Evergrande si salva in extremis dal default. Ma è fuori pericolo?

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
22.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Evergrande si salva a un giorno dal default: pagate agli investitori internazionali cedole per 83,5 milioni di dollari. Ma un'altra scadenza è prevista per venerdì prossimo

I media cinesi hanno riferito venerdì che lo sviluppatore Evergrande ha pagato gli interessi su un'obbligazione, in scadenza lo scorso 23 settembre

Evergrande deve pagare altri 45 milioni di dollari entro il 29 ottobre, quando terminerà il periodo di grazia su un altro pagamento di interessi mancato

Alla fine l'annunciato default non c'è stato. Dopo un mese di ritardo e ad un giorno dall'insolvenza ufficiale lo sviluppatore immobiliare Evergrande ha pagato le cedole dovute ai detentori internazionali delle sue obbligazioni per 83,5 milioni di dollari. A riportarlo è stato il Securities Times, il giornale gestito dal quotidiano di punta del Partito Comunista, People's Daily. Il debito non onorato lo scorso 23 settembre è stato onorato via Citigroup. La fine del gruppo potrebbe essere però rinviata di una sola settimana.
Sabato sarebbe scoccata l'ora fatidica. Evergrande infatti era ormai prossima alla fine di un periodo di grazia di trenta giorni prima che gli obbligazionisti potessero inviare un avviso di inadempienza alla società. Il 23 settembre scorso infatti il colosso immobiliare non era riuscito a pagare gli interessi in scadenza su circa 2,03 miliardi di dollari di obbligazioni in dollari. Un'inadempienza su queste obbligazioni sarebbe stata probabilmente diventata la più grande inadempienza aziendale in Asia. L'azienda non solo è uno dei più grandi sviluppatori cinesi, ma anche il più indebitato. Le passività totali del gruppo infatti ammontavano a fine giugno scorso a 300 miliardi di dollari.
Tuttavia, il default potrebbe essere solo rimandato. Il debito in dollari in sospeso ha un valore nominale totale di circa 20 miliardi di dollari e da quel 23 settembre altre scadenze su debito onshore non sono state rispettate. Evergrande deve pagare altri 45 milioni di dollari entro il 29 ottobre, quando il periodo di grazia su un altro pagamento di interessi mancato finirà.

Molti obbligazionisti internazionali si aspettavano che Evergrande non riuscisse a fare i suoi pagamenti in dollari prima della fine del periodo di grazia. La società ha anche saltato altri pagamenti di cedole nelle ultime settimane, e ha un debito in dollari in sospeso con un valore nominale totale di circa 20 miliardi di dollari. "Il pagamento di oggi dà loro del tempo extra: Evergrande ha comprato ancora qualche giorno di vita, a meno che non abbiano già dei fondi per la prossima cedola che è dovuta venerdì prossimo. Non sono sicuramente fuori pericolo" ha commentato Iris Chen, analista di Nomura, intervistato dal Wall Street Journal.

Mercoledì il gruppo con sede a Shenzhen ha comunicato che "farà del suo meglio per negoziare il rinnovo o l'estensione dei suoi prestiti o troverà altri accordi alternativi con i suoi creditori". Evergrande ha cercato di raccogliere fondi cedendo beni come le partecipazioni in filiali e un edificio per uffici a Hong Kong. Il mese scorso ha accettato di vendere la maggior parte della sua partecipazione in una banca commerciale cinese a un'impresa statale per l'equivalente di 1,55 miliardi di dollari. L'azienda aveva anche pianificato di vendere una partecipazione di maggioranza nella sua unità di gestione immobiliare per l'equivalente di circa 2,6 miliardi di dollari a un rivale più piccolo, ma questa settimana ha comunicato che l'accordo è sfumato. Venerdì, le azioni sono salite del 5% nelle prime contrattazioni, mentre le sue obbligazioni sono state scambiate ancora a cifre molto basse, il che indica che gli investitori si aspettano ancora che l'azienda sia alla fine inadempiente.
Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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