La fame crypto del venture capital cresce ancora: a 27 miliardi

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In quasi 11 mesi il settore criptovalute e blockchain ha raccolto più fondi rispetto ai precedenti dieci anni

La grande scommessa dei fondi di venture capital sulle società che offrono servizi basati su crypto asset si fa sempre più grande. Secondo stime aggiornate al 24 novembre, effettuate da PitchBook, il settore avrebbe raccolto da inizio anno qualcosa come 27 miliardi di dollari su scala globale, più di quanto non sia mai stato investito nei dieci anni precedenti messi assieme.

La stima è nettamente più elevata rispetto ai dati pubblicati in precedenza da CB Insight, che avevano calcolato, a fine settembre, un afflusso da 15 miliardi di dollari. Secondo PitchBook, nel 2020 le società crypto avevano raccolto 6,5 miliardi di dollari: questo renderebbe l’incremento osservato finora quest’anno pari al 24,07%.

Il principale round di finanziamento per una startup lo ha registrato la piattaforma exchange FTX, con un miliardo di dollari – fra gli investitori compare anche il co-fondatore della popolare piattaforma per lo scambio di criptovalure Coinbase, Fred Ehrsam. In effetti, a guidare gli investimenti di venture capital sul mondo crypto sono soprattutto divisioni delle stesse società più affermate nel settore, a partire da Coinbase Ventures – la più attiva nel terzo trimestre secondo CB Insights. Si tratta di società che detengono anche un interesse indiretto nell’ulteriore espansione dell’universo blockchain, nelle diverse sue declinazioni.

Alcune delle società finanziate da Coinbase sono piattaforme blockchain innovative come Solana, altre offrono servizi di finanza decentralizzata (ossia priva di intermediari) come BlockFi. Coadiuvare l’affermazione di tutte queste realtà aiuterebbe a sostenere l’uso e lo scambio delle criptovalute e, dunque, l’attività tipica di Coinbase.  E questo al di là dei ritorni realizzati dalla sua divisione Ventures. “I ritorni non sono la misurazione principale per definire il successo di Coinbase Ventures”, ha affermato apertamente il responsabile della società, Shan Aggarwal, a DealBook. “Vediamo un mondo in cui le migliori start-up di domani saranno tutte costruite sull’infrastruttura blockchain”, ha aggiunto Aggarwal, “questo è il futuro che stiamo costruendo”.

Il fatto che il settore in questo momento si stia “finanziando da solo” lo dimostrano anche altre relazioni e nomi ricorrenti. Ad esempio, ha notato il New York Times, il fondatore della già citata FTX, Sam Bankmsn-Fried, è anche a capo della società di venture capital Alameda Research, che lo scorso agosto ha investito sulla Trust Token, attiva nello sviluppo di stablecoin. A finanziare la società nel medesimo round c’era anche un investitore della prima ora in Coinbase, Andreessen Horowitz.

Non tutti, però, credono che il mondo cripto sia solo un interesse ristretto ai grandi attori già presenti sul mercato. Bank of America, fra le banche più convinte del futuro della tecnologia blockchain ritiene che le regolamentazioni in arrivo in questo ambito, negli Usa e in Europa (qui un approfondimento in merito) potrebbero dare una nuova spinta nell’adozione dei digital asset da parte del pubblico.

“Al giugno 2021, circa il 2-3% della popolazione mondiale era utente di asset digitali”, ha scritto BofA in un report del 23 novembre, “una regolamentazione appropriata potrebbe fungere da catalizzatore per l’adozione istituzionale, al dettaglio e bancaria degli stablecoin, guidando quello che ci aspettiamo possa diventare il prossimo punto di inflessione verso una più ampia adozione degli asset digitali”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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