Divorzio e soldi: ecco quando puoi chiedere di più all’ex coniuge

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Ogni evento prevedibile che ha un impatto sulla ricchezza del coniuge che versa l’assegno divorzile, può essere giustificato motivo per chiedere una revisione dell’importo. Scopri quando e come puoi chiedere un aumento o modificare le condizioni patrimoniali dopo il divorzio. Cosa succede in caso di eredità, vincite e promozioni al lavoro?

Indice

Divorzio: il vincolo matrimoniale e i rapporti patrimoniali

Se con la pronuncia della sentenza di divorzio viene meno il vincolo matrimoniale, non sempre tale sentenza comporta anche il venir meno di ogni rapporto patrimoniale tra ex.

Soprattutto nei casi in cui in sede di separazione è stato regolato un assegno di mantenimento e la casa familiare è stata assegnata al coniuge prevalentemente collocatario dei minori della coppia e
disposto un contributo al loro mantenimento, la sentenza di divorzio non risolve ogni questione.

Assegno divorzile e casa familiare: cosa resta dopo la separazione

In tali situazioni, infatti, gli ex potrebbero ancora rimanere “legati” dal punto di vista patrimoniale perché la sentenza di divorzio potrebbe aver sancito il diritto all’assegno divorzile a favore del coniuge più debole, mentre i figli sono ancora lontani da una indipendenza economica e quindi la casa familiare di proprietà del coniuge “forte” potrebbe continuare a rimanere nella disponibilità dell’altro. Diretta conseguenza di questa considerazione è il fatto che anche dopo il divorzio, alcuni eventi con un significato patrimoniale importante di un coniuge possono avere effetto sull’altro.

Modifiche patrimoniali dopo il divorzio: eventi significativi

Un avanzamento di carriera, una eredità, una vincita considerevole oppure, al contrario, un licenziamento improvviso, una malattia invalidante, la morte del coniuge obbligato al versamento dell’assegno: insomma ogni evento sopravvenuto che implichi un mutamento delle condizioni economiche.

Revisione dell’assegno divorzile: il principio della clausola “rebus sic stantibus”

Principio cardine dei procedimenti della crisi familiare è il diritto di ogni parte di chiedere la modifica dei provvedimenti adottati in materia di contributi economici, che sono assoggettati alla clausola rebus sic stantibus. L’art. 473-bis.29 c.p.c. stabilisce che le parti possono chiedere in ogni tempo la revisione a condizione che siano sopravvenuti “giustificati motivi“.

Attenzione però: in tema di richiesta di aumento dell’assegno divorzile, le aspettative tutelate dalla legge sono quelle che derivano da una previsione che l’ex coniuge meno abbiente aveva effettuato
circa il benessere del quale avrebbe goduto se il matrimonio si fosse conservato.
Pertanto, per poter chiedere un aumento dell’assegno divorzile è necessario che il coniuge obbligato all’assegno abbia fatto una “carriera prevedibile” sulla quale l’altro coniuge aveva proiettato le proprie aspettative in costanza di matrimonio.

Eredità, vincite e altre situazioni: cosa non legittima la richiesta di aumento

Così ad esempio se un ex coniuge vince al totocalcio una somma ingente, non è possibile chiedere un aumento dell’assegno divorzile per questo motivo. L’ingente vincita potrà tuttavia legittimare una richiesta di aumento del contributo al mantenimento dei figli.

Limiti alla modifica delle condizioni di divorzio

Non è invece motivo per la richiesta di modifica delle condizioni di divorzio il mutamento dell’orientamento della Cassazione che con la sentenza n. 18257/2018 a Sezioni Unite.
Con la sentenza n. 28906/2022 la Cassazione ha inoltre chiarito che “il mutamento sopravvenuto delle condizioni patrimoniali delle parti attiene agli elementi di fatto ed è necessario, a monte, che esso sia accertato del giudice perché possa procedersi alla revisione dell’assegno divorzile, da rendersi alla luce dei rinnovati principi giurisprudenziali”.

Assegno una tantum: nessuna possibilità di richiedere ulteriori modifiche

Del pari inammissibile la richiesta di modifica effettuata dal coniuge che in sede di divorzio congiunto ha scelto la soluzione del pagamento dell’assegno divorzile in un’unica soluzione!

Ricevuto l’importo a titolo di una tantum non è possibile avanzare alcuna successiva pretesa. Unica e ultima obbligazione residuale in questo caso, l’obbligo a versare gli alimenti qualora l’ex coniuge versi in caso di bisogno e si trovi nella oggettiva impossibilità a soddisfare e i bisogni primari.

di Maria Grazia Di Nella

“Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo la chiama farfalla” (Lao Tze)

Avvocato patrocinante in Cassazione, da oltre venticinque anni metto al centro del mio lavoro la persona, e cerco di comprenderne a fondo bisogni e aspettative.

Mi definisco caparbia e resiliente; conosco e amo il diritto e offro ai clienti un’assistenza altamente specializzata nel Diritto della Famiglia, anche Internazionale, dei Minori e della Persona, sia per gli aspetti civili che penali.
Sono componente del Comitato Scientifico della SOS Villaggi dei Bambini; membro attivo dell’Associazione Camera Minorile di Milano, dell’AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i minori), socia dell’Associazione ICALI (International Child Abducion Lawyers Italy) e dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto di famiglia.

Svolgo incarichi di curatore speciale/tutore dei minori sia su incarico delle sedi giudiziarie sia quale avvocato fiduciario di enti pubblici e privati. Svolgo docenze anche in ambito universitario e lezioni di aggiornamento per psicologi e assistenti sociali.

Sei divorziato e hai un figlio? Sai che un’eredità o una promozione possono cambiare le tue condizioni patrimoniali e influire sull’assegno divorzile?

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