Le vere paure del mediatore

MIN

Come no?

Anche il mediatore ha le sue paure, eccome se ne ha. Anche se alla fine vende prodotti di altri tramite i suoi servizi, anche lui è parte del processo ed anche lui ha la sua emotività.


Le paure sono delle più disparate, dal fatto di lavorare un immobile e non riuscire a venderlo nel periodo d’impegno preso con il venditore, alla possibilità di raccogliere proposte di acquisto vincolate alla delibera del mutuo e che puntualmente questo non viene concesso e quindi sfuma tutto, all’eventualità che il venditore non rispetti gli impegni presi e venda sotto traccia privatamente fino alla paura più frequente, ovvero che qualche collega sia più “convincente” e porti via l’esclusiva con il contatto che vuole vendere (il cliente è un’altra cosa).


Nel corso del tempo ho provato tutte queste paure, le ho sentite sulla pelle e nello stomaco, alcune le ho superate brillantemente, altre molto meno, ma poi con un po’ di tempo ho capito che per risolverle la strada da percorrere era ed è soltanto una: lavorare su sé stessi per diventare uomini e donne migliori e studiare, formarsi costantemente e ripetutamente.


Non ci credete?
Prima di essere professionisti siamo uomini e donne, meglio esseri umani, e migliorare sé stessi significa, ad esempio, ascoltare sé stessi ed assorbire tutte le reazioni ed emozioni durante la nostra quotidianità: essendo attenti a questo saremo in grado di ascoltare, intuire ed anticipare gli altri, clienti compresi, mettendoci in una posizione di ascolto che fa sempre la differenza.


Lo studio invece ci aiuta a rimanere allineati con il cervello, ci aiuta a limitare il nostro ego e ci aiuta a presentarci sempre come esperti del settore perché dico sempre che l’abito fa il monaco, ma poi dietro all’abito ci deve essere davvero il monaco.


La combinazione di miglioramento di sé e studio continuo ci porterà a NON accettare incarichi con richiesta abbondantemente fuori mercato, ci porterà a profilare un acquirente che chiede l’intervento di un istituto bancario prima di accettare una proposta di acquisto subordinata, ci permetterà di creare quella relazione con il venditore che non avrà più alcun interesse a non usare i tuoi servizi per vendere e soprattutto ci metterà nella condizione di vedere il collega come un alleato e non come un competitor, dato che nelle vendite ci sono due parti (venditore ed acquirente) ed entrambe potrebbero avvalersi di un loro professionista di fiducia.


Come scrissi in un altro articolo tempo fa, sostengo di essere sempre noi stessi per la vera natura che si è e sostengo di studiare sempre, così facendo saremo inattaccabili.

di Giacomo Piergentili

Nel corso della sua carriera lavorativa, Giacomo scopre la passione per il Real Estate e consegue l’abilitazione per diventare mediatore in affari immobiliari.

 

Durante il periodo del lockdown scopre la formazione di matrice statunitense che lo porterà a rivoluzionare il suo business. Si iscrive alla Nar (National Association of Realtors), consegue certificazioni prestigiose come Rene, Srs, Abr, Crb e si forma per entrare nel gruppo mondiale CRS, leader nel settore immobiliare organizzato.

 

Il suo business è incentrato sulla negoziazione di parte e la sua figura tutela gli interessi esclusivi del venditore o dell’acquirente, a seconda dei casi, facendo un lavoro di mediazione diverso dal tradizionale.

 

Da sempre appassionato di basket, dedica molto tempo libero alla lettura (formativa e non) e, insieme alla moglie, viaggia per conoscere territori inesplorati, in Italia e all’estero.

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