Commissione Ue smentisce ipotesi "bad bank" dell'eurozona

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
20.4.2020
Tempo di lettura: 3'
Dopo le indiscrezioni riportate dal Ft sull'ipotesi della creazione di una bad bank dell'eurozona, è arrivata la replica della Commissione Ue, che conferma: non ci stiamo lavorando

Secondo recenti indiscrezioni riportate dal Ft, la Bce avrebbe proposto la creazione di una bad bank Ue per assorbire i crediti deteriorati (npl). Tuttavia, di fronte a questa possibilità, la Commissione europea si sarebbe mostrata riluttante

A distanza di un giorno, il portavoce della Commissione europea Daniel Ferrie ha smentito l'ipotesi, comunicando che la Commissione non sta lavorando al progetto

La Commissione Ue non sta lavorando al progetto di una band bank europea per lo smaltimento dei crediti deteriorati delle banche. Così il portavoce dell'esecutivo comunitario, Daniel Ferrie, ha smentito l'ipotesi oggetto di un recente articolo del Financial Times.

L'articolo del Financial Times

Di fronte a timori che la pandemia di Covid-19 porterà a un'ondata di nuovi crediti deteriorati, la Banca centrale europea ha presentato sul tavolo la proposta di una bad bank in cui far confluire gli npl delle banche dell'Eurozona. Queste, le recenti indiscrezioni riportate da Financial times, secondo cui, alcuni funzionari della Bce avrebbero recentemente discusso l'opzione con la Commissione europea. La creazione del veicolo servirebbe a ripulire i bilanci delle banche europee dai crediti deteriorati derivanti dalla crisi finanziaria del 2008 e da quelli previsti come effetto della pandemia. Tuttavia, si legge nell'articolo dell' Ft, l'idea avrebbe trovato una “dura opposizione” da parte della Commissione europea.  I funzionari di Bruxelles sarebbero infatti “riluttanti a rinunciare alle norme dell'Ue secondo cui, gli aiuti di stato alle banche debbano essere forniti solo dopo che un processo di risoluzione (ndr, delle banche) abbia imposto delle  perdite ai loro azionisti e obbligazionisti”. Tuttavia, sempre secondo quanto riporta il quotidiano britannico, la Commissione non avrebbe escluso la possibilità di riprendere la discussione più avanti.

La proposta era già stata avanzata nel 2017 dal responsabile della vigilanza della Bce Andrea Enria quando ancora ricopriva il ruolo di presidente dell'Eba, l'autorità europea di vigilanza del settore bancario. L'idea era però stata respinta da Bruxelles.

“La lezione della crisi è che solo con una bad bank si possono smaltire velocemente gli npl. Potrebbe essere una bad bank europea o nazionale, ma l'importante è agire in fretta” ha detto al Ft Yannis Stournaras, governatore della Bank of Greece e membro del Consiglio direttivo della Bce.

Stando ai dati riportati dal Ft, nelle maggiori 121 banche della zona euro si stimano circa 506 miliardi di npl (dato registrato alla fine dello scorso anno), quasi la metà rispetto a quattro anni fa e circa o il 3,2 % del valore del portafoglio di prestiti, ma “le banche greche, cipriote, portoghesi e italiane sono caratterizzate ancora da npl ratio (ndr, il rapporto tra crediti deteriorati e il totale dei crediti erogati) superiori al 6%” sottolinea il Financial Times.

La smentita della Commissione europea: non stiamo lavorando a bad bank

Il portavoce della Commissione europea, Daniel Ferrie, interpellato in merito all' articolo del Financial Times, ha smentito l'ipotesi, affermando:

"Abbiamo visto articoli di stampa sulla cosiddetta band bank. Confermiamo che la Commissione non sta lavorando a questo. Disponiamo già di un ampio armamentario di regole strumenti per intervenire sulla resilienza degli attori dei mercati finanziari. Ovviamente la Commissione continua a monitorare da vicino l'impatto del coronavirus sull'economia reale e sulla finanza" e in questo contesto si tiene in contratto con la Bce e altre istituzioni.

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