Il record mondiale del cognac, una storia di famiglia
La bottiglia prende il nome di “Grand frère” o “Big brother”, in virtù della sua appartenenza a una “famiglia”, un trio di vetri rimasto intatto fino alla fine XIX secolo. Esistono infatti altre due bottiglie più piccole di questo cognac, la “sorellina” e il “fratellino”. La prima si trova nel Gautier Museum, la seconda è invece stata battuta in asta a New York nel 2014. Chissà se l’acquirente del “fratellino” era lo stesso di oggi, un collezionista privato cinese. L’ulteriore dato interessante è che l’asta Distilled | Iconic Samaroli, Dalmore 62 and The World’s Oldest Cognac era online. La vendita tematica ha totalizzato ben 1,8 milioni di dollari (1,5 milioni di sterline). Si conferma dunque pienamente il trend del collezionismo ai tempi della crisi pandemica: vorace e incurante dei nuovi spazi. Purché si possa continuare a collezionare.
Il venditore della bottiglia ricorda che quando era bambino suo nonno gli impediva dii giocare nella cantina che custodiva i suoi cognac più preziosi. La cassa con il prezioso liquore arrivò ai bisnonni dell’ex proprietario nel 1880, dono del figlio adottivo Alphonse che aveva passato un decennio a lavorare in una distilleria.

