I verbali della Federal Reserve hanno mostrato una crescente divergenza sulla necessità di tagliare i tassi d’interesse nella riunione del 10 dicembre, ma gli investitori hanno scavalcato questi dubbi alla luce dei nuovi dati occupazionali e portato nuovamente in alto Wall Street, tornata ai massimi delle ultime due settimane. Al momento, il FedWatch Tool di CME indica le probabilità implicite nelle attese all’82,9% – quasi il doppio rispetto a una settimana fa.
Anche se il mese scorso la Fed ha tagliato i tassi con un voto piuttosto ampio di 10 contro 2, “I partecipanti hanno espresso opinioni fortemente divergenti sulla decisione di politica monetaria che sarebbe più appropriata nella riunione del comitato di dicembre”, si legge nei verbali. In particolare, vari membri non votanti nel Comitato che decide sui tassi avevano espresso cautele sulla necessità di nuovi tagli. Ma queste considerazioni, per i mercati, potrebbero essere state superate dai nuovi dati: le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 216.000 nella settimana terminata il 22 novembre, al di sotto delle attese di 225.000, secondo i dati del Dipartimento del Lavoro. Positivo anche l’aumento dello 0,5% degli ordini di beni durevoli core a settembre, uscito solo adesso a causa dello shutdown, che ha superato la previsione di un +0,3%.
Se la Fed non taglia, “volatilità non necessaria”
“Storicamente, le azioni statunitensi tendono a performare bene quando la Fed sta tagliando i tassi e l’economia non è in recessione. Nonostante segnali di rallentamento, la spesa dei consumatori rimane resiliente e prevediamo che la crescita sarà sostenuta da politiche fiscali e da bilanci solidi di famiglie e imprese”, ha dichiarato Mark Haefele di UBS WM, nella sua nota giornaliera, “il calo dei tassi reali statunitensi — che rappresentano il costo-opportunità di detenere asset privi di rendimento come l’oro — ha sostenuto il rally del metallo prezioso. Ulteriori tagli della Fed, con inflazione ancora sopra il target, dovrebbero continuare a favorirlo”.
Per Kim Forrest, chief investment officer di Bokeh Capital Partners, “l’economia non sta scivolando in recessione, ma è abbastanza debole da consentire alla Fed un altro taglio. C’è ancora un numero elevato di persone in disoccupazione: questo dà alla Fed margine per tagliare ancora”.
“Se non dovessero essere tagliati i tassi a dicembre, i mercati potrebbero subire uno shock non necessario”, hanno commentato gli analisti della maggiore banca giapponese MUFG Bank, “più avanti, vi è il rischio che la Fed proceda ad una pausa prolungata nella prima parte del 2026, il che rappresenta un rischio rispetto al nostro scenario base e alle valutazioni complessive del mercato”.
Se il taglio ci sarà, la battaglia non sarà delle più semplici ha anticipato lunedì il governatore Christopher Waller: “Preparatevi. Potreste vedere il minor ‘groupthink’ dal FOMC da molto tempo” – ossia il maggior contrasto visibile fra i membri votanti. Un pensiero già anticipato nell’ultima conferenza stampa dal presidente Jerome Powell: “Sta crescendo il numero di coloro che pensano che forse dovremmo almeno aspettare una riunione”.

