In lite con la banca: ecco le più contestate di fronte all’arbitro

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Poste Italiane si conferma l’istituto più bersagliato dai ricorsi all’Abf, ma le banche più “bastonate” dall’arbitro sono quelle più attive sui prestiti personali

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Nel 2023, le banche e le finanziarie hanno hanno restituito oltre 12 milioni di euro ai risparmiatori italiani che hanno fatto ricorso all’Arbitro bancario finanziario, l’organo stragiudiziale che Bankitalia ha messo a disposizione dei cittadini che intendano far valere i propri diritti nei confronti degli istituti senza ricorrere alla magistratura ordinaria.

Nel 2023, i collegi dell’Abf hanno emesso 15.015 decisioni, di cui il 48% con accoglimento favorevole ai risparmiatori (38% i respingimenti, 14% i ricorsi cessati). Il parere dell’Abf non è vincolante e gli istituti, così come i clienti, possono sempre procedere per le vie legali ordinarie; tuttavia, nel 2023 le decisioni dell’Abf sono state recepite dagli intermediari finanziari nel 74% dei casi. Inoltre, i ricorsi all’arbitro “sono un’utile fonte di informazioni per l’esercizio dell’attività di vigilanza” della Banca d’Italia, si legge nella relazione sull’attività Abf nel 2023, in quanto possono essere indicativi di pratiche poco corrette da parte degli istituti vigilati.

I servizi finanziari più contestati

L’Abf è competente per i rapporti finanziari che non includono prodotti di investimento, con l’unica eccezione dei buoni fruttiferi postali. Nel 2023 le prime cinque casistiche oggetto di ricorso hanno coinvolto, nell’ordine, la cessione del quinto, bancomat e carte di debito, carte di credito, conto corrente e buoni fruttiferi postali. In particolare, la cessione del quinto, una forma di prestito personale che prevede il rimborso attraverso una quota del reddito o della pensione mensile, rappresenta oltre un terzo dei ricorsi all’Abf nel 2023 (5909 unità). Una recente sentenza della Corte Costituzionale, più favorevole ai clienti che ricorrono per la cessione del quinto avrebbe contribuito in modo determinante a far aumentare i ricorsi in quest’area.

Lo scorso anno, infatti, il 90% dei ricorsi legati alla cessione del quinto sono stati accolti dall’arbitro, contro il 51% del 2022. La casistica che mette in opposizione gli interessi di banche e clienti è quella della chiusura anticipata del prestito che, nel caso della cessione del quinto, è obbligatoriamente assistito da un’assicurazione sulla vita e contro i rischi di perdita di impiego. In caso di rimborso anticipato, tuttavia, il cliente “ha diritto al rimborso dei costi del finanziamento già pagati al momento della stipula, sulla base della vita residua del contratto”.

Somme che, però, in molti casi non vengono rimborsate dall’intermediario finanziario – nemmeno dopo un parere dell’Abf. Tanto che l’arbitro ha fatto sapere che, dietro al calo del volume dei rimborsi ai clienti, passati da 17,3 a 12,3 milioni di euro fra 2022 e 2023 ci sarebbe proprio l’elevato numero di inadempimenti collegati alla cessione del quinto.

Abf: gli istituti più contestati

Gli istituti con un maggior numero di clienti tendono ad attirare anche un maggior numero di contestazioni e Poste Italiane si è confermata nel 2023 la società più colpita dai ricorsi. Tuttavia, emergono nel confronto annuo anche numerose new entry nelle prime posizioni in classifica, a partire da IBL Banca, che ha condensato su di sè l’8% di tutti i ricorsi ricevuti dall’Abf – che, contro questa banca, ha praticamente sempre dato ragione ai clienti. Forte incremento per i ricorsi ricevuti anche da Santander Consumer Bank e da Italcredi: tutti istituti specializzati in prestiti personali.

Una cartina al tornasole sulla solidità delle contestazioni piovute sulle banche può essere ricavata dalla percentuale di accogliemento da parte dell'Abf. Emergono dai dati forti associazioni fra gli accogliementi e gli istituti più attivi nella cessione del quinto. Circa un ricorso su tre, però, viene accolto ai danni di grandi banche come Unicredit, Bnl, Bper e anche ai danni di Poste Italiane.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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