il deposito viene poi restituito all'offerente, senza maturazione di interessi, nei giorni successivi alla chiusura dell'asta, in caso di mancata aggiudicazione del lotto. La caparra verrà invece convertita in pagamento del prezzo in caso di esito positivo dell'acquisto. Allo stesso modo, tutte le case d'asta prese in considerazione prevedono che il pagamento del lotto aggiudicato debba essere effettuato entro sette giorni di calendario dalla data dell'asta e che il titolo della proprietà sul bene si trasferirà all'acquirente solo quando sarà stato interamente pagato il prezzo e tutte le somme dovute alla casa d'asta ad altro titolo come i diritti d'asta, eventuali imposte, tasse e spese di trasporto.

I rimedi in caso di mancato pagamento prevedono, tendenzialmente in modo uniforme per tutte le case d'asta esaminate, una serie di alternative praticabili per recuperare l'insoluto. Queste vanno dall'acquisizione definitiva della caparra versata all'atto della registrazione, al recupero del credito tramite incarico a società specializzate, dall'addebito di interessi crescenti in relazione all'aumentare del periodo di morosità all'addebito dei costi di deposito e di assicurazione dei beni.

E ancora dal risarcimento del danno per le perdite conseguenti all'inadempimento contrattuale alla costituzione di pegno sui beni dell'aggiudicatario insolvente. Le case d'asta si riservano inoltre il diritto di annullare la vendita e di rimettere all'asta il lotto o di rivenderlo con altro mezzo con il consenso dell'originario venditore. In tal caso l'acquirente moroso sarà tenuto al pagamento della commissione e delle altre spese sia della prima asta in cui si è aggiudicato il bene sia della seconda asta o per la vendita del lotto con altri mezzi. Ancora, la casa d'asta potrà divulgare i dati dell'acquirente al venditore, in modo che quest'ultimo potrà avviare un'azione legale per recuperare l'importo dovuto o richiedere il risarcimento dei danni e richiedere le spese legali per la violazione del contratto da parte dell'acquirente.

In ultimo, la casa d'asta potrà inserire l'aggiudicatario inadempiente nella black list delle persone a cui rifiutare la registrazione o le offerte alle aste future.

Le condizioni di acquisito previste dalle case d'asta cinesi sono quindi in gran parte le medesime previste dalle case d'asta del mondo occidentale, pure interessate da questo fenomeno. Anzi, per certi aspetti, sono ancora più stringenti laddove prevedono il deposito cauzionale al momento della registrazione degli offerenti. Nella maggior parte delle condizioni di acquisto delle case d'asta occidentali il deposito è invece sostituito dalla richiesta di referenze bancarie a discrezione della casa d'asta. Le ragioni dei ritardi e dei mancati pagamenti allora possono essere varie. Principalmente questi comportamenti possono essere associati alle modalità di pagamento flessibili, come dilazioni e scadenze più lunghe, concesse su base particolare dalle case d'asta ai clienti e in generale praticate dalle case d'asta più giovani per acquisire posizioni di mercato.

alessandro@we-wealth.com
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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