Millennial: con un piano di accumulo la pensione non è un miraggio

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
9.6.2021
Tempo di lettura: 3'
I millennials devono fare i conti con la parola incertezza, al cui novero compare, tra le altre, la voce "pensione". Ma con un piano di accumulo il "reddito del futuro" è garantito. Parola di Gimme5

Gimme5. società leader nell'offerta di un salvadanaio digitale, ha mostrato come con un piano di accumulo non sia un miraggio raggiungere una pensione integrativa di 1500 euro al mese

Più tardi si inizia, tanto maggiore sarà l'esborso mensile necessario per raggiungere lo stesso target. Se si inizia a 20 anni la rata pac sarà di appena 98 euro. Una scelta tardiva può arrivare a costare 1000 euro al mese

Secondo l'Ocse entro il 2040 gli over 60 in Italia raggiungeranno il 39,4% della popolazione. Al contempo la spesa pensionistica è in costante aumento: nel 2020 l’Italia ha raggiunto una spesa record pari al 17% del pil

Tra qualche decade i libri di economia potrebbero iniziare con l'incipit dei migliori romanzi: il c'era una volta. Dei tempi andati però non si ricorderebbero né re né regine, bensì una fattispecie economica che è stata certezza per molte generazioni: la pensione. E i primi a leggere tali libri potrebbero essere già i giovani d'oggi -  conosciuti con il termine generazionale millennials - titolari (sulla carta) della pensione del domani. Se la questione è futura, la preoccupazione è presente. Non c'è millennial infatti che non si sia interrogato almeno una volta sulla propria pensione e i dati mostrano come questa paura sia, purtroppo, fondata. Per questo scegliere anzitempo la strada di un piano di accumulo che possa garantire una pensione integrativa è la migliore scelta a disposizione della gen y.



L'Italia sarà sempre più vecchia e povera?


Il ritardo dell'ingresso nel mondo del lavoro, la discontinuità contributiva e la debole dinamica retributiva che caratterizza molte occupazioni sono il mix di fattori che determinerà per questa generazione un futuro previdenziale caratterizzato da pensioni molto basse: secondo Censis e Confcooperative, se la situazione non cambierà, entro il 2050 in Italia ci saranno 5,7 milioni di poveri in più. L'Italia è anche uno dei Paesi più longevi nel panorama internazionale, con una speranza di vita alla nascita che si aggira intorno agli 82,3 anni (dati Istat) e con una popolazione che invecchia molto rapidamente: entro il 2040, secondo l'OCSE, gli over 60 raggiungeranno il 39,4% della popolazione. Mentre la forza lavoro continua a calare, la spesa pensionistica è in costante aumento: nel 2020 l'Italia ha raggiunto una spesa record pari al 17% del PIL, tra le più alte in Europa. Non sorprende, quindi, che il tasso di sostituzione - il rapporto tra il primo assegno pensionistico e l'ultimo stipendio percepito - oggi pari al 70% circa, secondo l'Inps calerà al 55% entro il 2060.






Un piano di accumulo per integrare la pensione


Questa complessa situazione può però, come osserva Gimme5 -  soluzione digitale che da la possibilitàdi accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in un fondo comune di investimento - essere mitigata dalla previdenza integrativa, se si inizia per tempo a risparmiare ed investire il proprio denaro attraverso un piano di accumulo. Gimme5 ha mostrato tramite una simulazione come per costruire la propria pensione integrativa siano sufficienti piccoli risparmi, calibrati in base alle proprie disponibilità. La simulazione mostra quale dovrebbe essere la quota mensile di risparmio da investire, per poter beneficiare a 67 anni di una pensione integrativa da €1.500 al mese. Il piano di accumulo simulato è stato impostato su rendimento medio annuo del 5%, che solitamente rappresenta la performance media, nel lungo periodo, di un investimento azionario ("Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2020", Credit Suisse, London Business School).



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La tabella mostra che, se si inizia a risparmiare per la pensione a 20 anni, sarà necessario investire meno di €100 al mese per tutta la durata della propria vita lavorativa per beneficiare a 67 anni di una discreta pensione integrativa. Se si iniziasse 10 anni dopo, a 30 anni, sarebbe necessario investire una somma ben maggiore (all'incirca €170); a maggior ragione, se si iniziasse a investire a 40 anni, la somma mensile quasi raddoppierebbe (€320). Morale? più tardi si inizia a risparmiare per la propria pensione, maggiore sarà l'importo da dover investire mensilmente per raggiungere lo stesso risultato.



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