Maria Antonietta in asta alla Paris Classic Week di Christie’s

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Dal 9 al 28 novembre, Christie’s Parigi batte opere che abbracciano secoli di storia. I top lot della Classic Week? Gli arredi con cui la regina Maria Antonietta conquistò Versailles

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Dal 9 al 28 novembre prossimi si terrà a Christie’s Parigi la Classic Week, dedicata a quattro aste (di cui tre online) che ricoprono un periodo storico che parte dall’antichità e arriva al ventesimo secolo, senza dimenticare arredi, libri, manoscritti e sculture.

La sede vicina agli Champs-Élysées ospiterà The Exceptional Sale – unica asta in presenza della serie – il 22 novembre. Dei 34 lotti, che variano da complementi d’arredo a vino ed abbigliamento, sembra essere particolarmente interessante per i collezionisti il comodino di Pierre Macret. Creato circa nel 1770 per la regina Maria Antonietta, il comodino rispetta gli standard della façon de la Chine, ovvero uno stile ispirato a quello cinese con intarsi dorati e un paesaggio orientale di color rosso dipinto direttamente sul legno. Il comodino – la cui stima d’asta si aggira tra gli 800.000 e 1.2 milioni di euro – accompagna il secondo elemento d’arredo appartenente alla regina: una poltrona in stile pseudo-classico “etrusco” datata 1788. La sedia commissionata a Georges Jacob e stimata tra i 100.000 e i 200.000 euro, è parte dei più di 17.000 arredi installati a Versailles con l’arrivo di Maria Antonietta. Un altro potenziale top lot è Bird-of-paradise (Uranornis Rubra) on a branch (1811) di Pauline Knip. Il quadro, realizzato dalla pittrice della corte di Napoleone, è stimato tra i 40.000 e i 60.000 euro. 

Il comodino realizzato da Pierra Macret per Maria Antonietta, 1770 circa. Photo Courtesy: Christie’s 

La poltrona in stile pseudo-classico “etrusco” di Maria Antonietta, 1788. Photo Courtesy: Christie’s

Similmente, le tre aste online aggiungono ulteriori opere di pregio alla Paris Classic Week. Livres rares et Manuscrits (aperta sul web dal 9 al 21 novembre) offre ai collezionisti 268 lotti per un totale di sei diversi secoli di storia. I libri provenienti da biblioteche private prestigiose – quali quelle di Jean Racine, Jean-Baptiste Colbert e del Duca di Sassonia-Teschen – contengono spesso scritte e disegni di pregio (basti pensare che il libro Parler Seul di Tristan Tzara contiene un disegno originale di Joan Mirò e una lettera da lui indirizzata allo stampatore Marthe Fequet). I top lot dell’asta sono il libro Discours de la méthode di René Descartes nella sua prima edizione del 1637 rilegata in oro da Louis Treslon-Cauchon e Lettres de A. Dettonville di Pascal Blaise, entrambi stimati tra i 100.000 e i 150.000 euro. 

Il disegno di Joan Mirò (1950) nel libro Parler Seul. Photo Courtesy: Christie’s 

Non solo la regina Maria Antonietta nella Classic Week di Christie’s Parigi

La seconda e la terza asta online, The Collector: Le Goût Français (aperta dal 10 al 23 novembre) e Maître Anciens – Peintures, Sculptures, Dessins (aperta dal 17 al 28 novembre), propongono rispettivamente più di 250 e 400 lotti, mantenendo un focus su arredi, disegni e sculture della scuola francese. I top lot della prima asta sono due arredi dell’epoca di Luigi XVI: una coppia di armadi in palissandro con fregi dorati e un orologio da terra in ebano e quadrante smaltato realizzati da Nicolas Petit (entrambi stimati tra i 50.000 e gli 80.000 euro). La seconda asta online vede invece protagonisti i disegni e i dipinti di Jean-Baptiste Mallet, Charles de La Fosse e Donat Nonotte. Tra le opere più rilevanti, troviamo Vierge à l’Enfant avec saint Jean Baptiste dans un paysage di un maestro fiorentino, fine quindicesimo secolo (stimata tra 40.000 e 60.000 euro) e Allégorie du mois de janvier di Sebastiaan Vranck (stimata tra i 50.000 e i 70.000 euro), di metà 1600. 

Allégorie du mois de janvier di Sebastiaan Vranck, metà 1600. Photo Courtesy: Christie’s

di Alice Trioschi

Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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