Gelata sugli investimenti insurtech globali: -79,6%

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Il dato mondiale negativo rilevato da GlobalData si affianca al forte incremento degli investimenti registrati nel 2021 in Italia (che però partiva arretrata)

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“Gli investimenti nel settore si sono un po’ esauriti per una combinazione di fattori”, ha commentato Ben Carey-Evans, Senior Insurance Analyst di GlobalData, “i round di finanziamento sono essenziali per mantenere le insurtech nelle fasi iniziali prima che diventino redditizie, quindi la riduzione degli investimenti è un ostacolo significativo”

Secondo GlobalData, “le compagnie assicurative dovranno concentrarsi su offerte convenienti come rapporto qualità-prezzo ai consumatori, perché è questo che cercheranno nell’immediato futuro”

Se si parla di investimenti in insurtech, per una volta l’Italia è andata in controtendenza in senso positivo. A livello globale, infatti, i flussi d’investimento sulle società che sviluppano soluzioni assicurative mediate dalla tecnologia si sono ridotti quasi dell’80% nel 2021, secondo i dati raccolti da GlobalData nel suo Deals Database. In Italia, aveva calcolato l’associazione Iia, lo stesso periodo aveva visto un incremento del 460% a 280 milioni di euro. Percentuali che possono essere in parte giustificate da livelli di partenza differenti, dal momento che il Bel Paese su questo terreno è partito in ritardo rispetto agli altri Paesi. 

“Gli investimenti nel settore si sono un po’ esauriti per una combinazione di fattori”, ha commentato Ben Carey-Evans, Senior Insurance Analyst di GlobalData, “i round di finanziamento sono essenziali per mantenere le insurtech nelle fasi iniziali prima che diventino redditizie, quindi la riduzione degli investimenti è un ostacolo significativo”.

Nel 2022 le cose non sembrano andare molto meglio. “Alla fine di luglio 2022 è stato investito 1 miliardo di dollari nel tema insurtech, pari al 49,5% del totale annuo del 2021, il che suggerisce che è improbabile che si andrà a rilevare una crescita nel 2022”, ha aggiunto Carey-Evans.

Quest’anno varie realtà insurtech come Nova Benefits, Metromile e Zago hanno tagliato il proprio personale rispettivamente del 30, 20 e 17%. 

Insurtech, sguardo sugli investimenti nei prossimi mesi

Il ritorno delle difficoltà economiche dopo la pandemia “e ora la crisi del costo della vita” potrebbero incoraggiare i consumatori a rivolgersi “a marchi assicurativi familiari e consolidati, in quanto si fidano maggiormente della loro capacità di sopravvivere e di pagare i sinistri”. Anche questo sarà un freno sull’insurtech secondo l’analista di GlobalData. Inoltre, “molte insurtech si concentrano sull’assicurazione dei gadget o degli oggetti, che non è considerata un acquisto essenziale dai consumatori”, ha aggiunto Carey-Evans, “di conseguenza, si tratta di una linea che rischia di essere colpita quando il reddito disponibile diminuisce e i consumatori cercano di ridurre le spese”.

Secondo GlobalData, “le compagnie assicurative dovranno concentrarsi su offerte convenienti come rapporto qualità-prezzo ai consumatori, perché è questo che cercheranno nell’immediato futuro… facendo molto affidamento sull’intelligenza artificiale per ridurre i costi di elaborazione, oppure offrendo prodotti innovativi come le polizze pay-as-you-drive e on-demand”. 

Ossia, le polizze che consentono ai consumatori di controllare quanto pagano o di ricevere la copertura “solo quando è strettamente necessaria”.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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