Inflazione Usa oltre le stime: più vicino un rialzo da (almeno) 75 pb

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L’inflazione Usa ha raggiunto il 9,1% a giugno, superando le attese degli analisti, che si attestavano all’8,8%; accelera l’energia, ma anche quasi tutto resto

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A preoccupare ancor di più gli economisti della Federal Reserve sarà soprattutto il fatto che i nuovi rincari si sono estesi anche all’indice di fondo, che esclude le componenti più volatili del paniere e che indicano rincari più persistenti

La sorpresa al rialzo per il tasso d’inflazione incoraggerà probabilmente la Federal Reserve a mantenre la rotta più decisa nel rialzo dei tassi, deponendo a favore del secondo inasprimento da 75 punti base consecutivo in occasione della prossima riunione del Fomc

I trader, però, iniziano a vedere un rialzo da un intero punto percentuale, prezzato sul mercato dei future con una probabilità del 42%

L’inflazione statunitense è di nuovo in accelerazione a giugno, con ritmo su base mensile passato dal +1 al +1,3%. Il tasso annuo del Consumer price index vola così al 9,1%, superando le attese degli analisti (che avevano previsto un +8,8%).

A guidare i rincari verso i massimi da 41 anni è stata una forte accelerazione dei prezzi energetici, passati da un incremento mensile del 3,9 a uno del 7,5%. Deciso il balzo della benzina che rispetto a maggio è costata agli americani l’11,2% in più, ma anche quello del gas naturale salito dell’8,2% a giugno, il maggiore incremento mensile da ottobre 2005, secondo quanto riferito dal Census Bureau Usa.

  

A preoccupare ancor di più gli economisti della Federal Reserve, però, sarà soprattutto il fatto che i nuovi rincari si sono estesi anche all’indice di fondo, che esclude le componenti più volatili del paniere. Ciò indica rincari che più difficilmente rientreranno nei prossimi mesi. L’indice core è cresciuto dello 0,7% su base mensile (dopo il +0,6% segnato a maggio), con un tasso annuo del 5,9% inferiore a quello di maggio.

La sorpresa al rialzo per il tasso d’inflazione incoraggerà probabilmente la Federal Reserve a mantenere la rotta più decisa nel rialzo dei tassi, deponendo a favore del secondo inasprimento da 75 punti base consecutivo in occasione della prossima riunione del Fomc del 26-27 luglio. Lo stesso Powell, nella precedente conferenza stampa post-rialzo, aveva evocato tale provvedimento come una delle due opzioni più probabili (l’altra è un più moderato rialzo da mezzo punto). I trader, però, iniziano a vedere un rialzo da un intero punto percentuale, prezzato sul mercato dei future con una probabilità del 42%.

Fra le pieghe dell’inflazione Usa di giugno

Poche le categorie di prodotti che hanno visto incrementi meno pronunciati rispetto al mese precedente: fra questi i prezzi delle automobili, sia nuove sia usate, aumentati rispettivemente dello 0,7 e dell’1,6%. In calo su base mensile anche il ritmo dei rincari dei prodotti alimentari, i cui prezzi sono aumentati dell’1% fra maggio e giugno (contro un precedente incremento congiunturale dell’1,2%). 

Particolarmente rilevanti sul bilancio delle famiglie è il costante incremento ancora una volta registrato dai costi abitativi (che includono gli affitti) rincarati nuovamente dello 0,6% con un tasso annuo del 5,6%. In generale il comparto dei servizi (esclusi quelli legati all’energia) ha mostrato una nuova accelerazione mensile dallo 0,6 allo 0,7% portando il confronto su base annua al +5,5%. 

In seguito alla pubblicazione dei dati sull’inflazione di giugno, il dollar Index ha indicato un rafforzamento dello 0,26% del biglietto verde in rapporto alle altre principali valute. Al contrario, Wall Street ha aperto la seduta in ribasso. 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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