G7, l'oro della Russia non è più il benvenuto: l'effetto sui mercati

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Alberto Battaglia
27.6.2022
Tempo di lettura: 5'
L'oro ha reagito positivamente sui mercati alla notizia del blocco alle importazioni dalla Russia, con un rialzo superiore a mezzo punto.

Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Giappone saranno i primi Paesi del G7 a mettere in azione il bando alle esportazioni di oro proveniente dalla Russia. Proprio il Regno Unito risulta, con ampio margine, il massimo mercato di sbocco per l'oro russo

Le esportazioni auree di Mosca hanno avuto un controvalore di 17,4 miliardi di dollari nel 2021, secondo i dati dell'Observatory on economic complexity.

Dopo carbone, petrolio e gas, il Gruppo dei 7 Paesi appartenenti blocco occidentale ha deciso ufficialmente di includere anche l'oro fra le importazioni 'bandite' provenienti dalla Russia. Si tratta di un deciso affondo su quello che è il secondo produttore al mondo di questa materia prima, stando ai dati del World gold council con una quota del 10% dell'estrazione golobale. La restrizione non si applicherà all'oro di origine russa precedentemente esportato in altri Paesi, ma soltanto a quello quello di nuova esportazione dal Paese. 

La decisione ha avuto un sensibile impatto sul contratto future del bene rifugio per eccellenza, che ha toccato un massimo di giornata a 1.842,80 dollari l'oncia sul Nymex, nella mattinata del 27 giugno, con un rialzo intorno a mezzo punto che ha riportato l'oro ai livelli di dieci giorni prima.  

Le esportazioni auree di Mosca hanno avuto un controvalore di 17,4 miliardi di dollari nel 2021, secondo i dati dell'Observatory on economic complexity. 

“Al fine di intensificare ulteriormente le nostre misure economiche contro la Russia, ci impegniamo collettivamente ad adottare le seguenti misure nei giorni e nelle settimane a venire...  Siamo determinati a ridurre le entrate della Russia, anche per quanto riguarda l'oro”, si legge nel comunicato ufficiale del G7 pubblicato nella mattina del 27 giugno dopo gli incontri di Elmau, in Germania. Inoltre, i leader di Francia, Italia, Germania, Usa, Giappone, Regno Unito e Canada hanno manifestato la volontà di ridurre i proventi delle esportazioni russe adottando misure appropriate per ridurre ulteriormente la dipendenza dall'energia russa”. 

Oro russo, chi è in prima fila sul blocco

I primi Paesi del G7 a mettere in azione il blocco alle importazioni di oro provenienti dalla Russia, saranno Regno Unito, Canada, Stati Uniti e Giappone, si legge in una nota del governo britannico. “Londra è uno dei principali centri di scambio dell'oro a livello mondiale e le sanzioni britanniche, che saranno le prime del genere ad essere applicate contro la Russia in tutto il mondo, avranno un impatto enorme sulla capacità di Putin di raccogliere fondi”, ha affermato Downing Street. Il Regno Unito è principale acquirente dell'oro russo, avendo assorbito oltre il 90% delle esportazioni provenienti da Mosca nel 2020.

“Considerato il ruolo di Londra nel cuore del commercio mondiale dell'oro, questo dimostra che il Regno Unito adotterà misure severe per fermare la macchina da guerra russa”, ha dichiarato il Cancelliere dello Scacchiere britannico Rishi Sunak, "sono lieto che Stati Uniti, Canada e Giappone si uniranno a noi nell'imporre questa misura, chiudendo le vie di vendita dell'oro russo e massimizzando l'impatto che possiamo avere su Putin e i suoi sodali".

L'impatto sul mercato dell'oro

Nel corso del 2022 il metallo giallo aveva raggiunto il massimo storico a quota 2,078,80 dollari – di fatto eguagliando l'exploit del febbraio 2020. A partire dalla seconda metà di marzo, quando allo choc della guerra in Ucraina è seguita progressivamente la stretta monetaria delle banche centrali, l'appeal del metallo giallo si è ridotta notevolmente. Al 27 giugno l'oro risulta in rialzo di meno di mezzo punto – comunque molto meglio rispetto a dure perdite messe a registro da azioni e obbligazioni. 

L'esclusione dell'oro russo da parte del suo maggior mercato di sbocco, quello britannico, potrebbe supportare il metallo giallo in una fase in cui la sua attrattiva è calante a causa dell'aumento dei tassi. Data l'importanza della Russia, che vale da sola il 5% delle esportazioni globali di oro “l'effetto” della decisione del G7 “potrebbe avere un significativo effetto sul mercato”, ha affermato Kitco, operatore specializzato sui metalli preziosi. 

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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