Net-zero banking alliance: 43 banche insieme per il clima

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Oltre 40 istituti di credito lanciano la Net-zero banking alliance, un’iniziativa volta ad accelerare le strategie di decarbonizzazione riconoscendo il ruolo del settore finanziario nella transizione “green”. Tra i firmatari Hsbc, Santander, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Credit Suisse e Ubs

Indice

L’iniziativa è stata convocata dalla United nations environment programme finance initiative ed è volta a soddisfare l’ambizione del settore bancario internazionale di allineare i propri portafogli agli obiettivi dell’Accordo di Parigi

Noel Quinn: “È importante che le banche si riservino di fornire il supporto necessario ad aiutare i propri clienti in questo contesto. Ma è necessario anche stabilire un quadro solido e trasparente per monitorarne i progressi”

Sui rulli di partenza anche la Net-zero insurance alliance che dovrebbe essere lanciata in occasione della 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ospitata dalla città di Glasgow dall’1 al 12 novembre 2021

Alla vigilia del summit sul clima ospitato dall’amministrazione Biden in occasione della Giornata mondiale della terra, oltre 40 istituti di credito lanciano la Net-zero banking alliance. Un’iniziativa pioneristica convocata dall’Unep Finance Initiative e volta a soddisfare l’ambizione del settore bancario internazionale di allineare i propri impegni agli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Tra i firmatari alcuni dei principali colossi della finanza europea, come Hsbc, Santander, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Credit Suisse e Ubs.
L’alleanza, spiega l’Unep in una nota, “rafforzerà, accelererà e sosterrà l’attuazione delle strategie di decarbonizzazione, fornendo un quadro e delle linee guida coerenti a livello internazionale in cui operare” e riconoscendo “il ruolo vitale delle banche nel sostenere la transizione globale dell’economia reale verso l’obiettivo zero emissioni nette”. I 43 istituti, appartenenti a 23 paesi e con 28,5 mila miliardi di dollari in gestione, si impegneranno a:

  • allineare i propri portafogli prestiti e investimenti all’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050 o prima;
  • fissare obiettivi per il 2030 e per il 2050 entro 18 mesi, oltre a obiettivi intermedi ogni cinque anni dal 2030 in poi;
  • concentrare i primi obiettivi per il 2030 sui settori a più alta intensità di gas a effetto serra all’interno dei propri portafogli;
  • stabilire un ulteriore ciclo di obiettivi a livello settoriale entro 36 mesi dall’adesione, puntando su agricoltura, cemento, alluminio, carbone, immobili commerciali e residenziali, ferro e acciaio, gas, trasporti e produzione di energia;
  • favorire la transizione e la decarbonizzazione dei propri clienti;
  • pubblicare annualmente i dati sulle emissioni assolute e sulla loro intensità in linea con le migliori pratiche e, entro un anno dalla definizione degli obiettivi, divulgare i progressi rispetto a una strategia di transizione che definisca azioni e politiche settoriali inerenti al clima.

“L’impegno a finanziare la transizione verso l’obiettivo zero emissioni nette è essenziale”, interviene Noel Quinn, presidente della Sustainable markets initiative’s financial services taskforce e amministratore delegato del gruppo Hsbc. “È importante che il settore bancario si riservi di fornire il supporto necessario ad aiutare i propri clienti in questo contesto. Ma è necessario anche stabilire un quadro solido e trasparente per monitorarne i progressi. La collaborazione a livello di settore è fondamentale per raggiungere questo traguardo”. Sulla stessa linea d’onda anche Ana Botín, executive director di Banco Santander: “Se vogliamo rendere più verde l’economia mondiale, abbiamo bisogno di uno sforzo realmente globale: banche, imprese, governi, autorità di regolamentazione e società civile devono lavorare insieme, allo stesso ritmo”. Chiude il cerchio Christian Sewing, ceo di Deutsche Bank, secondo il quale le banche giocheranno un ruolo cruciale nella lotta al cambiamento climatico e la creazione della Net-zero banking alliance è un “importante passo in avanti per lo sviluppo di un’azione coordinata”.

Anche il settore assicurativo verso un’alleanza per il clima

Sui rulli di partenza anche la Net-zero insurance alliance che, stando ad alcune indiscrezioni raccolte dall’Unep, potrebbe essere lanciata in occasione della 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop26) ospitata dalla città di Glasgow dall’1 al 12 novembre 2021. Le sette società firmatarie (Axa, Allianz, Aviva, Munich re, Scor, Swiss re e Zurich insurance group) ritengono infatti che il settore assicurativo e riassicurativo globale possa svolgere un ruolo chiave nell’accelerare la transizione verso “un’economia delle emissioni”, si legge in una nota dell’Unep, in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C secondo l’Accordo di Parigi. “Noi assicuratori e riassicuratori possiamo produrre un impatto sul clima non solo attraverso le nostre decisioni d’investimento ma anche attraverso le nostre azioni di sottoscrizione”, spiega Renaud Guidée, group risk officer di Axa, sottolineando come l’alleanza resti aperta ad accogliere a bordo ulteriori membri da ogni parte del globo.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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