Mercati, settembre parte con prudenza: tassi e inflazione tornano al centro delle strategie

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Il mese di settembre entra nel vivo con i mercati finanziari nuovamente chiamati a fare i conti con una variabile che sembrava destinata progressivamente a perdere importanza: il livello dei tassi di interesse. La seduta del 7 settembre restituisce l’immagine di Borse europee prudenti, rendimenti obbligazionari elevati e investitori poco propensi ad aumentare il rischio prima di una serie di appuntamenti che potrebbero modificare le aspettative sulla politica monetaria.
L’assenza di Wall Street, chiusa per il Labor Day, riduce i volumi e lascia alle piazze europee il compito di aprire una settimana particolarmente delicata. Milano, Francoforte, Parigi e Londra si muovono senza una direzione netta, mentre sul mercato obbligazionario la tensione rimane più evidente. Il rendimento del Btp decennale si mantiene sopra il 4%, in area 4,2%, mentre lo spread con il Bund resta intorno agli 80 punti base.
È proprio questa combinazione a meritare attenzione. L’aumento dei rendimenti non coincide infatti con un ritorno delle tensioni sul rischio Italia: il differenziale rispetto alla Germania rimane relativamente contenuto. Il movimento riguarda piuttosto l’intera struttura dei tassi europei e riflette il riposizionamento degli investitori davanti alla possibilità che il costo del denaro rimanga elevato più a lungo di quanto previsto soltanto qualche mese fa.
La prima risposta arriverà dalla Banca centrale europea. Il mercato considera altamente probabile un nuovo aumento di 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,50%. Ma, come spesso accade, la decisione in sé potrebbe essere meno importante delle indicazioni che accompagneranno il comunicato.
Gli investitori cercheranno soprattutto di capire se il rialzo rappresenterà una misura preventiva destinata a chiudere questa fase della stretta oppure se Francoforte ritenga necessario lasciare aperta la porta a ulteriori interventi.
L’inflazione dell’Eurozona è tornata sopra il 3%, ma il quadro è meno lineare di quanto suggerisca il dato generale. L’inflazione di fondo rimane infatti più contenuta e quella dei servizi ha mostrato segnali di moderazione. È una distinzione fondamentale perché determina la possibile persistenza delle pressioni sui prezzi.
Se l’aumento dell’inflazione dovesse rimanere concentrato nelle componenti più volatili, la Bce potrebbe concedersi una pausa dopo settembre. Se invece le pressioni dovessero trasferirsi progressivamente a salari, servizi e prezzi finali, lo scenario diventerebbe più complesso.
Anche dagli Stati Uniti arriveranno indicazioni decisive. I dati sul mercato del lavoro di agosto hanno mostrato un’economia più resistente delle attese e hanno contribuito a rivedere le aspettative sulla Federal Reserve. Il prossimo passaggio sarà rappresentato dall’inflazione americana: un dato superiore alle previsioni aumenterebbe la probabilità di una politica monetaria più restrittiva e potrebbe determinare un nuovo movimento dei rendimenti internazionali.
Per i mercati azionari questo significa entrare in una fase nella quale la selezione torna probabilmente più importante della semplice esposizione agli indici. La crescita degli utili rimane un elemento di sostegno, soprattutto per le società con bilanci solidi, elevata generazione di cassa e capacità di trasferire l’aumento dei costi sui prezzi finali. Ma valutazioni elevate e rendimenti obbligazionari più interessanti aumentano inevitabilmente la concorrenza tra azioni e obbligazioni.
La situazione appare particolarmente interessante proprio sul reddito fisso. Dopo anni nei quali la ricerca di rendimento obbligava spesso ad aumentare significativamente durata o rischio di credito, oggi una parte importante della curva offre nuovamente rendimenti nominali significativi. Questo non significa che sia arrivato il momento di aumentare indiscriminatamente la duration. La volatilità dei tassi suggerisce ancora prudenza sulle scadenze molto lunghe, maggiormente sensibili ai cambiamenti delle aspettative sull’inflazione.
Le scadenze brevi e intermedie possono invece tornare ad avere un ruolo importante nella costruzione dei portafogli, soprattutto per gli investitori che cercano maggiore prevedibilità dei flussi e minore volatilità rispetto all’azionario.
Anche la liquidità continua a rappresentare una componente strategica. Non necessariamente perché si debba attendere una correzione dei mercati, ma perché in una fase caratterizzata da elevata incertezza permette di mantenere flessibilità e cogliere eventuali opportunità senza essere costretti a vendere altre attività.
Settembre potrebbe quindi diventare il mese nel quale gli investitori saranno chiamati a riequilibrare nuovamente il rapporto tra rendimento e rischio. La fase nella quale le aspettative di riduzione dei tassi sostenevano contemporaneamente azioni e obbligazioni sembra aver lasciato spazio a uno scenario più selettivo.
Per chi costruisce portafogli con un orizzonte di medio-lungo periodo, il messaggio non è necessariamente quello di ridurre il rischio, quanto di distribuirlo meglio. Diversificazione tra azionario di qualità, obbligazioni con scadenze differenti e liquidità può diventare più importante della ricerca del rendimento sul singolo mercato.
La vera partita delle prossime settimane sarà capire se il ritorno delle pressioni inflazionistiche rappresenti un fenomeno temporaneo oppure l’inizio di una fase più persistente. Da questa risposta dipenderanno le prossime mosse delle banche centrali e, di conseguenza, buona parte della direzione dei mercati nell’ultimo trimestre dell’anno.
Per ora prevale la prudenza. Ma proprio la maggiore dispersione tra settori, titoli e classi di attività potrebbe creare nuove opportunità. Dopo mesi nei quali gli indici hanno spesso nascosto differenze profonde al loro interno, settembre potrebbe riportare al centro una delle regole più importanti nella gestione del patrimonio: non prevedere ogni movimento del mercato, ma costruire portafogli capaci di affrontare scenari differenti.

