L’assicurazione del credito, un alleato contro la pandemia

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L’assicurazione del credito è importante per salvaguardare i crediti di un’impresa dal rischio di insolvenza dei debitori

Secondo i dati pubblicati dall’Ania, nel 2020 i premi contabilizzati nel ramo credito sono stati pari a 564 milioni

L’83,1% dei premi contabilizzati nel 2020 del ramo credito è concentrato soprattutto nelle coperture di rischi legati ai cosiddetti “crediti commerciali all’interno” derivanti da rapporti di compravendita sul mercato interno fra imprese

L’assicurazione del credito come alleato delle imprese nella lotta contro la pandemia. Questo strumento è importante per salvaguardare i crediti di un’impresa dal rischio di insolvenza dei debitori. Ogni impresa che venda beni o fatturi dei servizi a credito è esposta al rischio di mancato pagamento, parziale o totale, di quanto dovuto dai propri clienti. E dunque l’assicurazione del credito svolge un ruolo fondamentale nel tutelare l’azienda. Secondo i dati pubblicati dall’Ania, nel 2020 i premi contabilizzati nel ramo credito sono stati pari a 564 milioni, in lieve diminuzione (-1,1%) rispetto al 2019.
Se si considerano invece l’ammontare dei premi (pari a 579 milioni) prima dei saldi per movimenti di portafoglio degli anni precedenti, la riduzione osservata si attenua leggermente e si attesta a -0,9%, dal momento che il saldo negativo di tali movimenti contabilizzato nel 2020 (-14,8 milioni) era di poco superiore a quello registrato nel 2019 (-14,0) ed entrambi hanno diminuito l’effettivo livello dei premi contabilizzati.

Le misure restrittive adottate durante gran parte del 2020 a causa della pandemia hanno avuto un effetto negativo contenuto sulla raccolta premi del ramo. Secondo i dati, le compagnie assicurative operanti nel settore hanno infatti concesso misure di flessibilità in favore dei loro clienti come, ad esempio, dilazioni dei termini di pagamento con i debitori, proroga dei termini di pagamento dei premi assicurativi, allungamento dei tempi per la presentazione delle dichiarazioni di fatturato o per la denuncia di sinistri. Questa flessibilità è stata possibile anche grazie all’introduzione di un fondo di riassicurazione pubblico gestito da Sace di 2 miliardi di euro, a cui hanno aderito tutte le compagnie operanti nel ramo credito, volto ad assorbire le esposizioni più rischiose.

I premi di nuova produzione sottoscritti nel 2020 rappresentano il 18,7% del totale (erano 20,4% nel 2019) e ammontano a oltre 108 milioni, in diminuzione del 9,2% rispetto all’anno precedente. I rischi inerenti ai “crediti commerciali all’interno”, ossia i crediti derivanti da rapporti di compravendita nel mercato interno tra imprese mostrano nel 2020 una lieve riduzione dei premi contabilizzati (-0,6%).

“Considerando tuttavia che nel 2020 il saldo dei movimenti di portafoglio degli anni precedenti è stato negativo per circa 2 milioni (e ha quindi diminuito il reale livello dei premi), il livello dei premi contabilizzati sarebbe sostanzialmente invariato (-0,2%)”, si legge nell’approfondimento. In aumento invece i premi contabilizzati legati alla cessione del quinto dello stipendio (+1,8%), che mostrano il livello più elevato raggiunto dal 2014. Diminuiscono in modo più deciso i premi delle altre categorie di rischio inerenti all’assicurazione del credito (-8,2%).

Inoltre, l’83,1% dei premi contabilizzati nel 2020 del ramo credito è concentrato soprattutto nelle coperture di rischi legati ai cosiddetti “crediti commerciali all’interno” derivanti da rapporti di compravendita sul mercato interno fra imprese (erano l’82,7% nel 2019), il livello più elevato registrato dal 2012. Per questa categoria sono stati contabilizzati 468,3 milioni, in diminuzione dello 0,6% rispetto a quanto registrato nel 2019 (471,3 milioni).

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