Ennio Doris saluta Mediolanum: “Lascio le redini a mio figlio”

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Ennio Doris si dimette dalla presidenza di Mediolanum. “Superando la soglia degli 80 anni penso sia venuto il momento di ridurre almeno in parte il mio impegno quotidiano nella banca”

Il Cda ha preso atto delle dimissioni dalla carica di presidente e amministratore rassegnate, sottolineando come la sua sostituzione sarà oggetto di future deliberazioni

Doris detiene 46.693.070 diritti di voto (pari al 6,29%), di cui 23.563.070 che riguardano azioni della banca in piena proprietà e 23.130.000 come usufruttuario

“Ho in mente tanti progetti per gli anni a venire, a cominciare dal proseguire sempre più nella direzione della restituzione a chi ne ha bisogno, ai più deboli e meno fortunati”

Tutto iniziò il 2 febbraio 1982 con Programma Italia, dopo il celebre incontro a Portofino con Silvio Berlusconi. Poi, nel 1997, Banca Mediolanum. E, ventiquattro anni dopo, l’addio. Un “passaggio formale”, nelle sue parole a Radiocor, in linea con la volontà di ridurre il suo impegno quotidiano nell’istituto, da tempo guidato dal figlio Massimo. “Erano ormai almeno un paio di anni che meditavo di alzare il piede dall’acceleratore e avere un ruolo meno impegnativo”, ha ammesso, raccontando dei “tanti progetti” in cantiere per gli anni a venire “non solo di business, a cominciare dal proseguire sempre più nella direzione della restituzione a chi ne ha bisogno, ai più deboli e meno fortunati”.
Come annunciato dallo stesso istituto in una nota ufficiale nella giornata di martedì, il Consiglio di amministrazione ha preso atto delle dimissioni dalla carica di presidente e amministratore rassegnate da Doris, sottolineando come la sua sostituzione sarà oggetto di future deliberazioni, “con il supporto delle preventive valutazioni da parte del Comitato nomine e governance della banca”.
Ed è proprio a quest’ultimo che Cda e Collegio sindacale hanno proposto l’assegnazione della presidenza onoraria, che dovrà “effettuarsi in occasione di una prossima assemblea degli azionisti”, si legge nel comunicato. L’assemblea, inoltre, dovrà intervenire in merito alle necessarie modifiche statutarie volte a prevedere tale figura, che hanno già visto illuminarsi la green light del board. Nei numeri diffusi dal gruppo di Basiglio, Doris detiene 46.693.070 diritti di voto (pari al 6,29%), di cui 23.563.070 che riguardano azioni della banca in piena proprietà e 23.130.000 come usufruttuario, “tutti sindacati nel patto parasociale in essere tra i componenti della famiglia Doris”, conclude l’istituto.

Gli studi di ragioneria, poi la laurea ad honorem in scienze commerciali e un master ad honorem in banca e finanza. Doris, 81 anni, ha da tempo lasciato le redini operative della banca al primogenito Massimo, che da luglio 2008 ha assunto la carica di amministratore delegato e direttore generale (quest’ultima ricoperta fino al 30 aprile 2014). Dal 1960 al 1968 presso la Banca Antoniana di Padova, ha ricoperto il ruolo di consulente finanziario in Fideuram (Gruppo Imi) dal 1969 al 1971, per poi passare in Dival arrivando a gestire un gruppo di 700 consulenti tra il 1971 e il 1981. Infine, come anticipato in apertura, nel febbraio del 1982 ha dato vita con il Gruppo Fininvest alla rete di intermediazione finanziaria Programma Italia, poi trasformatasi in Banca Mediolanum nel giugno del 1997.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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