Generali: trimestrale solida, in un mercato Vita sotto pressione

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I premi lordi incassati da Generali sono aumentati dell’1,3%, grazie alla crescita del ramo Danni, che ha compensato un Vita in difficoltà – come indicano i dati Ania su tutto il settore

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Generali ha convinto gli analisti con la prima trimestrale del 2023, che ha visto crescere utili e risultato operativo, ma anche il coefficiente di solvibilità

A livello italiano, i dati Ania hanno mostrato quello che potrebbe essere stato l’impatto Eurovita sui riscatti delle polizze, che hanno visto un picco anomalo a febbraio e marzo. Le sole ramo I hanno registrato riscatti in aumento dell’82% rispetto al primo trimestre del 2022

Il titolo Generali ha beneficiato in apertura di una trimestrale al di sopra delle attese degli analisti, con un rialzo intorno allo 0,4% successivamente ritornato attorno alla parità. I conti relativi al primo trimestre sono di più difficile interpretazione per gli addetti ai lavori, essendo i primi ad applicare i nuovi principi contabili Ifrs 17. In ogni caso, la crescita dei premi lordi, in generale aumento del 1,3%, è stata trainata dal ramo Danni con balzo del 10,1%, mentre i premi del Vita si sono contratti del 3,7% in linea con la media del settore per il periodo

Questi risultati hanno contribuito a un netto aumento del 22,1% del risultato operativo, a 1,82 miliardi. Sull’utile netto, che ha segnato un balzo annuo generoso del 49,7% a 1,22 miliardi, sono pesate anche poste non ricorrenti come la cessione di un complesso immobiliare londinese che ha reso 193 milioni netti, e l’impatto negativo delle svalutazioni sui bond russi nel 2022, per 96 milioni.

In una fase non semplice per via della crisi di fiducia innescata dal caso Eurovita, Generali è riuscita anche a migliorare il suo rapporto di solvibilità dal 221% di fine 2022 al 227%, con loss ratio in calo di 7,2 punti al 60,6%.

Bene il ramo Danni, meno il Vita (come previsto)

Nel dettaglio del ramo Vita, il calo nei premi lordi si è concentrato soprattutto nelle unit-linked (-17,4%), in particolare in Italia, Germania e Francia. “Nelle linee risparmio (-1,2%) gli andamenti positivi in Germania e Asia sono più che compensati dalle dinamiche registrate in Italia e Francia”, ha fatto sapere la società. La raccolta netta del comparto è stata negativa per 190 milioni.

Nel ramo danni la crescita è stata significativa sia nell’auto (+9,2%) sia nel non auto (+12,1%), complice la raccolta di Europ Assistance aumentata del 55,7%, “grazie alla continua crescita della linea viaggi”. “Escludendo il contributo dell’Argentina, paese impattato da un contesto di iperinflazione, i premi totali del segmento auto, registrerebbero un aumento del 4,8%”.

“La performance del segmento Danni riflette il nostro impegno a mantenere l’eccellenza tecnica, mentre nel segmento Vita, nonostante il contesto complesso, prosegue il ribilanciamento del nostro mix produttivo verso le linee di business più profittevoli”, ha dichiarato il cfo di Generali, Cristiano Borean, “il gruppo conferma inoltre la sua posizione di capitale estremamente solida, grazie alla forte generazione organica di capitale”.

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Il punto sul ramo Vita italiano, dopo il caso Eurovita

Nel frattempo, sono arrivati i primi dati ufficiali di quello che potrebbe essere stato l’effetto-Eurovita sull’andamento dei riscatti delle polizze, in particolare su quelle ramo I, la cui sicurezza è stata minata dal congelamento deciso dall’Ivass a inizio febbraio per la compagnia del fondo Cinven. 

Secondo l’ultimo aggiornamento pubblicato dall’Ania il 22 maggio, nel primo trimestre i riscatti del Vita sono aumentati del +59,4% a 21,47 miliardi di euro – dato che contribuisce a un deflusso al netto pari a 4,7 miliardi. Nelle sole ramo I, le polizze maggiormente colpite dal colpo di immagine negativo di Eurovita, il volume dei riscatti è aumentato dell’82,6% rispetto allo stesso periodo del 2022 a 15,4 miliardi. Nonostante un aumento dei premi del 13,7% il deflusso netto è stato di 4,1 miliardi

Dopo il commissariamento di Eurovita del 31 gennaio l’incidenza dei riscatti sulle riserve è andata incontro a un’ulteriore accelerazione, dopo gli aumenti già osservati a causa dell’aumento dei tassi e delle alternative di rendimento sull’obbligazionario.

Questo indicatore mostra nel periodo analizzato un generale progressivo rialzo, passando da un valore medio pari a 0,47% nel 2020 a 0,52% nel 2021, fino a raggiungere lo 0,56% nel 2022. Tale andamento si riscontra anche nei primi tre mesi del 2023 quando il rapporto riscatti a riserve del totale Vita sale progressivamente a 0,70% nel mese di gennaio, 0,87% nel mese di febbraio, fino a raggiungere l’1,12% nel mese di marzo. L’indice mensile di riscatto, che nella media mensile era già salito dallo 0,52% del 2020 allo 0,56% del 2021, è poi passato dallo 0,70% dello scorso gennaio, all’0,87% di febbraio, fino a raggiungere l’1,12% marzo. In altre parole, rispetto alla media del 2021 l’incidenza dei riscatti dell’ultimo mese monitorato è raddoppiata, mettendo sotto pressione la redditività delle compagnie nel ramo Vita.

Questi numeri possono in qualche modo indicare l’importanza di una soluzione ordinata del caso Eurovita, sul quale l’Ivass è attualmente al lavoro per garantire un assorbimento da parte dei massimi attori assicurativi italiani con la protezione del capitale per i risparmiatori che avevano scelto le ramo I di Eurovita.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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