I goal della finanza

MIN
11 luglio 2021: cinquantatré anni dopo la prima volta datata 1968, la Nazionale italiana sale sul tetto d’Europa e lo fa in grande stile, battendo l’Inghilterra a casa sua dopo una lunghissima partita al cardiopalma, finita ai calci di rigore con le parate magistrali di Gigio Donnarumma.

Non sono un’appassionata di calcio e ancor   meno un’esperta, tant’è vero che prima di capire cosa fosse il fuorigioco me l’hanno dovuto spiegare più volte.

Ma non è questo il punto.

Ho tifato, sofferto e poi esultato come tutti gli italiani quella notte magica e come tutti ho gioito per orgoglio nazionale.

Ho apprezzato il grande gioco di squadra dei nostri calciatori, l’affiatamento e l’intesa tra tutti era palpabile. E ho percepito quanto rispetto provassero tutti nei confronti del loro allenatore.

Non ho visto nessuno uscire dal campo perché sostituito da Roberto Mancini con un compagno, fare il muso lungo o lamentarsi   apertamente.

Non ho visto giocatori di serie A e giocatori di serie B, ma una squadra unita e compatta che ha lavorato duro e che ha saputo anche divertirsi.

Questa è stata la forza dell’Italia e il segreto della vittoria, anche perché se così non fosse stato, non avrebbero potuto reggere lo stress di un tifo così scorretto da parte dei loro avversari e con quei numeri spaventosi: quasi 60.000 tifosi inglesi contro meno di 10.000 tifosi italiani!

I rigori poi sono una lotteria, non era scontata la vittoria, ma qui non si parla di fortuna. Eh no! La fortuna non c’entra. 

Lo sport è una perfetta metafora della finanza: a piccoli passi, senza improvvisazione, senza strafare, seguendo regole semplici, i risultati non tardano ad arrivare.

Ci vuole metodo, allenamento, costanza e pazienza. 

È necessario leggere, informarsi da chi ne sa di più, farsi guidare da un allenatore con maggiore esperienza, freddezza e lucidità.

Bisogna prima pianificare una strategia a tavolino, avere chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere e solo dopo si scende in campo con un piano ben definito e strutturato che deve essere messo in pratica e, solo se necessario, modificato e corretto strada facendo.

E, non ultimo, non dimentichiamo che ognuno ha il suo ruolo che deve essere rispettato, perché non si vince da soli. Si vince uniti.

di Spita Sabrina

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