Btp e Cct: le nuove emissioni di febbraio 2025

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Una lente di ingrandimento si concentra su una pila di banconote da 50 euro, evidenziando le lettere "BTP". Le banconote sono parzialmente sfocate e sul bordo sinistro è visibile la bandiera dell'Unione Europea.

Il Mef ha annunciato le nuove emissioni di Btp e Cct per fine febbraio 2025, per un controvalore in asta fino a 9,5 miliardi di euro

Indice

Il ministero dell’Economia ha annuciato due Btp, uno con scadenza al luglio 2030 di nuova emissione e un altro titolo che torna in asta con scadenza all’agosto 2035. A questi si aggiunge un Ccteu con scadenza ad aprile 2033. Complessivamente i tre titoli potranno raccogliere fino a 9,5 miliardi, escluse le aste supplementari.

Per prenotare l’acquisto c’è tempo fino al 26 febbraio; è possibile fare riferimento agli sportelli bancari e postali, oppure attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzionalità di trading.
Di seguito le caratteristiche dei titoli:

Tipologia titoloVita residuaCodice ISIN da attribuireTrancheEmissioneScadenzaCedola annualeTasso annualizzatoSpreadTasso cedolare sem.Data pagamento cedolaImporto Min. offerto (mln. €)Importo Max. offerto (mln. €)
BTP 5 Anniin corso di emDa attribuire03/03/202501/07/20302,95%01/07/2025 (*)32503750
BTP 10 Anniin corso di emIT000563159015/01/202501/08/20353,65%01/08/202525003000
CCTeu 7 Anniin corso di emIT000562046015/10/202415/04/20334,164%1,1%2,11%15/04/202525002750

Perché inserire i Btp in portafoglio

I Btp rappresentano una scelta consolidata per i risparmiatori italiani, grazie al trattamento fiscale agevolato. Con un’aliquota del 12,5% sui rendimenti, nettamente inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri strumenti finanziari, questi titoli di Stato partono da una posizione competitiva rispetto ad altre forme di investimento.

Tuttavia, il loro acquisto richiede una pianificazione attenta, soprattutto in relazione alle scadenze. È fondamentale scegliere titoli con una durata coerente con i propri obiettivi finanziari, in modo da recuperare il capitale in momenti strategici, come spese familiari o investimenti futuri.

Chi decide di vendere un Btp prima della scadenza deve considerare l’impatto delle variazioni di prezzo sul mercato: il valore potrebbe essere superiore o inferiore rispetto all’investimento iniziale, esponendo l’investitore al rischio di mercato. Al contrario, mantenere il titolo fino alla scadenza assicura il rimborso del capitale nominale, eliminando questa incertezza.

Rimane comunque il rischio di credito, ossia l’eventualità che lo Stato italiano non sia in grado di onorare i propri debiti. Sebbene lo scenario di un default sovrano sia considerato poco probabile, gli investitori dovrebbero sempre diversificare il portafoglio, valutando il proprio profilo di rischio e, se necessario, consultando un consulente finanziario per una strategia bilanciata.

Cct: cosa lo distingue da un Btp e quando preferirlo

Come approfondito in questo articolo, il Cct (o meglio, Ccteu) è un titolo di Stato la cui cedola non è fissa, ma variabile a seconda dell’andamento del tasso Euribor, quello che solitamente determina anche le rate dei mutui variabili. Di conseguenza, questo titolo tende a seguire in modo più fedele il costo del denaro: questo contribuisce a contenere la volatilità del prezzo dell’obbligazione, rendendo un po’ meno rischiosa la sua eventuale vendita in anticipo sulla scadenza. Il rovescio della medaglia e che, a differenza del Btp, non è possibile fare una previsione esatta di quello che sarà il rendimento a scadenza, dal momento che dipenderà dall’andamento del tasso Euribor.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come bilanciare un portafoglio fra titoli di Stato e azioni in modo da avere rendimento e volatilità sotto controllo?

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