Covid-19: un cliente sempre più digitale

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Molti clienti chiedono sempre più strumenti digitali. Questa esigenza si è consolidata soprattutto dopo la prima ondata di Covid-19

Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Spectrem group il 29% degli investitori ritiene che i collegamenti tra tutti i conti di investimento all’interno di una banca siano una caratteristica online essenziale

I grandi gruppi bancari che già prima della pandemia globale avevano iniziato a sviluppare app o innovazioni tecnologiche di varia natura, sono riuscite a superare questo primo periodo di crisi in maniera migliore rispetto alle realtà più tradizionali

Digitale. Questa la parola d’ordine che molte banche cercano di inseguire, soprattutto negli ultimi mesi. Capire le esigenze dei propri clienti in campo digital risulta essere fondamentale per puntare sulle innovazioni da sviluppare.
Ma dunque quali sono i servizi che i clienti richiedono maggiormente?

Secondo l’ultima ricerca pubblicata da Spectrem group il 29% degli investitori ritiene che i collegamenti a tutti i conti di investimento all’interno di una banca siano una caratteristica online essenziale. Altri intervistati vorrebbero inoltre poter avere un proprio ecosistema fluido che “colleghi” tutti i loro sistemi finanziari anche nel caso in cui si abbia un’impresa. Gli investitori ritengono infatti che sarebbe utile avere collegamenti tra i conti di investimento delle loro società finanziarie (accesso a strumenti di budget, di credito, archiviazione di documenti legali e offerte speciali sui prodotti di consumo).

Oltre a questo molti vorrebbero avere anche degli strumenti di credito, di budget e per archiviare documenti legali. Aspetti che sono fondamentali per gli investitori facoltosi. Il 14% dei ricchi investitori ritiene invece che la capacità di eseguire bonifici bancari sia un servizio essenziale.

E dunque secondo il report andare a capire quali sono le esigenze e le necessità dei clienti risulta essere fondamentale per non perdere gli investitori e per restare sempre al centro dal punto di vista tecnologico. Ovviamente le esigenza degli Hnwi rimangono prioritarie per le banche private dato che sono questi soggetti che portano le masse. Soprattutto in questa prima ondata di pandemia globale, dove i clienti private non hanno potuto interagire faccia a faccia con il proprio consulente. Questo ha portato inevitabilmente tutte le banche a correre ai ripari. E dunque la tecnologia l’ha fatta da padrone. Questi mesi hanno messo alla prova il proprio istituto finanziario e diversi clienti hanno anche deciso di abbandonare la propria banca perché in questa crisi non è riuscita a fornire gli strumenti tecnologici necessari per garantire la sicurezza al cliente.

Non è un caso che i grandi gruppi bancari che già prima della pandemia globale avevano iniziato a sviluppare app o innovazioni tecnologiche di varia natura, siano riuscite a superare questo primo periodo di crisi in maniera migliore rispetto alle realtà più tradizionali.

Tutto questo è stato anche sottolineato dal report. “E’ improbabile che gli investitori trasferiscano le attività se il loro attuale consulente finanziario non fornisce gli strumenti digitali essenziali”. L’aspetto tecnologico è così importante che secondo lo studio il 60% degli investitori facoltosi non trasferirebbe il proprio patrimonio se dal lato digitale la banca destinataria non ha tutti gli strumenti fondamentali per il cliente. Questa percentuale sale fino all’80% per gli investitori Uhnwi. Aspetto particolare invece per i millennials. In questo caso i più giovani sono disposti a trasferire lo stesso i loro soldi in un’altra banca anche se questa non ha tutti gli strumenti digitali che loro vorrebbero.

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