Clienti bancari, nel post-covid più digitale e meno filiali

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Volgendo lo sguardo verso la ripartenza, i clienti bancari iniziano a valutare nuove modalità di interazione con i propri istituti di credito: secondo un’indagine di Bcg, uno su quattro prevede di utilizzare meno le filiali. A livello globale, nell’era covid gli italiani sono stati i più attivi su online e mobile banking

Il 51% degli italiani ha incrementato l’utilizzo del canale online

Il 24% dei clienti con un età compresa tra i 18 e i 24 anni ha effettuato la sua prima iscrizione al banking online o mobile

“Diventa sempre più importante il tocco personale fornito dai gestori delle filiali e dagli assistenti del servizio clienti”, spiega Ugo Cotroneo di Bcg

Le misure di contenimento del contagio che hanno spinto le banche a ridefinire i propri rapporti con la clientela si preparano a modificare i modelli di comportamento dei consumatori anche nel post-covid. Secondo un’indagine di Boston Consulting Group, che ha intervistato oltre 5mila consumatori del retail banking a livello globale, uno su quattro prevede di utilizzare meno le filiali dopo la crisi. E c’è chi è pronto a smettere del tutto di visitarle.
L’indagine, condotta tra il 13 e il 27 aprile, ha posto la lente d’ingrandimento sull’utilizzo dei diversi canali e sulla soddisfazione dei clienti in merito alla gestione della crisi da parte degli istituti di credito, criticati da meno del 5% degli intervistati. L’aspetto più rilevante è che gli italiani risultano tra i più attivi su online e mobile banking. Infatti, i consumatori del Belpaese, con il 51% di coloro che hanno incrementato l’utilizzo dei canali online, sono stati superati solo dai cittadini di Singapore (60%). Scivolano al terzo posto della classifica, dopo Singapore (62%) e Hong Kong (57%), coloro che invece hanno intensificato l’utilizzo del mobile (in questo caso si parla del 54%).

“Il 58% dei clienti bancari italiani si è dichiarato pronto ad aprire un conto attraverso online banking o mobile nel caso in cui la filiale non fosse accessibile – spiega Ugo Cotroneo, responsabile financial institution di Boston Consulting Group Italia, Grecia, Turchia e Israele – Un dato che demarca come sia sempre più probabile che i consumatori abbiano familiarizzato con gli strumenti digitali e siano sempre più propensi a muoversi tra i servizi bancari fisici e quelli online e mobili”.

Secondo Cotroneo, in questo contesto acquisisce un ruolo sempre più rilevante quello che definisce “il tocco personale” dei gestori delle filiali e degli assistenti del servizio clienti. Senza dimenticare poi i millennial e gli individui della generazione Z: secondo la ricerca, in questo periodo il 24% degli intervistati con un età compresa tra i 18 e i 24 anni ha effettuato la sua prima iscrizione al banking online o mobile come conseguenza alla crisi sanitaria, una percentuale che scende al 17% per gli individui tra i 35 e i 44 anni fino a sfiorare il 2% per gli over 65. “Le banche dovranno affrontare la sfida di integrare i vantaggi delle interazioni personali all’interno delle loro offerte digitali e, allo stesso tempo, migliorare l’esperienza olistica dei clienti”, conclude Cotroneo.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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