Emissioni zero: sul piatto di Hsbc fino a mille miliardi

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Considerata seconda in Europa per finanziamenti ai combustibili fossili dagli ecologisti, Hsbc annuncia un piano di investimenti tra i 750 e i mille miliardi di dollari per raggiungere l’obiettivo emissioni zero entro il 2050. Ma non solo

Tra il 2016 e il 2019 l’istituto londinese ha contribuito a finanziare i combustibili fossili con 87 miliardi di dollari

Noel Quinn: “Mentre entriamo in un fondamentale decennio di cambiamento, abbiamo l’opportunità di accelerare i nostri sforzi per costruire un futuro più sano, più resiliente e più sostenibile”

Dopo la svolta green di JpMorgan che ha annunciato di voler rivedere il proprio portafoglio prestiti con l’obiettivo di allinearlo agli Accordi di Parigi concentrandosi sui settori oil&gas, energy e automotive, anche Hsbc si prepara a rispondere alle accuse degli ecologisti. L’istituto di credito londinese, primo per capitalizzazione in Europa, ha dispiegato un piano di investimenti e di finanziamenti tra i 750 e i mille miliardi di dollari per raggiungere l’obiettivo emissioni zero entro il 2050.
Secondo l’analisi Banking on climate change 2020 condotta da Rainforest action network, BankTrack, Indigenous environmental network, Oil change international, Reclaim finance e Sierra club, tra il 2016 e il 2019 la big europea guidata da Noel Quinn ha contribuito a finanziare i combustibili fossili con 87 miliardi di dollari, seconda nel Vecchio Continente unicamente a Barclays con 118 miliardi. Al terzo posto si posiziona Bnp Paribas con 84 miliardi, seguita da Credit Suisse con 74 miliardi e Deutsche Bank con 69 miliardi.
Fonte: Banking on climate change 2020
Stando all’analisi, nei quattro anni successivi all’Accordo di Parigi le principali banche d’investimento globali hanno infatti destinato 2.700 miliardi di dollari al finanziamento di aziende e progetti legati alle “fonti sporche”, come carbone, petrolio e gas. E in cima alla classifica mondiale spiccano le big four statunitensi: JpMorgan Chase, Wells Fargo, Citi e Bank of America.

Dopo aver annunciato nel 2017 l’obiettivo di orientare 100 miliardi di dollari verso gli investimenti sostenibili entro il 2025 per finanziare progetti che promuovono la transizione energetica, Hsbc ha riconosciuto che il raggiungimento degli obiettivi di Parigi richiede dunque “uno sforzo supplementare, a un ritmo più rapido”, si legge in una nota. L’istituto di credito torna così con un piano ambizioso, considerato “un’opportunità fondamentale per costruire un futuro fiorente e resiliente per la società e per le imprese”.

Nello specifico, la banca si impegna ad allineare le emissioni di carbonio del suo portafoglio clienti all’obiettivo di raggiungere lo zero netto entro il 2050, guidandoli verso questa transizione e lavorando per sviluppare soluzioni su misura a favore della contrazione delle emissioni. Inoltre, darà sempre più priorità ai finanziamenti e agli investimenti che contribuiscono al raggiungimento di questi obiettivi, applicando quella che viene definita dall’istituto una “lente climatica” alle decisioni di finanziamento. Per di più, punterà a lavorare in collaborazione con autorità di regolamentazione, governi e società in generale, per modificare il sistema finanziario nel complesso, e lancerà un programma filantropico per donare 100 milioni di dollari a favore di iniziative legate all’innovazione climatica, alle energie rinnovabili e alle soluzioni basate sulla natura fino al 2025.

“Hsbc è da tempo impegnata nell’offrire opportunità ai clienti e alle comunità che serve. Mentre entriamo in un fondamentale decennio di cambiamento, abbiamo l’opportunità di accelerare i nostri sforzi per costruire un futuro più sano, più resiliente e più sostenibile”, ha dichiarato Noel Quinn, amministratore delegato del Gruppo, che conclude: “La nostra ambizione di raggiungere lo zero netto rappresenta un sostanziale passo in avanti, mentre lavoriamo collettivamente per costruire una fiorente economia a basse emissioni di carbonio”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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