Domande frequenti su Mercati, settembre parte con prudenza: tassi e inflazione tornano al centro delle strategie

Qual è la principale variabile che sta influenzando i mercati finanziari a settembre?

La principale variabile che sta influenzando i mercati finanziari a settembre è il livello dei tassi di interesse. Questa variabile, che si pensava stesse perdendo importanza, è tornata al centro delle strategie degli investitori.

Come si presentano le Borse europee e i rendimenti obbligazionari all'inizio di settembre?

Le Borse europee mostrano un andamento prudente nella seduta del 7 settembre. Parallelamente, i rendimenti obbligazionari si mantengono elevati, riflettendo l'incertezza del mercato.

Qual è l'atteggiamento degli investitori riguardo all'aumento del rischio in questo periodo?

Gli investitori sono poco propensi ad aumentare il rischio prima di una serie di appuntamenti chiave. Questi eventi potrebbero infatti modificare le aspettative sulla futura politica monetaria.

Quali fattori potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria nel breve termine?

Le aspettative sulla politica monetaria potrebbero essere modificate da una serie di appuntamenti imminenti. Questi eventi sono attentamente monitorati dagli investitori per valutare le future mosse delle banche centrali.

Quale mercato importante era assente nella seduta del 7 settembre, influenzando potenzialmente il contesto globale?

Nella seduta del 7 settembre, Wall Street era assente. Questa mancanza di partecipazione da parte del mercato statunitense potrebbe aver contribuito a un quadro di maggiore prudenza sui mercati globali.

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Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania bianca, con una penna in mano e un quaderno su cui scrivere. Sullo sfondo ci sono vasi decorativi, una pianta e una parete decorata.

di Francesco Megna

“IL FUTURO APPARTIENE A COLORO CHE CREDONO ALLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI” – E. ROOSVELT

Bancario da oltre 30 anni. Per vent’ anni Direttore di Filiale, attualmente Responsabile Commerciale di Hub: mi occupo di coordinare l’attività commerciale dei Gestori Privati e Business con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi commerciali assegnati.

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